BIZZARRE CONTESTAZIONI - Fermo restando che il diritto di manifestare è sacro, non capisco il modo in cui certi soggetti abbiano voluto protestare contro Israele. Lasciamo perdere le bizzarre motivazioni per le quali si contestano la cultura e gli scrittori che hanno la sola colpa di possedere un passaporto di un certo tipo, vorrei comunque sapere a cosa serve andare in una piazza a volti coperti e tanto di fumogeni se non a far scappare chiunque si trovi da quelle parti. Magari un motivo c'è, ma da solo non arrivo a capirlo.
SA SCRIVERE! - Luca Casarini, il leader delle cosiddette tute bianche, ha scritto un libro e a editarglielo è stata la Mondadori, come noto di proprietà della famiglia Berlusconi. Non sono sorpreso che uno pseudorivoluzionario sia finito tra le braccia del nemico, tanto la fine di certa gente è quella, lo dimostra la storia, ma del fatto che Casarini sappia scrivere: questa sì che è una notizia!
CARUSO COME PERTINI, PRATICAMENTE FRATELLI - Da qualche giorno è ripreso, a Cosenza, il processo contro i 13 attivisti della Rete Meridionale del Sud Ribelle, accusati di eversione in riferimento ai fatti del G8 di Genova. Tra gli imputati, il deputato ex Rifondazione Comunista Francesco Caruso, beccato nei pressi di un furgone che trasportava mazze e bastoni usati per protestare pacificamente contro i potenti del mondo. Lui, il deputato, si è difeso non solo blaterando di "processo politico" eccetera eccetera, ma anche paragonandosi a Sandro Pertini e Giuseppe Mazzini. “Essere accusati - ha detto Caruso - di cospirazione politica, le stesse accuse che venivano rivolte a Pertini e Mazzini, sono ben altra cosa da chi viene accusato e condannato per mafia, tangenti e corruzione. Per questo entriamo in tribunale a testa alta convinti che le nostre battaglie contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali non possono essere fermate da un tribunale o da un p.m. e ancor meno dai suoi assurdi teoremi”. Ammazza, sembra un discorso di Mastella! E poi ve lo immaginate Caruso tra le montagne al freddo con i partigiani, oppure al confino costretto a lavorare pur di mettere assieme un pezzo di pane? Pertini lo avrebbe preso a calci in culo, poco ma sicuro.
L'ULTRÀ CASARINI
Era un po' di tempo che Luca Casarini, il leader delle Tute Bianche, non sparava una cazzata, o meglio, una cazzata di quelle grosse. Stavolta non ha trovato niente di meglio che invitare gli ultras del calcio a una manifestazione contro "l'impunità delle forze di Polizia" da tenere a GenovA. Gli hanno risposto tutti con sonore pernacchie, dagli stessi tifosi fino a Vittorio Agnoletto. Peccato per Casarini, a vedere le immagini dei giorni scorsi gli prudevano già le mani.
ESTREMISTI DI CENTRO
Chi mi conosce sa bene quanto mi stiano sulle palle i no-global e quanto ami, invece, le idee no global. Quindi, non mi è dispiaciuto per niente che quei quattro fessi che hanno devastato Genova paghino i danni. Mi è dispiaciuto, invece, che il movimento non ne abbia approfittato per dissociarsi una volta per tutte dalle frange violente, ed è un vero peccato, anche se me lo aspettavo: cosa pretendere dalla gente che non ha mai un minimo di dubbio? Dispiaciuto anche del fatto che non si sia voluta una commissione di inchiesta parlamentare sui fatti di Genova: non sarebbe servita a nulla, vero, ma era nel programma dell'Unione. Evidentemente questa coalizione continua a essere condizionata da pericolosi estremisti di centro (destra), mi farebbe piacere che venissero processati anche loro, presto o tardi.
COME TIRA IL PIL!
Non troveremo mai un fine per una nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare (...) i successi del Paese sulla base del Prodotto nazionale lordo (Pil). Il Pil comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana. Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle (...). Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari (...). Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago (...). Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali né dell'equità dei rapporti tra noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra conoscenza né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Robert Kennedy, 18 marzo 1968.
Capito perché lo hanno ammazzato?
