Fedele alla linea

Ovvero: la fissità tipica dell'ottuso.
martedì, 22 settembre 2009

HE'S CREEP – Al solo pensiero che Vasco Rossi interpreterà Creep dei Radiohead mi sento male. Anzi, mi viene il vomito.
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venerdì, 04 settembre 2009

1-2-6-9! – Dite quello che volete, che sono vecchi, che hanno pance grandi come dirigibili, che sarebbe l’ora che smettessero. Va bene, niente da commentare, però gli Skiantos sono sempre gli Skiantos. Lunga vita a Freak e a Dandy!  

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venerdì, 31 luglio 2009

BIAGIO VS. KEATH - Stamattina mi sono svegliato bene. O almeno così credevo. Ho acceso la radio, il riff di Star me up mi ha elettrizzato le basette, poi le rotule hanno cominciato a ruotare e i peli delle ascelle si sono imbizzariti. Peccato sia durato appena un paio di secondi: non erano i Rolling Stones ma Biagio Antonacci. Il mondo è già difficile così com'è, perché complicarlo e renderlo ancora più brutto?

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lunedì, 27 luglio 2009

I LOVE RADIO ROCK – Sabato sera sono stato al cinema a vedere I love Radio Rock. Un film di quelli leggeri, senza montaggio analogico, complicazioni intellettualoidi o pseudo tali. Nemmeno un cinepanettone fuori tempo massimo a dire il vero, anzi, una favoletta estremamente divertente e piena zeppa di buona musica. I Love Radio Rock parla, in maniera divinamente romanzata, delle emittenti pirata che, a metà anni ’60 invasero l’etere del Regno Unito. Trasmettevano da barche in mezzo all’oceano, mandavano musica trasgressiva per l’epoca e per una Bbc imbalsamata nella propria programmazione. Fu un’esperienza breve ma intensa, a dir poco seminale (da quanto volevo usare un aggettivo come questo!) che mise in discussione il regime di monopolio dell’epoca e aprì la strada alle radio libere. In Italia non abbiamo avuto esperienze simili, in compenso, nella seconda metà degli anni ’70, la Rai fu invasa dall’entusiasmo di una miriade di emittenti private. Durò poco, molto meno di un pezzo prog degli Yes, poi vinse il conformismo e le radio libere del nostro Paese smarrirono la bussola. Si persero per strada, abbandonarono presto la loro originalità in nome della playlist e della musica di plastica, gli speaker cominciarono presto a parlare tutti allo stesso modo e a parlare di argomenti vacui. Fu una rivoluzione mancata, non tanto per “colpire il cuore dello Stato” e il suo grigiore ma quantomeno per rendere la società migliore. Alcune isole felici ci sono ancora, vero, anche se, a forza di ascoltarle, credo siano più conformiste e banali di Radio Dj.     

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venerdì, 17 luglio 2009

WIRED - Di tecnologia capisco ben poco, di innovazione non ne parliamo. Però so che, negli Usa, esiste Wired, una rivista all'avanguardia per quel che concerne gli argomenti di cui sopra, una bibbia per chi ha intenzione di cambiare il mondo passando attraverso i chip e tante altre diavolerie. Ebbene, da qualche mese Wired si trova anche nell'edizione italiana: ho preso il primo numero, non mi ha entusiasmato ma ho addossato la colpa di questo mancato feeling con la mia scarsa attitudine con determinati argomenti. Ora ho tra le mani il numero appena uscito (ottenuto per vie traverse, ma questa è un'altra storia...), in copertina hanno messo la bufala della morte di Paul Mc Cartney: evidentemente sono messi male, oppure credono di avere a che fare con una testata dedicata alle leggende metropolitane e alle puttanate in genere. E comunque, l'ho lasciato lì, ad ammuffire sul divano.

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venerdì, 29 maggio 2009

RINCOGLIONIMENTO SENILE – Va bene che bisogna pur campare, ma la Premiata Forneria Marconi che suona al Festival Biblico è un pugno nello stomaco della mia gioventù.

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giovedì, 14 maggio 2009

MAISIE - Comprerò il nuovo disco dei Maisie. Perché? A buon intenditore poche parole... 

