VEDI ALLA VOCE GRATIS – C'è in giro da un po' di tempo una pubblicità della Tiscali che promette la connessione gratuita a internet, con tanto di una camionata di mega. Però, per averla, bisogna sborsare fuori una cifra che, se non ricordo male, è pari a 14 euro e qualcosa al mese, più o meno 150 euro l'anno. Sul vocabolario, su quello che ho a casa almeno, c'è scritto che gratis significa un'altra cosa. Ma forse chi l'ha scritto si è sbagliato.
FORESTE SVEDESI – C’è una pubblicità televisiva che proprio non riesco a capire. Lo spot in questione è di una marca di latte, dice che in Svezia le foreste sono incontaminate e che loro usano il tetrapak. Non capisco il collegamento tra i due argomenti: forse vogliono dire che per produrre il tetrapak non si usa la carta? Va beh, può essere, ma non va a finire nelle discariche lo stesso?
UNA PROPOSTA INTERESSANTE - Premessa: a me L'Espresso piace, a parte le pagine degli spettacoli, inutili e dannose portatrici sane di marchette e niente più. Però le loro inchieste sono interessanti, e poi c'è Giorgio Bocca che, da solo, vale il prezzo in copertina. Proprio qualche giorno fa,L'Espresso mi ha scritto e mi ha proposto un abbonamento a condizioni pazzesche: 39 euro per un anno anziché 145,60, il che equivale al 73% di sconto e a ricevere il giornale gratis per otto mesi. E, in più, mi regalano pure un atlante. Come si fa a dire no? Non lo so, però ho rifiutato. Perché mi sono messo a pensare ad altre testate che versano continuamente in condizioni di emergenza, con un centesimo di inserzioni pubblicitarie dei giornali patinati, che un aiuto lo meritano a prescindere. Penso al Mucchio Selvaggio, al quale sono abbonato da anni: 50 euro per 11 numeri, praticamente risparmio 5 euro. Ma, almeno, la cosa mi fa felice.
COME SALVARE LA TV PUBBLICA - "Via tutti gli spot dalla televisione pubblica, e per ridurre il suo deficit, le emittenti private saranno tassate". Secondo voi chi lo ha detto? Romano Prodi? Il ministro Gentiloni? Ferrando? Il sub-comandante Marcos? No, il primo ministro francese Nicolas Sarkozy. Chapeau!
UNA RACCOMANDATA A SKY
Poco fa mi chiama al telefono fisso uno schiavo di un call center, allo scopo di vendermi un abbonamento a Sky. Non gli ho dato il minimo di spago, ho preso in mano la situazione e, dopo avergli spiegato che di Sky non me ne può fregare di meno e fornito la mia comprensione e solidarietà per la vita lavorativa di merda che conduce, ho fatto presente che, in base a una mia dichiarazione fornita alla Telecom, non gradisco essere disturbato da comunicazioni pubblicitarie. Lui mi risponde che, per evitare incidenti del genere, dovrei scrivere una raccomandata a Sky. Cioè, in pratica, spedire una lettera, nemmeno con posta ordinaria ma con una raccomandata, a tutti coloro che vogliono vendermi chissà cosa via telefono con la preghiera di non rompere le palle. Faccio presente allo schiavo l'assurdità della richiesta, ma a Sky gli hanno detto che deve rispondere così. Quindi dovrò ancora sorbettarmi per chissà quanto tempo le offerte del signor Murdoch. Dov'è che viviamo? Ah,sì, in Italia.
IL TRIONFO DEL MADE IN ITALY
Ringrazio di nuovo Report, questa volta per aver dimostrato la vacuità del mondo della moda. Spero che nessuno più si riempia la bocca con la favola del made in Italy, in buona parte costruito sfruttando il lavoro in nero dei cinesi e delle varie mafie, come ha dimostrato l'inchiesta di Sara Giannini in onda ieri sera. E spero anche che l'ordine dei giornalisti prenda dei provvedimenti nei confronti di quei seri professionisti dell'informazione che passano il loro tempo a fare pompini ai grandi marchi in cambio di qualche chilo di pubblicità, e non solo di quelli. Rosanna Cancellieri, in un paese serio, starebbe già a zappare le patate in qualche campo coltivabile. Ma ho l'impressione che anche oggi sarà al suo posto, al Tg3, a decantare le gesta del grande stilista di turno in cambio di un paio di scarpe o di qualche capo di abbigliamento gentilmente offerto dalla ditta.
