(B)HASTA JOVANOTTI SIEMPRE – Poveri cubani: non bastavano una dittatura che nega loro le libertà fondamentali (a proposito, sarò mica un compagno che sbaglia?), il pallosissimo son e la furia dei tornados. Questa sera dovranno ricevere persino l'umiliazione di un concerto di Jovanotti. Che le relazioni diplomatiche con il nostro Paese siano a rischio?
ICH BIN PANTESCO/2 - La musica pop tunisina non è niente male. Se da quelle parti passano Eros Ramazzotti o Tiziano Ferro li prendono a calci in bocca.
1-2-6-9! – Dite quello che volete, che sono vecchi, che hanno pance grandi come dirigibili, che sarebbe l’ora che smettessero. Va bene, niente da commentare, però gli Skiantos sono sempre gli Skiantos. Lunga vita a Freak e a Dandy!
FERNANDA
REMINISCENZE FERRAGOSTANE – Peggio di Vasco Rossi c’è solo una cover band di Vasco Rossi.
BIAGIO VS. KEATH - Stamattina mi sono svegliato bene. O almeno così credevo. Ho acceso la radio, il riff di Star me up mi ha elettrizzato le basette, poi le rotule hanno cominciato a ruotare e i peli delle ascelle si sono imbizzariti. Peccato sia durato appena un paio di secondi: non erano i Rolling Stones ma Biagio Antonacci. Il mondo è già difficile così com'è, perché complicarlo e renderlo ancora più brutto?
I LOVE RADIO ROCK – Sabato sera sono stato al cinema a vedere I love Radio Rock. Un film di quelli leggeri, senza montaggio analogico, complicazioni intellettualoidi o pseudo tali. Nemmeno un cinepanettone fuori tempo massimo a dire il vero, anzi, una favoletta estremamente divertente e piena zeppa di buona musica. I Love Radio Rock parla, in maniera divinamente romanzata, delle emittenti pirata che, a metà anni ’60 invasero l’etere del Regno Unito. Trasmettevano da barche in mezzo all’oceano, mandavano musica trasgressiva per l’epoca e per una Bbc imbalsamata nella propria programmazione. Fu un’esperienza breve ma intensa, a dir poco seminale (da quanto volevo usare un aggettivo come questo!) che mise in discussione il regime di monopolio dell’epoca e aprì la strada alle radio libere. In Italia non abbiamo avuto esperienze simili, in compenso, nella seconda metà degli anni ’70,
WIRED - Di tecnologia capisco ben poco, di innovazione non ne parliamo. Però so che, negli Usa, esiste Wired, una rivista all'avanguardia per quel che concerne gli argomenti di cui sopra, una bibbia per chi ha intenzione di cambiare il mondo passando attraverso i chip e tante altre diavolerie. Ebbene, da qualche mese Wired si trova anche nell'edizione italiana: ho preso il primo numero, non mi ha entusiasmato ma ho addossato la colpa di questo mancato feeling con la mia scarsa attitudine con determinati argomenti. Ora ho tra le mani il numero appena uscito (ottenuto per vie traverse, ma questa è un'altra storia...), in copertina hanno messo la bufala della morte di Paul Mc Cartney: evidentemente sono messi male, oppure credono di avere a che fare con una testata dedicata alle leggende metropolitane e alle puttanate in genere. E comunque, l'ho lasciato lì, ad ammuffire sul divano.
RINCOGLIONIMENTO SENILE – Va bene che bisogna pur campare, ma
STARÀ MICA USCENDO UN NUOVO DISCO DEGLI ABBA? – Le cronache riportano la notizia, ovviamente verificata, di una bambina inglese che si è risvegliata dal come cantando Mamma mia degli Abba. Il sospetto è che questa puttanata serva a lanciare un nuovo disco degli della and svedese, forse una compilation, chissà, l’importante è non comprarlo.
MAISIE - Comprerò il nuovo disco dei Maisie. Perché? A buon intenditore poche parole...
CHE FACCIO, LI DENUNCIO? - Anni fa ho recensito, per un noto portale web, un disco di musica elettronica di un ragazzo del quale non faccio il nome. In rete ho trovato un sito, suppongo inglese, che ha messo in commercio il suddetto cd e pubblicato anche la mia recensione, ovviamente tradotta. Solo che la traduzione non ha nulla a che fare con quello che ho scritto: la mia era una stroncatura più o meno severa, lì ho invece trovato frasi di apprezzamento, che io non ho mai scritto. Cosa non si fa per mettere insieme qualche spicciolo...
IL FUNERALE DEL DISCO – Serata triste quella di venerdì: ha chiuso Nannucci, il principale negozio di dischi di Bologna, uno dei più famosi in Italia. I miei primi vinili li ho comprati lì, per corrispondenza, ricordo, tra gli altri, Senza orario senza bandiera dei New Trolls e un 33 giri delle Gogo’s. Era la fine degli anni ’80 e il mercato del disco teneva ancora, niente lasciava presagire quel che sarebbe successo due decenni dopo. Nessuno, o quasi, compra più supporti musicali, si scarica con comodo, e Nannucci, così come tanti altri, chiude. La soluzione? Cd a 10 euro al massimo, facile no? Altrimenti continuiamo tutti ad affidarci al mulo e ai suoi fratelli, e non a gente competente come quella che lavorava da Nannucci.
PREVEGGENZE – Stamattina le radio italiane hanno stravolto la loro programmazione per lasciare posto al lutto per le vittime del terremoto in Abruzzo. Quindi niente programmi divertenti o musica troppo sbarazzina, solo qualche commento di circostanza a tanta musica pallosa. Io ero sintonizzato su Radiodue (il fatto che un postino abbia a disposizione un'autoradio è una pura casualità…), dove le canzoni pallose abbondavano. A un certo punto mi sono detto: “Ora ci starebbe bene una cosa tipo The great gig in the sky”. Non sono passati nemmeno dieci minuti ed è arrivata davvero. Delle volte mi faccio paura!