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lunedì, 11 maggio 2009

CHE FACCIO, LI DENUNCIO? - Anni fa ho recensito, per un noto portale web, un disco di musica elettronica di un ragazzo del quale non faccio il nome. In rete ho trovato un sito, suppongo inglese, che ha messo in commercio il suddetto cd e pubblicato anche la mia recensione, ovviamente tradotta. Solo che la traduzione non ha nulla a che fare con quello che ho scritto: la mia era una stroncatura più o meno severa, lì ho invece trovato frasi di apprezzamento, che io non ho mai scritto. Cosa non si fa per mettere insieme qualche spicciolo...  

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lunedì, 27 aprile 2009

IL FUNERALE DEL DISCO – Serata triste quella di venerdì: ha chiuso Nannucci, il principale negozio di dischi di Bologna, uno dei più famosi in Italia. I miei primi vinili li ho comprati lì, per corrispondenza, ricordo, tra gli altri, Senza orario senza bandiera dei New Trolls e un 33 giri delle Gogo’s. Era la fine degli anni ’80 e il mercato del disco teneva ancora, niente lasciava presagire quel che sarebbe successo due decenni dopo. Nessuno, o quasi, compra più supporti musicali, si scarica con comodo, e Nannucci, così come tanti altri, chiude. La soluzione? Cd a 10 euro al massimo, facile no? Altrimenti continuiamo tutti ad affidarci al mulo e ai suoi fratelli, e non a gente competente come quella che lavorava da Nannucci.

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venerdì, 10 aprile 2009

PREVEGGENZE – Stamattina le radio italiane hanno stravolto la loro programmazione per lasciare posto al lutto per le vittime del terremoto in Abruzzo. Quindi niente programmi divertenti o musica troppo sbarazzina, solo qualche commento di circostanza a tanta musica pallosa. Io ero sintonizzato su Radiodue (il fatto che un postino abbia a disposizione un'autoradio è una pura casualità…), dove le canzoni pallose abbondavano. A un certo punto mi sono detto: “Ora ci starebbe bene una cosa tipo The great gig in the sky”. Non sono passati nemmeno dieci minuti ed è arrivata davvero. Delle volte mi faccio paura!

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martedì, 24 marzo 2009

PETER SVISA - Ieri sera serata all'Estragon con il concerto di Peter, Bjorn e John. Inizio un po' tragico (sembravano una via di mezzo tra gli Abba e i Wham...) ma poi il live è decollato. Tra le cose più sorprendenti le svisate di Peter, il chitarrista: il fatto è che non vedevo una chitarra elettrica messa a ferro e fuoco da almeno una quindicina di anni. Ed è stato fichissimo!

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martedì, 23 dicembre 2008

BUON NATALE
Era la vigilia di Natale, cara
insieme in una cella, ubriachi.
Un vecchio mi disse
"non ne vedrai un altro"
ma poi cantarono una canzone:
''The rare old mountain dew'',
ho voltato il viso
e ti ho sognata.
È andata bene,
entrarono diciotto a uno.
Ho la sensazione
che quest'anno sia l'anno buono per te e per me
e allora buon Natale, ti amo baby.
Io posso vedere tempi migliori,
dove si avverano tutti i nostri sogni.
Hanno macchine grandi come bar,
hanno fiumi d'oro
ma il vento gli passa attraverso,
non è un posto per i vecchi.
Quando all'inizio mi prendesti per mano,
in un freddo giorno di Natale,
mi assicurasti che Broadway mi aspettava.
Sei bella, sei carina,
regina di New York.
Quando la band smise di suonare, ne chiesero ancora,
Sinatra dondolava, gli ubriachi cantavano
ci baciammo in un angolo
e ballamo attraverso la notte.
Sei un barbone, sei un teppista,
sei una vecchia troia drogata
Lì sdraiata quasi morta con la flebo in quel letto,
tu ladro, tu verme,
tu piccolo insignificante frocio,
buon Natale coglione, prego Dio che sia l'ultimo per
te.
Avrei potuto essere qualcuno,
beh, chiunque potrebbe esserlo
mi togliesti i sogni
quando all'inizio ti trovai.
Li ho presi con me, baby, l
i ho messi con ciò che mi appartiene.
Non posso farcela da solo,
ho costruito i miei sogni intorno a te.
Fairtales of New York (The Pogues, 1987)