LA PIÙ BELLA DEL LICEO
UN ALTRO TABÙ CHE CADE
IN VINO VERITAS?
C'è un vino oggettivamente schifoso, forse il più schifoso del mondo, si chiama Tavernello, che viene presentato, nella pubblicità televisiva, come un prodotto all'avanguardia, quasi imprescindibile per la corretta alimentazione di ogni individuo sano e responsabile. Ma l'avete mai visto quello spot? C'è un finto ingegnere, o qualcosa del genere, che spiega a personaggi non meglio identicati, e fintamente interessati, che quell'intruglio liquido non solo si è aggiudicato non meglio identificati premi di qualità, ma passa per controlli degni di una centrale atomica giapponese. Eppure quel vino fa, ripeto, oggettivamente schifo. Basta provarne una goccia per capire che lo producono con materiale di scarto, cosa che si capisce anche dal basso prezzo con il quale viene venduto. Allora mi chiedo: se ha un sapore così schifoso, perché la pubblicità televisiva parla di tutti quei controlli minuziosi, non farebbero meglio a starsene zitti? E perché quello spot si conclude con la seguente frase: "Tavernello, un successo che invita a riflettere"? Se gli italiani cominciassero a riflettere davvero, per loro sarebbe finita, potete starne certi.
TUTTO GRATIS, O QUASI
C'è una pubblicità televisiva che spiega che se sei così bravo a scegliere quella compagnia telefonica lì non spendi niente per tutte l'estate. E per convincerti mostrano un paio di calciatori professionisti che pagano i conti del ristorante e i servizi della spiaggia con petali di fiori e conchiglie. Poi leggi bene sotto cosa c'è scritto, e bisogna aguzzare la vista perché i nostri amici creativi non hanno usato proprio dei caratteri cubitali, e scopri che prima ci vuole un abbonamento da otto euro al mese, e che c'è anche uno scatto alla risposta di 19 centesimi. E probabilmente ci sarà l'Iva da aggiungere. Tutto gratis, dunque? Non proprio. Se non è pubblicità ingannevole questa...
TESTI DI CAZZO
Ascoltato il testo della pubblicità televisiva della nuova Fiat 500? Un cumulo di melassa e finto romanticismo, una serie di banalità messe una dietro l'altra. Come minimo qualche giuria specializzata darà al suo autore un premio per la creatività o qualcosa del genere. Ma a me viene un terribile sospetto: nel vedere quella pubblicità, mi è venuto in mente, non so perché, il discorso di investitura al vertice del Partito Democratico di Walter Veltroni: non l'avrà mica scritto lui quel testo?
LA CARICA DELLE 500
In questi giorni, tutti i mezzi di informazione sono invasi da una notizia: l'arrivo sul mercato della nuova Fiat 500. Che non è solo una gran macchina ma la perfezione fatta lamiera, l'ennesimo risultato del genio umano, la prosecuzione del miracolo italiano. Guai a criticarla, a trovarle un difetto, a discuterne efficienza e bellezza estetica. Va tutto bene, per carità, se non fosse per un piccolo particolare: più che una notizia, mi sembra che le nostre testate giornalistiche stiano diffondendo delle autentiche marchette pubblicitarie. O no?
SONO CALABRESI
Ho visto lo spot televisivo della regione Calabria, partorito da un'idea di Olivero Toscani. Dice le seguenti cose: "Terroni? I peggiori? Malavitosi? Inaffidabili? Incivili? Ultimi della classe? Sì, siamo calabresi. Gli ultimi saranno i primi". No, dico, ma siamo proprio sicuri?
MEGLIO LUCIANA
Ho visto in televisione la pubblicità di una compagnia telefonica. All'interno di un vero e proprio sequel, siamo arrivati al punto che c'è uno che si lamenta del fatto di trovarsi alle prese non più con Paris Hilton, ma con Luciana Littizzetto. E non ne capisco il motivo. Trovo infinitamente più bella e affascinante la Littizzetto, altro che quella nullafacente avanzo di galera della Hilton. Guardate che non scherzo proprio per niente!
PAURA EH?