PETER SVISA - Ieri sera serata all'Estragon con il concerto di Peter, Bjorn e John. Inizio un po' tragico (sembravano una via di mezzo tra gli Abba e i Wham...) ma poi il live è decollato. Tra le cose più sorprendenti le svisate di Peter, il chitarrista: il fatto è che non vedevo una chitarra elettrica messa a ferro e fuoco da almeno una quindicina di anni. Ed è stato fichissimo!
LA BELLEZZA DEI VIDEOGIOCHI - La cantante Beyoncè non riesce mai a vincere ai videogame quando intona le sue canzoni. Una ragione in più per smettere di cantare.
ESSERE EMO OGGI – Fino a un paio d’ore fa non sapevo cosa significasse il termine emo. O meglio, pensavo alla musica, all’emo-core o comunque a una parola associabile a qualche moda passeggera. Alla fin fine, non è che abbia sbagliato più di tanto, perché il soggetto emo sembra essere molto in voga in questo momento, è fashion allo stato puro. L’emo non è nient’altro che il giovane che non ne vuole sapere del mondo esterno, quello che vive in uno mondo tutto suo, magari rinchiuso all’interno di una cameretta senza troppa luce: colpa di un carattere schivo e riservato, che trova nella solitudine la sua migliore espressione. Ai miei tempi si parlava di semplice timidezza, bastava poco per guarire: un po’ di sano sesso consapevole, per esempio, oppure qualche viaggio con il quale aprire la propria coscienza. Solo che adesso all’emo devono vendere vestiti scuri e tagliare i capelli in un certo modo: suona bene questa parolina di tre lettere per ingrandire il conto corrente, la timidezza è roba da sfigati.
IL SIGNOR G, UN INSERTO QUALUNQUE – Ho appena terminato di ascoltare E pensare che c’era il pensiero, uno degli ultimi album di Giorgio Gaber. L’ho trovato molto bello, a colpirmi è stato soprattutto l’ultimo pezzo, la seconda parte di Mi fa male il mondo, un’invettiva contro i mali del mondo che non ha perso la sua attualità, nonostante il disco in questione sia relativo alla stagione teatrale del 1995-1996 del cantautore milanese. In particolare c’è un passaggio che mi ha impressionato, quando Gaber dice: “Mi fa male la carta stampata, gli editori, tutti. Mi fanno male le edicole, i giornali, le riviste coi loro inserti: un regalino, un opuscolo, una cassetta, un gioco di società… un cappuccino e una briosche, grazie!”. E pensare che c’era il pensiero l’ho comprato come inserto del Corriere della Sera…
FINALMENTE UN PO' DI COERENZA - Marco Masini terrà un concerto tra i rifiuti. Un'immagine praticamente perfetta.
FABER - Cosa penserebbe il buon Fabrizio De Andrè se sapesse che un giornale di chiara ispirazione borghese sta ripubblicando i suoi dischi?
SEAN IL MARAGLIONE - Scopro in questo momento che una canzone di Sean Paul è stata usata per uno spot pubblicitario della Levi's. Era il 1994. Io non me la ricordo e comunque non me la voglio ricordare. So solo che Sean Paul è un maragLione. Che significa tamarro. Ecco, di questa parola mi ricorderò.
PER SEMPRE JULIO - Perché, in questi ultimi giorni, le radio (non tutte, certo...) stanno mandando a palla i vecchi pezzi di Julio Iglesias? Qualsiasi sia il motivo, non si poteva proprio evitare?
POVIA - La polemica tra Povia e i gay è stucchevole. Ricordo quando ci si azzuffava, metaforicamente parlando, sui testi di Bob Dylan o Giorgio Gaber, che ora l'arena sia stata occupata da un cantante di terza categoria e qualche omosessuale permaloso e in libera uscita è francamente troppo.
JANIS ALLA COOP – Stasera, alla Coop, come musica di sottofondo, c’era Mercedes Benz di Janis Joplin. Ma che stiamo impazzendo tutti quanti?
RADIO, AMORE MIO – La mia più grande passione? La radio! L’ho vissuta sin da tenera età: a 15 anni la mia prima esperienza, poi un’escalation e più di venti anni passati nell’emittente della mia città, Radio Fm. Dal 1984 al 2005, anche se, in verità, ricopro ancora un ruolo al suo interno, ma c’è da dire che il microfono non lo vedo da tre anni. E mi spiace davvero, ogni tanto penso a un rientro in grande stile ma poi mi fermo in tempo, ormai sono passato di moda. Domenica scorsa Radio Fm ha festeggiato i suoi primi trent’anni di esistenza: io c’ero, felice di essere lì assieme un pezzo importante della mia vita.
GLI ANNI ’80 SECONDO ME – Poco fa stavo perdendo tempo dietro a un articolo sugli anni ’80. Tante, forse troppe, elucubrazioni mentali per descrivere quel decennio così vacuo. Il cui ricordo evoca parecchi mostri, come la musica pop invasa dal sintetizzatore, le spalline negli indumenti femminili, le camicie con i colletti bianchi, i capelli corti ai lati, i Duran Duran, la paura per la guerra atomica, Craxi e l’accozzaglia socialista. Secondo me, però, quegli anni possono essere riassunti con il numero finale di Drive In, quando Gianfranco D’Angelo inzuppava il suo sketch con i mali della nostra Italia e poi concludeva: “Ma si può andare avanti così? Sììììì!!!!”. Ecco, questa è la foto dei famigerati anni ’80.