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lunedì, 22 dicembre 2008

LA SCONFITTA DI UNA GENERAZIONE– La scorsa domenica sera, sul treno, come spesso mi accade quando torno a Bologna, ho passato una parte del mio tempo ad ascoltare la radio. Viste le difficoltà a sintonizzarsi sulle frequenze della Rai, spesso opto per un furioso zapping tra le emittenti private che di solito mi capitano a tiro. A quell’ora, tra le 21 e le 23,30, c’è quasi esclusivamente roba registrata, tanta musica solo di rado interrotta da qualche promo o spot pubblicitario. Musica vecchia soprattutto, specie degli anni ’70. Un florilegio di Gianni Bella, Homo Sapiens, Cugini di Campagna, Alunni del Sole e vari strazi sanremesi. Io ricordo che quelli erano anche anni di sperimentazione, che le radio libere (si chiamavano così allora) osavano, proponevano musica “altra”, che c’erano speaker coraggiosi, anche all’interno di quelle antenne che avevano già deciso di fare cassetta. Mi chiedo che fine abbiano fatto quella musica ribelle e quelle parole che le accompagnavano. A sentire le radio di oggi, sembra che siano scomparse del tutto - magari quegli speaker sono entrati in banca nel frattempo… - e che abbiano lo spazio rimasto sia stato conquistato dal trash più becero. È forse la sconfitta di una parte di quella generazione, quella che forse aveva torto ma che dalla sua aveva dosi di creatività da mettere paura. Una generazione persa per sempre, tre le pieghe di brutte canzoni.

 

  

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venerdì, 19 dicembre 2008

JANIS ALLA COOP – Stasera, alla Coop, come musica di sottofondo, c’era Mercedes Benz di Janis Joplin. Ma che stiamo impazzendo tutti quanti?

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lunedì, 15 dicembre 2008

RADIO, AMORE MIO – La mia più grande passione? La radio! L’ho vissuta sin da tenera età: a 15 anni la mia prima esperienza, poi un’escalation e più di venti anni passati nell’emittente della mia città, Radio Fm. Dal 1984 al 2005, anche se, in verità, ricopro ancora un ruolo al suo interno, ma c’è da dire che il microfono non lo vedo da tre anni. E mi spiace davvero, ogni tanto penso a un rientro in grande stile ma poi mi fermo in tempo, ormai sono passato di moda. Domenica scorsa Radio Fm ha festeggiato i suoi primi trent’anni di esistenza: io c’ero, felice di essere lì assieme un pezzo importante della mia vita.

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venerdì, 21 novembre 2008

COSA NON SI INVENTA PER VENDERE UN CD IN PIÙ – “Noel Gallagher, cantante degli Oasis, ha sventato il rapimento dell’ex Bond girl Caroline Munro. Lui l’aspettava buono fuori da un negozio e dei giovani hanno tentato di rubarlo”.

(City, 21 novembre 2008).   

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venerdì, 14 novembre 2008

CIAO MITCH – Ci ha salutato pure Mitch Mitchell, il batterista di Jimi Hendrix, la sua morte è giunta durante una tournee in ricordo del chitarrista di Seattle, aveva 62 primavere. Già, che cosa patetica andare in giro per il mondo a tenere in vita un’epoca ormai sepolta da un pezzo, non è vero? È stata la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver appreso la notizia, poi l’istinto ha lasciato spazio a qualche riflessione in più. Qualche anno fa ho avuto la fortuna di intervistare Paul Kantner, Country Joe Mc Donald e un paio di superstiti dei Big Brother and the Holdin Company, la band di Janis Joplin. In quell’occasione ho visto tanta luce nei loro occhi, sentirli raccontare l’era dei figlio dei fiori è stata un’emozione fortissima per me, vederli parte attiva di quella attuale mi ha dato la sensazione che la loro arte non sia vissuta invano. Credo che anche uno come Mitch Mitchell abbia portato avanti il suo lavoro sapendo bene di essere testimone diretto di anni forse irripetibile, sono convinto che abbia interpretato il suo ruolo con una buona dose di orgoglio. Non riesco a immaginarlo come un nonno al quale si dice sempre di sì per farlo contento ma come un autentico eroe dei nostri tempi. Riposa in pace, Mitch.  