UN ALTRO IDIOTA
Lungi da me difendere l'idiota Francesco Caruso. Perché farlo? Sarebbe tempo sprecato, meglio farlo crogiolare tra i suoi deliri di piccolo no-global dalla giacca di velluto e mutande di pizzo. Però c'è da riconoscergli che ha chiesto pubblicamente scusa, e che si è autosospeso dal gruppo dei deputati di Rifondazione Comunista. Ed è qualcosa. Invece, l'altro idiota alla ribalta in questi ultimi giorni, ovvero Giancarlo Gentilini, il prosindaco di Treviso, dopo le sue frasi xenofobe e razziste è ancora, lì al suo posto. E non se ne andrà mai, c'è da scommetterci. Così come non chiederà mai scusa. Se lo facesse, non sarebbe più un leghista grezzo e ignorante. E lui, a certi riconoscimenti ci tiene.
IL RITORNO DELL'IDIOTA
Io l'avevo scritto in tempi non sospetti, in un post dello scorso 6 febbraio (Giro di vite allo stadio) e adesso lo ripeto con piacere: Francesco Caruso, deputato di Rifondazione Comunista (partito al quale consegno di solito il mio voto), è un idiota. Dare dell'assassino a uno che non può difendersi, perché a sua volta è stato assassinato, e a un ex ministro la cui unica colpa è pensarla in un modo diverso da quel che pensa il prode no-global che non sbaglia mai, significa mettersi sullo stesso piano del Vaticano che dà del terrorista al comico Andrea Rivera o di Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) quando dice che gli elettori del centrosinistra sono dei coglioni o spiega al popolo plaudente che le opinioni dei suoi avversari politici sono delle stronzate. Io mi vergogno di aver contribuito, sia pur indirettamente, alla elezione al Parlamento di un soggetto del genere. Caruso è uno che può trovarsi a proprio agio solo in un centro sociale occupato, dove le stronzate, quelle vere, si sprecano. Idea: e se ci tornasse invece di contribuire a sputtanare una classe politica già abbondantemente sputtanata senza i suoi discorsi da inutile idiota?
CERTA GENTE NON LA CAPISCO
I black bloc, i no-global, il Carc... Io certa gente non la capisco. Si battono contro il 41-bis, come i mafiosi, inneggiano alle BR, cioè a quegli assassini alleati della Cia e della P2, se potessero ucciderebbero di nuovo il professor Biagi, uno che ha scritto una pessima legge sul lavoro ma se ne andava in giro placido in treno e in bici come un vero ambientalista, hanno eletto a loro guida spirituale un disgraziato con il passamontagna che voleva gettare un estintore addosso a un lavoratore (Pasolini, dove sei?). Adesso mi aspetto solo che chiedano la riabilitazione dei pedofili, degli stupratori, di Bettino Craxi, degli Homo Sapiens e del Tg di Italia Uno, così il cerchio si chiude. Ma davvero la nostra società ha bisogno di gentaglia simile? Io credo di no. Se ne incontrassi uno, di questi qui, avrei il piacere di sputargli in faccia, a meno che prima non tiri fuori il manganello. Già, il manganello, quello che usavano i fascisti.
CONDANNATI A SFILARE
Domenica di Pasqua, a Roma, c'è stata una manifestazione contro la condanna a morte. Di politici ce n'erano pochi, come ci hanno fatto notare giornali e telegiornali. Facile capire il perché: non c'era la diretta televisiva, e poi i Tg avrebbero liquidato il tutto con un servizietto di un minuto. Tanto l'organizzazione era a cura di quegli sfigati dei radicali, mica dell'Unione o della Casa delle Libertà. Però qualche volenteroso ha sfilato davvero. Innanzitutto Walter Veltroni. Ma lui con conta, perché il sindaco di Roma è un superpresenzialista incallito, una vera e propria tappezzeria delle manifestazioni più svariate e di tutte le inaugurazioni urbi et orbi. E poi Francesco Cossiga. Già, ma cosa c'azzeccava lì in mezzo il picconatore? Non era stato lui a condannare a morte Giorgiana Masi nel 1977, durante una manifestazione promossa proprio dai radicali? E dove cacchio stavano i no-global?
UNO, DIECI, CENTO...
Non si potrebbe organizzare una bella manifestazione su di un tema a caso, per poi gridare tutti insieme "Una, dieci, cento piazze Alimonda", e infine bruciare il fantoccio di un no-global (sarebbe perfetto, tanto il fantoccio non ha cervello)? Dite che qualcuno si lamenterebbe?
