ICH BIN PANTESCO/4 – Si era capito che Pantelleria mi ha totalmente affascinato? Credo di sì, perché è il quarto post che dedico al mio recente viaggio nell'isola. Comunque la finisco qui, giuro. Solo il tempo di farmi una domanda, partendo da una semplice considerazione. Ho notato che Pantelleria è frequentata da gente che cerca la pace, la natura incontaminata, che sfugge dal caos e dallo stress della vita moderna. Quindi mi chiedo: se scappiamo via da certe situazioni, perché viviamo la nostra esistenza in città malate, schiavi del lavoro e dei soldi, sempre incazzati e desiderosi di fregare il prossimo? Perché non ci fermiamo un attimo, perché non ce ne andiamo tutti a Pantelleria?
ICH BIN PANTESCO/3 - Sapete perché per le strade d'Italia non si trovano più in giro le Citroen Mehari? Perché sono tutte a Pantelleria: le affittano ai turisti, ce n'è una ogni 10 abitanti, più o meno.
ICH BIN PANTESCO/2 - La musica pop tunisina non è niente male. Se da quelle parti passano Eros Ramazzotti o Tiziano Ferro li prendono a calci in bocca.
RICOMINCIAMO – Domani si torna al lavoro, ritroverò la zona inghiaiata e nel frattempo ho già perso un mazzo di chiavi. A cosa serve andare in vacanza se poi ricomincia tutto come prima più di prima?
TORNATO! - E adesso dove le prendo le tapas? E poi perché il biglietto per il museo dell'erotismo di Barcellona costa più di quello del Gugghenaim di Bilbao?
ADDIO MC CESSI – Quando vado in giro per il mondo (beh, più o meno…) uso i locali Mc Donald’s a uno scopo ben preciso: scroccarne i bagni. Forse, però, la favola è finita. Qualche giorno fa ero a pranzo in una focacceria adiacente il Mc Donald’s che possiede i servizi in comune con il rivenditore di polpette unte. Una volta ingoiata la mia bella focaccia, ho chiesto alla cameriera dove fosse la toilette e lei, oltre a indicarmela, mi ha dato un gettone. Se ne deduce me la sarei fatta sotto se non avessi consumato qualcosa. Tempi duri per la mia pipì…
VIVA I CANI IN TRENO - Lo scorso lunedì pomeriggio una televisione privata mi ha chiesto un'opinione sul divieto di far entrare in treno i cani con peso superiore ai 6 chili. Io mi sono dichiarato contrario e oggi il governo ha fatto marcia indietro. Che abbiano preso paura?
TUTTI I COLORI DELL'ARCOBALENO - Eravamo una decina ad aspettare il treno domenica scorsa. Io pensavo agli affari miei, altri parlavano, alcuni giocavano con il telefonino. Poi, all'improvviso, è apparso l'arcobaleno e ci siamo fermati tutti, volgendo il nostro sguardo verso il cielo: c'è ancora vita sul pianeta Terra.
AVVISO AI NAVIGANTI – Questo blog rimarrà chiuso per una settimana causa Caterraduno di Senigallia. Ci si riciccia lunedì prossimo.
IO ED ENZO BIAGI
Enzo Biagi l'ho incontrato una volta in Spagna, nel settembre 1988, non ricordo più se a Granada o a Siviglia. Stavo mangiando un po' di cose su di una panchina, felice come un freakketone felice, quando lui mi passò davanti assieme alla sua famiglia. Lo seguì e gli chiesi se potevamo farci una foto insieme, una gioia che mi fu negata da una fottutissima macchinetta che, lo scoprì poi, non funzionò a dovere. Ricordo bene quel che gli dissi: "Sa, anche io vorrei diventare un giornalista". E ricordo anche la risposta: "Bene, non è mai troppo tardi per cominciare". Non ho mai capito se, ai suoi occhi, i miei 22 anni gli parvero come minimo il doppio oppure se voleva dire che lui, a quell'età, era già Enzo Biagi. Purtroppo non lo saprò mai...
NOSTALGIA CANAGLIA

Ebbene sì, sono un fottutissimo nostalgico. Mi è bastato buttare l'occhio, dopo un tot di tempo imprecisato, su di una vecchia foto (quella visibile qui sopra), risalente all'estate del 1986, per rimettere in circolo un'ondata di ricordi niente male. Eravamo io, il buon vecchio Oliver e Andrea, stavamo girando (assieme al noto pregiudicato Massimo, detto Cimba) )in Scandinavia con il nostro primo inter-rail in saccoccia. Eravamo a Narvik e, con la complicità di due ragazzi di Milano (Massimiliano e Stefano, se non ricordo male), affittammo una Volvo per raggiungere Capo Nord. I nostri compagni di avventura avevano con loro una cassetta, si trattava di un vecchio album delle Gogo's, "Beauty and the beat": mai sentito prima di quei momenti, eppure non ho mai dimenticato la musica che fece da colonna sonora a quel meraviglioso viaggio, in particolare la trascinante "How much more". Dunque: primo passo, la foto; secondo passo, scaricare da E-mule il disco di cui sopra, ora ospitato nel mio lettore Mp3. Inutile dire che lo sto ascoltando a palla. Operazione perfetta. Solo che non so decidermi se sono un vecchio rincoglionito oppure un vecchio e basta.