AVVISO AI NAVIGANTI – Questo blog rimarrà chiuso per una settimana causa Caterraduno di Senigallia. Ci si riciccia lunedì prossimo.
COSE CHE NON SOPPORTO – Due cose non sopporto: gli esterni che non sanno palleggiare (sto parlando di pallacanestro…) e il pressapochismo in campo pop. Mi spiego: per motivi non dipendenti dalla mia volontà, ogni mattina devo sorbettarmi una radio molto conosciuta in zona, probabilmente la più potente dal punto di vista commerciale e della diffusione. Nel suo palinsesto c’è una rubrica che si chiama “Legends”, e con un nome così, come minimo dovrebbero mandare cose di Robert Johnson, Johnny Lee Hooker, Leadbelly, Woody Guthrie, Jimi Hendrix, Beatles, Rolling Stones… Qualche volta lo fanno, ma molto raramente, perché preferiscono dedicare quei cinque minuti a gente come Claudio Baglioni, Abba, Riccardo Cocciante, stamattina hanno mandato addirittura un pezzo di Chris Rea! Io mica voglio metter in discussione il valore estetico di certi artisti e di certe canzoni, ma chiamare una rubrica in un certo modo è impegnativo, se vuoi mandare in onda roba così impalpabile non chiamarla “Legends” ma “I numeri uno”, “I ricordi” o qualche altra banalità del genere. Anche se la cosa migliore sarebbe un’altra: invece di fare radio, convincersi che è meglio andare a coltivare qualche bel terreno, oppure occuparsi di contabilità.
VEDI ALLA VOCE GRATIS – C'è in giro da un po' di tempo una pubblicità della Tiscali che promette la connessione gratuita a internet, con tanto di una camionata di mega. Però, per averla, bisogna sborsare fuori una cifra che, se non ricordo male, è pari a 14 euro e qualcosa al mese, più o meno 150 euro l'anno. Sul vocabolario, su quello che ho a casa almeno, c'è scritto che gratis significa un'altra cosa. Ma forse chi l'ha scritto si è sbagliato.
I SOLITI BOOM – Il festival di Sanremo non lo vedo da tempo immemorabile, però guardo Blob e, quando mi ricordo, ascolto
VIVERE A LUNGO? NO, GRAZIE! – Stamattina, su Radio 24, ho potuto ascoltare uno spezzone di Porta a Porta in onda ieri sera. Bruno Vespa ha incontrato il candidato premier Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) che, al di là delle sue ricette per curare l’Italia, ha spiegato uno dei suoi obiettivi: portare l’uomo a vivere senza troppi problemi fino all’età di 120 anni. Io spero che un’ipotesi del genere non si verifichi mai e mi chiedo perché un essere umano debba vivere così a lungo. Sarebbe peggio di una condanna e forse, ma dipende dai metodi che verranno proposti, una vera e propria manipolazione della natura. Io sono convinto che per vivere bene e a lungo basterebbe lavorare poco, leggere spesso, tenere allenato il cervello, ridere, camminare, guardare il meno possibile la televisione, fare l’amore come ricci, darsi agli altri, evitare pericoli come l’alcol e il tabacco. Non credo siano queste le idee del centrodestra. Un motivo in più per non votarli nemmeno questa volta.
QUELL'1% IN MENO - Io leggo i giornali, ascolto la radio, navigo in rete e vedo anche un po' di tv. E quindi so tutto: so chi sono i sospettati dell'omicidio di Chiara e dell'inglesina, so cosa hanno detto Schifani e Rizzo alle 18,43 di ieri, so cosa ha fatto Paris Hilton nell'ultimo fine settimana, so anche che è uscito l'ultimo, imperdibile film con Will Smith. Ban Ki-Moon, il segretario generale dell'Onu, cioè una delle persone più importanti del mondo, ha affermato che per evitare il surriscaldamento e la conseguente fine del pianeta e della razza umana "occorre ridurre il Pil mondiale dell'1% annuo, per svariati decenni". Lo ha detto tanti giorni fa ma l'ho letto su di un solo giornale, la televisione non ne ha fatto cenno e nemmeno le radio, almeno quelle mainstream. Perché?
