SEMPRE AMICI - Friends, il telefilm, lo fanno quasi in contemporanea su Raidue e Italia Uno. L'ho scoperto da poco, e mi sembra che la cosa abbia poco senso. Peraltro quello in onda su Mediaset è doppiato malissimo, si sentono le voci originali in sottofondo. Visto l'evidente conflitto d'interessi che portano i due network a mettersi d'accordo su tutti i campi, non potevano evitare questa pagliacciata e mandare in onda uno dei migliori telefilm degli ultimi anni in una sola rete, magari in prima serata?
METASTASI DA RIDERE - Ho fatto caso, su di un Tg, che appena Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) ha finito di pronunciare la frase sui magistrati paragonabili a una metastasi si è girato verso qualcuno e ha sorriso. Sembrava una scena da bar, quando il simpatico della compagnia spara una cazzata e poi cerca la complicità degli amici con lo sguardo. E comunque il livello è quello.
PAOLINI LIBERO! –
L'OTTO PER MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA - Devolvere l'otto per mille alla chiesa cattolica è cosa buona e giusta. Perché loro usano quei soldi per opere di bene e di carità. Lo sanno anche in una cittadina vicino alla mia, Monte Rinaldo, dove la curia ha sfrattato da una casa colonica di sua proprietà un signore di 73 anni, la cui famiglia abita lì dal 1935. Lui non vorrebbe andarsene, anche perché non saprebbe dove sbattere la testa, ma non c'è problema, perché ci penseranno i Carabinieri con un bel calcio in culo ad allontanarlo. D'altra parte, i preti devono fare cassa e se c'è un poveraccio che finisce in mezzo alla strada non gliene può fregare di meno. Doniamo tutti l'otto per mille alla chiesa cattolica, quindi, che gli euro ricevuti servono per pagare la pubblicità in televisione. Pubblicità ingannevole.
L'ITALIA NON È UN PAESE RAZZISTA - Kledi, il ballerino di nazionalità albanese, non lo hanno picchiato per razzismo ma solo perché prende parte a programmi televisivi di dubbio gusto. Maria De Filippi, che è di razza caucasica, gira con la scorta.
AMICIZIE PERICOLOSE – Vorrei tanto sapere perché se un calciatore viene intercettato al telefono con un delinquente va subito sulle prime pagine dei giornali, mentre se scoprono che un rappresentante del popolo fa bisboccia con un mafioso bisogna andare a cercare la notizia nella giungla della rete, in fondo a destra, come il cesso. E se uno ha il coraggio di dirlo a tutti si prende pure una querela. Strano, no?
TRAVAGLIO VS. SCHIFANI – Ma è vero o no che il neo presidente del Senato Schifani ha delle amicizie poco raccomandabili e soci d’affari mafiosi? Non c’è alternativa: o sì, o no. Tutto il resto è fuffa.
VEDI ALLA VOCE GRATIS – C'è in giro da un po' di tempo una pubblicità della Tiscali che promette la connessione gratuita a internet, con tanto di una camionata di mega. Però, per averla, bisogna sborsare fuori una cifra che, se non ricordo male, è pari a 14 euro e qualcosa al mese, più o meno 150 euro l'anno. Sul vocabolario, su quello che ho a casa almeno, c'è scritto che gratis significa un'altra cosa. Ma forse chi l'ha scritto si è sbagliato.
FORESTE SVEDESI – C’è una pubblicità televisiva che proprio non riesco a capire. Lo spot in questione è di una marca di latte, dice che in Svezia le foreste sono incontaminate e che loro usano il tetrapak. Non capisco il collegamento tra i due argomenti: forse vogliono dire che per produrre il tetrapak non si usa la carta? Va beh, può essere, ma non va a finire nelle discariche lo stesso?
GIORNALISTA CONTRO CANTANTE – Su Blob ho visto una scena curiosa, presa dall’ultimo festival di Sanremo. Era una litigata tra il giornalista Mario Luzzato Fegiz, famoso per aver recensito su di un giornale un concerto che non si era mai tenuto (Diana Ross a Firenze), e Toto Cutugno, noto, invece, per la bruttezza delle sue canzoni. Uno contestava all’altro di non saper cantare, l’altro rispondeva rinfacciandogli di avergli chiesto un’infinità di volte di portarlo in Russia con lui. E Fegiz, sconsolato, ha fatto notare a tutti che Cutugno aveva sempre rifiutato. Mi sa che i due si sono scontrati proprio per questo: tu non mi porti in tournee, io ti attacco. È la fotografia del giornalismo italiano: se mi fai un favore contraccambio, altrimenti nisba. Alla faccia della deontologia.
I SOLITI BOOM – Il festival di Sanremo non lo vedo da tempo immemorabile, però guardo Blob e, quando mi ricordo, ascolto
FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA – Un giorno se la prendono con la cronaca che incombe, l’altro col fatto che gli italiani preferiscono programmi con gente che si prende a cazzotti o a sputate. Quelli del festival di Sanremo non sanno più come giustificare il loro flop: non sarà mica che qualcuno ha finalmente capito che guardare la tv non è un obbligo?
IL VIOLA PORTA SFIGA – È successo ieri sera nel corso di un quiz televisivo. Il conduttore parte da un concetto: il colore viola, secondo una vecchia tradizione cara agli artisti, porta sfiga, poi chiede al concorrente nel corso di quale festività sia nata questa convinzione. La risposta è la quaresima, e il conduttore si ferma qui, con la semplice enunciazione che il viola non è amato dal mondo dello spettacolo e basta, spiegazioni zero. Eppure un uomo di televisione dovrebbe sapere che nei secoli passati, proprio durante la quaresima, i preti vietavano qualsiasi tipo di spettacolo, tirandosi dietro la maledizione degli artisti costretti a non lavorare. E in quei giorni di penitenza, gli spettacoli venivano sostituiti da lunghe processioni guidate da prelati vestiti di viola. Ecco il perché. Forse ha evitato di dirlo perché certe cose sono coperte dal segreto del Concordato?