DEMOCRAZIA ANTAGONISTA
Il centrodestra arriva alle elezioni a pezzi. Tra cinque anni di governo deludenti, inchieste giudiziarie su (presunti) reati di alcuni dei suoi leader, candidati fascisti che negano l'olocausto, il premier che fugge davanti a una giornalista che gli fa domande vere. Se la logica fosse tale, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi non arriverebbe nemmeno al 10% dei suffragi ma dato che siamo in Italia, il risultato elettorale è incerto e tale sarà fino al responso delle urne. Così a dare una mano a questa banda di cialtroni arrivano in soccorso i cosiddetti antagonisti, l'ala dura dei centri sociali. La manifestazione di sabato scorso a Milano ha avuto del paradossale: queste merde non hanno trovato di meglio che contestare un corteo di neofascisti della Fiamma Tricolore con metodi fascisti. Cioè con la violenza, lo squadrismo, le armi, addirittura le bombe. Mancavano gli "Eià ala là", le camicie nere e un po' di olio di ricino per farci tornare indietro fino ai tempi bui del ventennio.
Il ministro degli interni Pisanu dice che i centri sociali sono un problema. E io sono d'accordo. Più che dal punto di vista dei disordini sociali (comunque gravi e innegabili), a me sembra che ancora non si sia capito bene quanto essi possano essere pericolosi se il discorso si sposta sul tema della legalità. Stando ben attenti a non fare di tutta l'erba un fascio (non tutti i centri sociali sono nati da un'occupazione e alcuni lavorano davvero bene, come il Sisma di Macerata), c'è da chiedersi perché una persona normale debba pagare le bollette mentre i centri sociali no, perché uno che apre un locale (un bar o un posto dove suonare musica dal vivo) debba sottostare a una serie di regole ferree pena chiusura e i centri sociali no. La situazione è assurda ed è tollerata solo perché molta di questa gente gode di appoggi politici che noi comuni mortali non possediamo. E mi dispiace dire che questi appoggi arrivano in gran parte dal partito che voto, cioè Rifondazione Comunista. Tutto questo è molto grave, poiché è dalla illegalità che nascono la violenza e la prevaricazione, come ci dimostra ogni giorno la mafia nel sud Italia. So che non dovrei scriverlo e nemmeno pensarlo, ma quei milanesi che sabato scorso hanno tentato di linciare questi gentlemen li capisco, e mi stanno molto più simpatici di certi finti alternativi con la kefiah al collo e le mutande di pizzo a stringergli i coglioni che in realtà non hanno. Aggiungo solo questo: in gioventù ho frequentato alcuni centri sociali, ho anche partecipato a delle riunioni di comitati di gestione, e devo dire che raramente ho conosciuto gente più ignorante, qualunquista e impreparata culturalmente della gente che li frequenta.
Last but not least, non dimentichiamoci che mentre gli antagonisti davano sfogo ai loro istinti repressi, in un'altra parte della città di Milano alcuni bellimbusti passavano il loro tempo a inneggiare al fascismo. Cosa vietatissima dalle nostri leggi e dalla nostra Costituzione. Ma il questore ha fatto lo gnorri.
FASCISTI SU ROTAIE
Mario Borghezio, l'eurodeputato della Lega nord, è un cialtrone. Un pessimo politico, un razzista, un cafone della peggiore specie. Aveva dimostrato tutta la sua meschinità un giorno di qualche anno fa su di un treno, quando andò a "disinfestare" i vagoni occupati da alcune cittadine africane. Per la legge del contrappasso, proprio su di un treno ha trovato una spiacevole sorpresa, concretizzatasi in un gruppo di no-global che lo hanno picchiato, a quanto pare piuttosto selvaggiamente. Ribadisco: Borghezio è un cialtrone, un pessimo politico, un razzista, un cafone della peggiore specie. Ma nemmeno una persona spregevole come la sua meritava di essere picchiata in modo così vigliacco. Eppure a rompergli le ossa non è stato un gruppo di squadristi fascisti, ma alcuni progressisti no-global. Un esempio, l'ennesimo, di quanto alcune frange di questo movimento siano più vicine a Forza nuova che non alla sinistra più o meno comunista. Sul sito di Indymedia alcuni civilissimi figuri hanno manifestato la loro felicità per l'accaduto, e non me ne sorprendo per nulla. Più vanno avanti e più mi sa che questi fascistelli del sabato sera li paga Silviuccio nostro.