FATE LA CARITÀ - Ieri, su Youtube, ho visto un appello di gente che chiedeva la carità. Non erano i rappresentanti dei clochards o dei precari che non arrivano alla terza settimana del mese, ma attori, registi, gente che con il cinema ci campa in un modo o nell'altro. In pratica, un video per chiedere soldi (anzi, più soldi) allo Stato per finanziare pellicole, molte delle quali finiscono per fare flop al botteghino. L'operazione mi ha ricordato un vecchio episodio di una quindicina di anni fa, quando Carmen Lasorella e Lilli Gruber, con addosso tanto di costose pellicce ancora sanguinanti, scesero nelle piazze per chiedere la libertà della Rai: la risposta di molti fu una serie di vaffa scandita con voce stentorea. Più o meno siamo allo stesso livello: milionari come Scamarcio o Archibugi chiedono che la loro arte venga tutelata, naturalmente con i soldi delle nostre tasse. Faccio una modesta proposta: invece di romperci i coglioni e farci tenerezza in modo da essere costretti a spendere 7,50 euro per film spesso scadenti, perché non create una sorta di socialismo cinematografico? Esempio: i fratelli Vanzina guadagnano 100 con il loro panettone natalizio, ebbene ne sborsano 70 per ripianare le perdite degli altri colleghi più sfigati. Semplice, no? Come dite? È un'utopia? Beh, che mondo sarebbe senza l'utopia? O era la Girella?
ANNI '90: CHE NOSTALGIA!
Ieri sera, tornando a casa in auto, con Radiodue fissa in sintonia, ho avuto la possibilità di ascoltare Alle otto della sera, un programma di approfondimento che, questa settimana, è dedicato al 1992 ed è affidato alla voce narrante di Claudio Martelli. Niente da dire sul bamboccione socialista pregiudicato, e anche se i suoi racconti saranno parziali, si tratta pur sempre di uno dei protagonisti, autorevoli, di quegli anni. Quel che mi ha fatto paura tra le tante cose sentite ieri, è il modo in cui sono stati raccontati certi episodi chiave di quel periodo: la rabbia di Bettino Craxi ormai arrivato verso il viale del tramonto, l'emozione provocata dall'omicidio di Capaci, la sempre più prossima crisi istituzionale, l'avanzata di Tangentopoli. Mi è sembrato strano che Martelli raccontasse con naturalezza quel che accadeva con degli argomenti a dir poco sgradevoli: per esempio, il fatto che Craxi gli avesse impedito di tornare al dicastero della giustizia proponendogli la difesa, come se stessero giocando alle tre carte, oppure che lo stesso cinghialone avesse offerto, o meglio, imposto, una lista di nomi del Psi per la guida del governo, perché il presidente della Repubblica era democristiano, quello della Camera del Pds e quello del Senato non ricordo cosa. Cioè spartizioni in base all'appartenenza, alla tessera di partito ficcata in saccoccia. Non mi pare che Martelli abbia descritto il tutto con un senso di schifo, anzi, mi è sembrato felice di essere uno dei sopravvissuti degli anni '90. E io che speravo che se fossero andati tutti a lavorare da qualche parte, invece no, stanno ancora lì, felici di darci lezioni.
DAL DIARIO DI LINUS (QUELLO SENZA COPERTA)/2
Boh, non so cosa pensare, mi avrà oscurato Radio Deejay? Io ci riprovo.
Sono in un periodo in cui non mi piace la radio che faccio, mi sembra di essere l'allenatore di una squadra che gioca male nonostante abbia undici campioni. So quali sono i problemi e so anche come risolverli, però mi freno sempre sperando che i miei giocatori capiscano da soli ma mi rendo conto che ognuno di noi è egoista e vede solo il proprio orizzonte. Capisco perché a vincere sono i grandi antipatici come Capello e Maurinho, più le macchine sono potenti e più ci vuole decisione a guidarle. Fate finta che non vi ho detto niente.
Interessante sapere che a Linus non piace la radio che sta facendo. Solo che non riesco a capire se una dichiarazione del genere possa rappresentare un motivo in più per non sintonizzarmi su quel contenitore di plastica che risponde al nome di Radio Deejay oppure dovrebbe indurmi a fare il contrario. Nel dubbio, rimango incollato alla Rai e al web, che non si sa mai.