Nel mio armadio non ci sono capi firmati Dolce & Gabbana. Primo, perché non sono ricco; secondo, perché non amo i vestiti strappati; terzo, perché penso sia idiota spendere un pacco di soldi per acquistare vestiti strappati. Però mi è venuto da ridere nel vedere l'ultima campagna pubblicitaria dei due stilisti siciliani. L'avete vista? Si tratta di un manifesto con un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi e altri uomini osservano impassibili la scena. Mi viene da ridere, dicevo, e per un semplice motivo: Dolce & Gabbana sono notoriamente omosessuali, come mai non hanno chiesto ai loro creativi di tirare fuori un'immagine con due machi che si fottono o un paio di assatanate impegnate in un cunnilingus? Paura eh?
QUEI POVERACCI DELLE COMPAGNIE TELEFONICHE
Basta dare un'occhiata ai giornali, alla televisione, ascoltare la radio: le compagnie telefoniche spendono un botto di Euro per pubblicizzare i loro prodotti. Non badano a spese soprattutto per aggiudicarsi testimonial di grido: c'è chi ha Sofia Loren e Cristian De Sica, Totti, Gattuso e la modella neozelandese della quale non ricordo il nome, Aldo, Giovanni e Giacomo. Ricordo, se la memoria non mi inganna, che, anni fa, la Telecom usò niente di meno che Marlon Brando. E questa gente costa, hai voglia se costa. Dunque, seguendo un ragionamento logico, se lor signori possono permettersi di foraggiare questo fior fiore di gente per recitare quattro battute in croce, è lecito chiedersi quanto guadagnino. Presumendo che intaschino cifre astronomiche, è lecito chiedersi anche il motivo per il quale sfruttino con contratti degni dello schiavismo la bassa manovalanza, come gli addetti ai call center, quelli che se fanno pisciate troppo lunghe si ritrovano la busta paga decurtata. C'è qualcuno che glielo ha mai chiesto?
UNO SPOT RADIOFONICO
"Papà...".
"Sì?".
"Mi compri lo scooter?".
"No!".
"Papà...".
"Sì?".
"Mi compri lo scooter?".
"No!".
"Papà..."
"Sì?"
"Mi compri lo scooter?".
"No!"
"Papà..."
"Sì?".
"Mi compri il dentifricio?".
No, non sto delirando. Ho solo trascritto, parola per parola, uno spot pubblicitario che sta andando in onda in questi giorni sulle reti Rai e non so dove altro. Parafrasando Blob, è la cosa più orribile che abbia mai sentito in vita mia. Chissà se lo hanno pagato, il genio che ha vomitato questa roba.
BIANCO NATAL
Che giorno era ieri? Il 2 ottobre, vero? Bene, proprio ieri, in radio, ho ascoltato uno spot pubblicitario che aveva a che fare con il Natale. Aiuto... salvatemi!!!
È UFFICIALE
Il coro tratto dal riff di Seven nation army dei White Stripes (po-po-po-po-pooo-pooo...) ha rotto i coglioni.
GIÙ LE MANI DA HOMER SIMPSON
Ho visto una pubblicità in rete, se non sbaglio qui, nella home page di Splinder. Invita a collegarsi a un sito per controllare il proprio quoziente intellettivo. Con uno slogan del tipo: "Sei intelligente come Albert Einstein o tontolone come Homer Simpson?". Pubblicitari razza dannata. E ignorante. Con tutto il rispetto per il genio del fisico tedesco, questi copyrighter de 'sto par de coioni conoscono Homer Simpson? Ma lo sanno che è stato sulla luna? Che è il responsabile della sicurezza di una centrale nucleare, che si è occupato della raccolta della nettezza urbana della città di Springfield, che è stato capo della Polizia, chef di rango, amministratore delegato di una ditta telematica poi acquistata da Bill Gates, campione di baseball, di bowling, di tennis... Che ha suonato con i Red Hot Chili Peppers e gli Smashing Pumpkins... E l'elenco potrebbe continuare all'infinito. Senza dimenticare la sua capacità di metter su casa, creare una famiglia splendida, con una moglie che non lo ha mai abbandonato e tre figli di una vivacità straordinaria. Non mi sembra un curriculum di un povero scemo. Ma cosa ne sanno i pubblicitari delle cose della vita reale?