IO STO CON COFFY
Ribadisco il concetto: sono di sinistra e voto Rifondazione. Però ragiono con la mia testa, al di là dei dogmi e di quello che pensano i dirigenti del "mio" partito. Sul caso Bologna, ad esempio, sbagliano di brutto, il sindaco ha ragione. La legalità è il sale della democrazia, non sta a destra né a sinistra, ma queste sono frasi fatte, luoghi comuni. La verità è che la legalità è uno strumento di lotta per conseguire libertà e giustizia, uno forma di educazione civile, un concetto al quale, in molte parti d'Italia, è legata la speranza di cambiamento, di riscatto sociale. Non credo ci sia qualcuno che voglia sostenere il contrario, forse qualche militante di Forza Italia, probabilmente qualcuno dei suoi migliori alleati, i no-global. Quelli di Bologna, almeno. Anche se spero che non tutti i no-global bolognesi si siano schierati contro Cofferati. Dal loro movimento tutta la sinistra aspetta un segnale di maturità, che vada al di là della protesta cieca piantata nel loro misero orticello, che coltiva solidarietà a tutti i costi, anche a discapito di quella legalità di cui il nostro paese ha bisogno. Gli sgombri effettuati in questi giorni dal comune di Bologna sono legittimi: le case degli immigrati (ma se fossero state occupate da bolognesi purosangue sarebbe stato lo stesso) sul Reno sono abusive, rappresentano un attentato all'igiene e alla convivenza civile. Vanno abbattute, e poi vanno combattuti i venditori ambulanti abusivi, che alimentano la mafie e distruggono l'economia, favorendo il sommerso e lo sfruttamento dei lavoratori. Chissà se i ragazzi che contestano la giunta bolognese hanno mai pensato che è contraddittorio lottare contro la precarietà del lavoro e lo sfruttamento e difendere, al tempo stesso, gli sfruttatori che fanno "lavorare" senza diritti gli immigrati. Mi sembra interessante un'intervista rilasciata da Cofferati sabato al Corriere della sera. durante la quale il cinese ha fatto questa semplicissima osservazione: "Di fronte a un insediamento abusivo, io mi devo porre il problema della solidarietà verso bimbi e donne che vivono in quel luogo (...). Fatto questo, l'insediamento va abbattuto. Non è accettabile l'idea che siccome ci sono persone che soffrono, ci si ferma, non si agisce. Un esercizio sbagliato della solidarietà, anzi, non è vera solidarietà". Illuminante, nella sua logicità.
PRIMARIE SENZA VOLTO
Ha ragione Clementone Mastella: le primarie dell'Unione non erano per niente pulite. Altrimenti come spiegare lo 0,5% preso da Simona Panzino? Tanto, troppo, per la rappresentante dell'area no-global. E se broglio non c'è stato, è evidente che coloro i quali l'hanno votata non hanno letto il suo programma. Che poi non è così male, peccato sia assolutamente povero di idee e a dir poco parziale. Di progetti buoni ce ne sono, come la liberalizzazione delle droghe, il salario minimo garantito, il rifiuto della guerra. C'è anche la proposta di chiudere i c.p.t. (i centri di permanenza temporanea per gli immigrati), ma la risoluzione del problema, secondo la Panzino, sarebbe quella di concedere a tutti, indistintamente, permessi di soggiorno e diritti politici, cosa che mi sa di pietismo a tutti i costi e provocherebbe non pochi problemi sociali. E poi il suo programma prevedeva l'amnistia generalizzata, la depenalizzazione dei reati sociali e di quelli minori: praticamente una salva-Previti applicata a chi sfascia vetrine e fa a botte con la polizia per tenersi in forma. Insomma, una puttanata, come certe frasi riportate nel programma, tipo (cito testualmente) "amnistia significa assumere il carattere aperto e conflittuale dei nessi di relazione democratica". La prossima volta cercate di parlare come mangiate, per cortesia. E provate pure a dire qualcosa su questioni più importanti, come il costo della vita, l'economia, la cultura, l'agricoltura, le nuove tipologie di famiglia. Più concretezza e maggiore vicinanza ai problemi veri, cazzo. Ho visto in tv la Panzino lamentarsi per degli sfratti ordinati a degli anziani. Ottimo, questa sì che è politica, non la legge elettorale. Ma una proposta per combattere un fenomeno così grave non l'ho sentito. Mi sono rotto di gente che urla ma poi si limita ad aprire bocca solo per fare un po' di vento.