DAL DIARIO DI LINUS (QUELLO SENZA COPERTA)
Sono in un periodo in cui non mi piace la radio che faccio, mi sembra di essere l'allenatore di una squadra che gioca male nonostante abbia undici campioni. So quali sono i problemi e so anche come risolverli, però mi freno sempre sperando che i miei giocatori capiscano da soli ma mi rendo conto che ognuno di noi è egoista e vede solo il proprio orizzonte. Capisco perché a vincere sono i grandi antipatici come Capello e Maurinho, più le macchine sono potenti e più ci vuole decisione a guidarle. Fate finta che non vi ho detto niente.
Interessante sapere che a Linus non piace la radio che sta facendo. Solo che non riesco a capire se una dichiarazione del genere possa rappresentare un motivo in più per non sintonizzarmi su quel contenitore di plastica che risponde al nome di Radio Deejay oppure dovrebbe indurmi a fare il contrario. Nel dubbio, rimango incollato alla Rai e al web, che non si sa mai.
POVERO LOU
So benissimo che certi post, come quello che sto per scrivere, sarebbero degni di un frustrato, nello specifico di uno che avrebbe voluto lavorare (seriamente) in una emittente radiofonica. Però, ditemi voi come fare a non parlare un'altra volta di Virgin Radio, anzi, di Veggin Rediooo e del suo ormai conclamato pressapoochismo. La stavo ascoltando ieri mentre viaggiavo in auto questa "novità dell'etere", almeno fino a quando non hanno lanciato la rubrica "Virgin Classic", cioè, scusate, "Veggin Classix", dedicata a Walk on the wild side, il successo di Lou Reed, che secondo loro, sarebbe del 1975. In pratica, successiva a Berlin, Rock and roll animal, Sally can't dance e coeva di Metal machine music. Complimenti vivissimi! Sapete, a me piacciono le carrube ma è sempre più difficile trovarle in circolazione: significa che ormai non le coltiva più nessuno. Per risolvere il problema un'idea ce l'avrei...
MA A COSA SERVE L'AUTOVELOX?
Stamattina, al Gr, ho sentito che è stata annullata una multa a un automobilista, originariamente comminata per eccessiva velocità, perché lungo la strada di percorrenza mancava la segnalazione dell'autovelox. Va bene, si tratterà di un sofisma giuridico, non lo metto in dubbio, ma c'era uno che andava troppo veloce o no? E soprattutto: a cosa diavolo serve l'autovelox se devono segnalarlo per legge? È come se uno mettesse davanti casa un cartello all'attenzione dei ladri segnalando se dentro c'è qualcuno oppure no.
PER FORTUNA C'È VIRGIN REEDIOOO
AVVISO AI NAVIGANTI
Causa Caterraduno, questo blog rimarrà chiuso per tutta la settimana. Ci si riciccia lunedì 18. Ciao e a presto.
LASCIAMOLI CANTARE
Stamattina, facendo zapping in radio, ho scoperto che, dalle mie parti, aprirà un locale chiamato Lasciateci cantare. Mi auguro che ai gestori vada tutto bene, soprattutto dal punto di vista degli affari. Dico sul serio, su certe cose non si scherza. Solo che un nome così, a me mette i brividi. Mi sembra il trionfo del kitch, del pecoreccio, è la Germania Ovest che batte l'Olanda, è Ceccarini che scambiano per un comico, è Schifani che rappresenta il popolo, è Jovanotti che canta, è Bruno Vespa che fa televisione. Poi faranno un gelato buono, cucineranno bene, ma in un locale con un nome simile non mi avvicinerei nemmeno sotto minaccia. Questione di sopravvivenza.