VIVERE A LUNGO? NO, GRAZIE! – Stamattina, su Radio 24, ho potuto ascoltare uno spezzone di Porta a Porta in onda ieri sera. Bruno Vespa ha incontrato il candidato premier Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) che, al di là delle sue ricette per curare l’Italia, ha spiegato uno dei suoi obiettivi: portare l’uomo a vivere senza troppi problemi fino all’età di 120 anni. Io spero che un’ipotesi del genere non si verifichi mai e mi chiedo perché un essere umano debba vivere così a lungo. Sarebbe peggio di una condanna e forse, ma dipende dai metodi che verranno proposti, una vera e propria manipolazione della natura. Io sono convinto che per vivere bene e a lungo basterebbe lavorare poco, leggere spesso, tenere allenato il cervello, ridere, camminare, guardare il meno possibile la televisione, fare l’amore come ricci, darsi agli altri, evitare pericoli come l’alcol e il tabacco. Non credo siano queste le idee del centrodestra. Un motivo in più per non votarli nemmeno questa volta.
L'IMMAGINE DELLA DISFATTA - Gli organi di informazione, in queste ultime ore, si sono dannate per descrivere al meglio quello che è accaduto ieri al Senato. Foto con gente che sputa, interviste, dichiarazioni, opinioni: c'era un po' di tutto oggi in televisione, in radio, sui giornali e in rete. Eppure bastava poco per riassumere una giornata così convulsa, sarebbe stata sufficiente l'immagine proposta poco fa del Tg2: Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) a passeggio sotto braccio con Stefania Craxi. Sono già tornati, anzi, non se ne sono mai andati.
CLEMENTE È MEGLIO DI FEFO - Lo accennava Romano Prodi un po' di tempo fa: la società non è poi tanto meglio della classe politica. Prendete Clemente Mastella: la magistratura lo indaga, assieme a sua moglie, e lui si dimettte. Bravo! Invece c'è Fefo, uno che ha partecipato in passato al Grande Fratello televisivo, incolpato di sfruttamento della prostituzione e di altre scicchezzuole: beh, lui se ne va ancora in giro per le discoteche, è stato dalle mie parti lo scorso fine settimana. Magari è innocente, non ha fatto niente, ma cosa può dire uno così ai ragazzi? Gli ripete quello che hanno intercettato i magistrati e poi spiega che è uno scherzo? E a parte questo, mi sono sempre chiesto, ma cosa fa uno del Grande Fratello quando va in giro per locali di così interessante? Comunque, tanto per tornare al discorso originario, i politici non sono tanto peggio di noi, ne sono convinto. Anche se poi penso a quello condannato a cinque anni e che festeggia con i cannoli e ho la tentazione di cambiare idea...
QUEL FENOMENO DI MASTELLA - Ho visto uno spezzone su Blob, preso da un'intervista del Tg24 a Clemente Mastella. Pochi secondi, ma molto edificanti, con l'ex ministro della difesa a dire che, per carità, lui mica è arrabbiato perché si indaga su sua moglie: i giudici, secondo lui, possono indagare su chiunque, solo che non hanno preso in considerazione che quella povera donna non ha fatto niente. Non so perché, ma mi è venuto in mente il processo di Norimberga: anche i gerarchi nazisti dicevano di essere innocenti, al massimo obbedivano a degli ordini.
IO VORREI - Vorrei un Paese dove nessuno si scandalizzi se un potente è indagato dalla magistratura. Vorrei un Paese nel quale gli avversari politici non solidarizzino tra loro come fossero parte di una casta. Vorrei un Paese con un potere giudiziario davvero indipendente da quello esecutivo. Vorrei un Paese senza telegiornali che passano il loro tempo a disegnare ritratti apologetici di personaggi indagati per reati vari. Vorrei un Paese all'interno del quale una persona sospettata di aver commesso un atto contrario alle leggi dello Stato non si difenda dicendo "ce l'hanno con me perché sono cattolica". Insomma, vorrei un Paese senza famiglie Mastella.
QUELL'1% IN MENO - Io leggo i giornali, ascolto la radio, navigo in rete e vedo anche un po' di tv. E quindi so tutto: so chi sono i sospettati dell'omicidio di Chiara e dell'inglesina, so cosa hanno detto Schifani e Rizzo alle 18,43 di ieri, so cosa ha fatto Paris Hilton nell'ultimo fine settimana, so anche che è uscito l'ultimo, imperdibile film con Will Smith. Ban Ki-Moon, il segretario generale dell'Onu, cioè una delle persone più importanti del mondo, ha affermato che per evitare il surriscaldamento e la conseguente fine del pianeta e della razza umana "occorre ridurre il Pil mondiale dell'1% annuo, per svariati decenni". Lo ha detto tanti giorni fa ma l'ho letto su di un solo giornale, la televisione non ne ha fatto cenno e nemmeno le radio, almeno quelle mainstream. Perché?
COME SALVARE LA TV PUBBLICA - "Via tutti gli spot dalla televisione pubblica, e per ridurre il suo deficit, le emittenti private saranno tassate". Secondo voi chi lo ha detto? Romano Prodi? Il ministro Gentiloni? Ferrando? Il sub-comandante Marcos? No, il primo ministro francese Nicolas Sarkozy. Chapeau!