NON COMPRERÒ QUEL CD
Per ciò che riguarda libri, cd, fumetti, riviste in genere, posso considerarmi un inguaribile compulsivo. Spendo, spando, effendo in materiale cartaceo e musicale come se niente fosse. La precarietà del lavoro ha ridotto le mie incursioni in edicole, librerie e negozi di dischi, ma devo dire che ancora mi difendo. Per ciò che riguarda i dischi, il discorso è un po' diverso, per un paio di ragioni: scrivo per qualche fanzine e me ne arrivano a frotte, quindi passo il tempo ad ascoltare quelli lì, di tempo per gli altri non ce n'è molto; e poi costano tanto, direi troppo, e per uno a cui non piace masterizzare la cosa non è secondaria, anzi. Per fortuna esistono dei cd il cui rapporto qualità prezzo è ottimo, come quelli editi dal Manifesto. Ultimamente il quotidiano comunista ne ha fatto uscire uno, si chiama Ge2001 ed è allettante, almeno per me: in cambio di soli otto Euro, una compilation con alcuni dei miei artisti preferiti, come Têtes de bois, Bandabardò, Elio e le Storie Tese e tantissimi altri. Il ricavato dell'operazione andrà alla segreteria legale e agli avvocati del Genova legal forum, che stanno cercando di ricostruire quel che accadde nei giorni del G8 genovese. Proprio per questa ragione, non comprerò quel cd. Intendiamoci: non metto in dubbio che la polizia italiana in quei giorni si comportò peggio di quella cilena nei giorni in cui Pinochet comandava con la sua casa della libertà. Furono orrendi, veri e propri fascisti. Giusto che i colpevoli di quei reati vengano processati e, se colpevoli, condannati ed espulsi dalla polizia di Stato. Eppure non ho mai sentito un no-global dire che anche loro in quei giorni commisero degli errori, che alcuni compagni fecero male ad assaltare uffici e forze dell'ordine. I casinisti, in quei giorni, furono pochissimi se confrontati alla massa di manifestanti nonviolenti, proprio per questo sarebbe stato un gioco da ragazzi isolarli e tenerli fuori dai cortei. Nessuno mi ha mai spiegato perché questo non è mai avvenuto, non ho mai sentito un leader no-global fare autocritica, e neppure dire da uno di loro che Carlo Giuliani in quell'occasione si dimostrò un piccolo stupido violento che parlava con un estintore in mano e il passamontagna in testa. Quando sentirò parole del genere, sarò felice di marciare insieme al movimento pacifista e a combattere con loro contro le ingiustizie del mondo. E poi comprerò anche quel fottutissimo disco.
CD TAROCCHI
Forse il fascista che è in me esce fuori dalla gabbia in cui l'ho rinchiuso molte più volte di quanto possa pensare. O più probabilmente sono da sempre un fottutissimo reazionario e non me ne ero mai accorto. E' che certe cose mi fanno dubitare del mio esssere di sinistra, minano le mie certezze, si insinuano nell'ormai colmo file dei dubbi. Prendete quel che è successo nel corso dell'estate a Senigallia. Alcuni giovani di un centro sociale del luogo non hanno trovato meglio da fare che scendersene in spiaggia a distribuire (gratuitamente) ai bagnanti cd tarocchi, contenenti musica masterizzata di Sud Sound System, System of a down e Jovanotti (JOVANOTTI???). Accompagnando il tutto con una pippa tanta sulla repressione degli ambulanti extracomunitari e sui loro diritti. A me questa cosa non quadra. Difendere lo sfruttato va bene, ma perché non prendersela con gli sfruttatori? Chi è che riduce in stato di semischiavitù il senegalese se non i fabbricanti di cd piratati? Se compro un compact in spiaggia faccio un regalo alla malavita a alla sua industria di falsi, ne alimento il mercato e faccio diventare ricca una banda di criminali. Chi vende merce taroccata non ha diritti, non può scioperare, non ha orari, non paga i contributi, non ha certezze per il futuro. Vivacchia semplicemente, mentre il suo "datore di lavoro" si arricchisce illegalmente, evade le tasse e i suoi guadagni finiscono nel mare magnum del sommerso. Chissà se i ragazzi del centro sociale ci hanno mai pensato. Lenin avebbe parlato di infantilismo politico , in questo caso, più semplicemente, si tratta di ignoranza.