LE VISIONI DI ROBIN
Stamattina, facendo zapping in radio, ho fatto caso che gli speaker non facevano altro che parlare di Robin Williams (quello che canta, o almeno ci prova) e delle sue disavventure mistiche. Nel corso della registrazione del suo nuovo album, infatti, l'ex Take That avrebbe ricevuto una visione, quella dello spirito di Frank Sinatra. Chissà cosa si sono detti i due, magari hanno passato il tempo a pippare un po' di cocaina, forse quella dell'aldilà, che in teoria dovrebbe essere purissima... La notizia è stata diffusa non solo dal dj di turno, ma anche dai radiogiornali, che, fino a prova contraria, sono i notiziari redatti da quei professionisti dell'informazione che rispondono al nome di giornalisti. E c'è da scommettere che anche i Tg non si lasceranno sfuggire l'occasione per parlare di un avvenimento fondamentale come quello appena descritto. Io dico che un ufficio stampa può scrivere e diffondere di tutto, anche che Zucchero non copia le canzoni, per dire. La cosa che proprio non mi va giù è il fatto che queste puttanate debbano essere amplificate da chi dovrebbe pensare a informare, informare sul serio. I nostri politici perdono il loro tempo a misurare quanti minuti riservino i telegiornali al loro schieramento politico, e poi si arrabbiano se gli avversari hanno avuto 20 secondi in più. Hanno la mente talmente bacata che non capiscono che il problema è la massificazione dell'informazione, la sua banalità, la sua non-cultura. Ma d'altronde cosa possiamo aspettarci da una classe politica massificata, banale e ignorante?
CANZONI BELLE DA MORIRE
Ieri, all'ora di pranzo, stavo ascoltando un programma, peraltro carino, su di una radio privata della mia zona. Il programma si chiama Yuppi du e ogni giorno tira fuori il meglio, ma soprattutto il peggio, degli anni '70. Ne ho approfittato per riscoprire, dopo tantissimo tempo, una canzone degli Homo Sapiens, Bella da morire: sarà stata del '76, '77, se non ricordo male vinse anche il Festival di Sanremo. Bene, dicevo, era tanto che non la sentivo e la sensazione è stata la stessa di trent'anni fa: una canzone orrenda. Come orrendi erano certi gruppetti nati in quegli anni, come i Collage, i Beans e tantissimi altri dei quali ho rimosso il nome. Mi chiedo perché certe schifezze vadano ancora in giro, per quale motivo non è stato fatto un gran falò di quelle robe lì. Forse per non rovinare la festa ai quarantenni (noi quarantenni) nostalgici che dicono "Vuoi mettere gli Homo Sapiens con Gigi D'Alessio?"? Oppure è solo ed esclusivamente colpa di Fabio Fazio?
UNO SPOT RADIOFONICO
"Papà...".
"Sì?".
"Mi compri lo scooter?".
"No!".
"Papà...".
"Sì?".
"Mi compri lo scooter?".
"No!".
"Papà..."
"Sì?"
"Mi compri lo scooter?".
"No!"
"Papà..."
"Sì?".
"Mi compri il dentifricio?".
No, non sto delirando. Ho solo trascritto, parola per parola, uno spot pubblicitario che sta andando in onda in questi giorni sulle reti Rai e non so dove altro. Parafrasando Blob, è la cosa più orribile che abbia mai sentito in vita mia. Chissà se lo hanno pagato, il genio che ha vomitato questa roba.
IN RICORDO DI ANDREA PARODI
Se n'è andato pure Andrea Parodi. Chi lo ricorda? Era il cantante dei Tazenda, quello coi capelli lunghi, quello che quasi sembrava un nativo americano. Non un genio assoluto, ma un artista dignitoso, che ha scritto cose belle (ricordo il suo Abacada, del 2002) e altre meno belle (mi suona ancora nelle orecchie l'orrenda Il popolo rock...). Di lui ho un ricordo indelebile, e anche divertente, nonostante l'incazzatura del momento. Mi spiego: era il 1993, se non ricordo male, mi trovavo a Recanati, al Festival della musica d'autore. A un certo punto lo vedo e io, con il mio registratorino in mano, mi ci appiccico subito per un'intervista radiofonica. Lui mi risponde, sorridendo, di essere arrivato in quel momento e mi prega di avere un attimo di pazienza. Gli dico che va bene, che non c'è problema. Poi mi giro un attimo e dopo due minuti vedo una ragazza, un bel pezzo di figliola, che lo sta intervistando. Cacchio, penso io, che stronzo, e lascio perdere. Con il senno di poi, beh, direi che ha fatto bene... Buon riposo, vecchio marpione!