 

 

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lunedì, 20 ottobre 2008

VAI FRANZ! – Chi mi conosce sa bene che la mia droga preferita è la radio. Ne sono dipendente sin da piccolo, non ne so fare a meno e ringrazio internet e chi lo ha inventato per avermi dato la possibilità di ascoltare tante emittenti sparse per i quattro angoli del globo. Ma stasera non voglio tessere le lodi di una radio in onda dal deserto del Ghobi o da qualche cittadina sperduta tra i ghiacci ma di mamma Rai. Sabato sera stavo tornando a casa quando, all’improvviso, ho sentito, dalla mia autoradio, una voce familiare, quella di Franz Roccaforte. Non sapevo che l’etere gli stesse ancora dando la possibilità di esprimersi, per me è stata una grande e piacevole sorpresa. Conduce un programma su Raidue dedicato al vinile, usa la stessa competenza di sempre e la simpatia è rimasta quella di sempre, come il suo meraviglioso accento sardo. Non conosco il nome del suo programma ma so che all’interno c’è uno spazio dal titolo geniale: i celebri-lesi! Basta poco per rendere felice la mia radio-dipendenza, lo sarebbe ancora di più se si riformasse la vecchia squadra di Stereodrome. Ma forse chiedo troppo.   

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giovedì, 16 ottobre 2008

I BEATLES SULLA TERRAZZA, ALCUNE CONSIDERAZIONI - Poco fa, grazie a un amico che l'ha pubblicato su Facebook, ho rivisto una parte del famoso filmato che ritrae i Beatles in concerto dal terrazzo della Apple. Mi sono venute in mente alcune considerazioni. Primo: non sembravano certo un gruppo alla frutta, all'apparenza parevano divertirsi e stare bene insieme, almeno a giudicare dai loro sorrisi e dalla qualità del loro set. E poi: si trattava di una esibizione a sorpresa, come ha fatto a circolare il passaparole senza telefono cellulare? Alla fine c'era un sacco di gente! Infine: perché più nessuno porta capelli lunghi, basettoni e indumenti freak? Erano troppo belli!

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venerdì, 10 ottobre 2008

ZINGARI (IN)FELICI – A me sta bene che Avril Lavigne si metta a cantare Knocking on heave’s door, persino che Alberto Fortis coverizzi Imagine, ma Luca Carboni che riprende Ho visto anche degli zingari felici proprio non riesco a immaginarlo…

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lunedì, 22 settembre 2008

BURRO MARCIO - Johnny Lydon sarà il testimonial di una nota marca di burro inglese. Probabilmente il creativo che ha ingaggiato l'ex cantante dei Sex Pistols non ricorda che il suo nome d'arte è "Rotten", cioè marcio. 

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mercoledì, 10 settembre 2008

LA DOLCE VITA - Un solo commento: che vita di merda! Per fortuna stasera vado a un dibattito con Helena Velena, altro che lettere e raccomandate...

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mercoledì, 06 agosto 2008

RICORDI IN CASSETTA - Ho scaricato dalla rete un pezzo di una band portoghese degli anni '80, i Gnr. Comprai la cassetta nel corso del mio ultimo inter-rail, quello del 1988, quando mi fermai per qualche giorno a Lisbona. Quel nastro ce l'ho ancora ma è da tanto che non lo ascolto e non so in quali condizioni si trovi ora, così ho preferito la sua versione digitale. La canzone, si chiama Video Maria, mi piace ancora e l'ho riassaggiata con estremo piacere. Una volta terminato il suo ascolto, mi è subito venuta in mente l'aria del pezzo che la seguiva nella cassetta, il che è del tutto normale. In fondo, il cervello funziona proprio come una audio-cassetta. Solo che il mio non si è ancora accorto dell'avvento dell'mp3...  

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venerdì, 01 agosto 2008

COLPA DI GIOVANNA LA POLIZIOTTA - Ieri niente post: grave, molto grave. Ma è stata una giornata diffile, con toccata e fuga a casa e ritorno a Bologna per il concerto di Joan as a Police woman. Una bella serata, utile a capire che i tuoi problemi, se paragonati a quelli di tanti altri, sono bazzecole. E la musica non c'entra nulla...

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martedì, 22 luglio 2008

MAX IS A LOSER - Ama Bruce Springsteen, Bob Dylan, Johnny Cash, Neal Young. Chi è? Max Pezzali. Hanno ucciso l'uomo in nero... 

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martedì, 15 luglio 2008

DEDICATO A... - Dici che i tuoi fiori si sono rovinati non hai abilità.  Questa nazione è brutta, ti fa sentire asciutta, senza volontà e gioca a fare Dio manipolando il tuo Dna.  Così se vuoi cambiare invece resti uguale per l'eternità. Ma non c'è niente che sia per sempre, perciò se è da un po' che stai così male... il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire. Puoi finger bene, ma so che hai fame! Tutto è efficacia e razionalità, niente può stupire e non è certo il tempo quello che ti invecchia e ti fa morire, ma tu rifiuti di ascoltare ogni segnale che ti può cambiare perché ti fa paura quello che succederà se poi ti senti uguale. Ma non c'è niente che sia per sempre, perciò se è da un po' che stai così male... il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire. Sai finger bene ma so che hai fame! Non è niente, non è per sempre.
(Non è per sempre, Manuel Agnelli, Afterhours, 1999).

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mercoledì, 18 giugno 2008

1-2-6-9! – Mi basta poco per cominciare bene la giornata: il mulo ha appena finito di scaricare Inascoltable degli Skiantos e adesso nessuno potrà togliere le cuffie dalle mie orecchie felici. Era una vita che non lo sentivo, non penso esista una radio al mondo capace di metterlo in onda: suoni troppo grezzi, voce eccessivamente sgraziata, testi no sense, niente a che vedere con la famigerata play-list e con i dj senza fantasia che hanno rovinato l’etere italiano. In questo momento ho in loop Permanent flebo ma non vedo l’ora di passare a Sono rozzo sono grezzWow, che giornata! 

   

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lunedì, 26 maggio 2008

COSE CHE NON SOPPORTO – Due cose non sopporto: gli esterni che non sanno palleggiare (sto parlando di pallacanestro…) e il pressapochismo in campo pop. Mi spiego: per motivi non dipendenti dalla mia volontà, ogni mattina devo sorbettarmi una radio molto conosciuta in zona, probabilmente la più potente dal punto di vista commerciale e della diffusione. Nel suo palinsesto c’è una rubrica che si chiama “Legends”, e con un nome così, come minimo dovrebbero mandare cose di Robert Johnson, Johnny Lee Hooker, Leadbelly, Woody Guthrie, Jimi Hendrix, Beatles, Rolling Stones… Qualche volta lo fanno, ma molto raramente, perché preferiscono dedicare quei cinque minuti a gente come Claudio Baglioni, Abba, Riccardo Cocciante, stamattina hanno mandato addirittura un pezzo di Chris Rea! Io mica voglio metter in discussione il valore estetico di certi artisti e di certe canzoni, ma chiamare una rubrica in un certo modo è impegnativo, se vuoi mandare in onda roba così impalpabile non chiamarla “Legends” ma “I numeri uno”, “I ricordi” o qualche altra banalità del genere. Anche se la cosa migliore sarebbe un’altra: invece di fare radio, convincersi che è meglio andare a coltivare qualche bel terreno, oppure occuparsi di contabilità.     

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martedì, 04 marzo 2008

TIBET, TIBET, RAISE YOUR FLAG! – Non so cosa pensiate di Bjork, la cantante islandese. Io credo sia brava, anche se gli ultimi suoi lavori li trovo un po’ troppo pretenziosi, che è un modo gentile per dire che sono pallosetti alquanto. Però mi sta simpatica. In un’epoca in cui chi tocca le contraddizioni della Cina muore, nella quale addirittura, come è successo in Gran Bretagna, si arriva a invitare gli atleti che andranno alle Olimpiadi di Pechino a non occuparsi di altro che non sia lo sport e a evitare il Dalai Lama neanche si trattasse di un lebbroso, una che urla al pubblico di Shangai “Tibet, Tibet, raise your flag!” merita il massimo rispetto. Di solito le rockstar parlano solo dopo l’approvazione del loro ufficio stampa, lei ha avuto le palle di dire quello che pensava, giocandosi così il mercato cinese e circa un miliardo di consumatori. Chapeau!  

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lunedì, 11 febbraio 2008

MADRE MARIA – Amanda Knox, la ragazza implicata nel delitto di Perugia, quello della studentessa inglese, starebbe cantando da giorni, e in modo ossessivo, “Let it be”. Così riportano le cronache dal carcere dove la ragazza nord-americana si trova imprigionata. Le cronache dicono anche che alla base di questa scelta ci sarebbe il testo della canzone scritta e interpretata dai Beatles, notoriamente di carattere mistico. Infatti la “Mother Mary” descritta da Lennon e Mc Cartney nient’altro sarebbe che una suora che dispensa “parole di saggezza”. Già, saggezza con il filtro, si suppone.

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