Fedele alla linea

Ovvero: la fissità tipica dell'ottuso.
lunedì, 12 maggio 2008

TRAVAGLIO VS. SCHIFANI – Ma è vero o no che il neo presidente del Senato Schifani ha delle amicizie poco raccomandabili e soci d’affari mafiosi? Non c’è alternativa: o sì, o no. Tutto il resto è fuffa.

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giovedì, 24 aprile 2008

SA SCRIVERE! - Luca Casarini, il leader delle cosiddette tute bianche, ha scritto un libro e a editarglielo è stata la Mondadori, come noto di proprietà della famiglia Berlusconi. Non sono sorpreso che uno pseudorivoluzionario sia finito tra le braccia del nemico, tanto la fine di certa gente è quella, lo dimostra la storia, ma del fatto che Casarini sappia scrivere: questa sì che è una notizia!  

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martedì, 12 febbraio 2008

BOICOTTARE L’ARTE - Tariq Ramadan è un intellettuale islamico che solo per la definizione di cui si fregia, mi mette i brividi, perché mi fa subito pensare al più noto e invadente intellettuale di casa nostra, ossessivamente presente in televisione e sui giornali e al nulla del suo pensiero (…).
Dunque Ramadan qualche giorno fa dichiara, con mille grancasse mediatiche al seguito, che boicotterà, e invita tutti a fare altrettanto, la Fiera del Libro di Torino, poiché quest’anno il Paese Ospite sarà Israele.

Lui boicotta la Fiera e io, nel mio piccolo e senza grancasse, voglio dare un segnale per boicottare lui, l’intellettuale islamico: lo stand di Stampa Alternativa alla Fiera di Torino ospiterà Israele. Attenzione però, non lo stato di Israele, che pure io non amo, ritenendolo violento e militarista, ma gli scrittoti israeliani, i soli capaci, secondo me, con le loro opere, di mettere in crisi l’arroganza e la violenza dei loro generali e politici.

Pensate un po’ che la persona che mi dette questa idea fu il primo ambasciatore di “Al Fatah” in Italia. Io dopo aver collaborato alla redazione e alla diffusione di “Vietnam Informazioni”, il bollettino delle forze di liberazione vietnamite, fui chiamato a fondare ed a diffondere “Al Fatah”. Accettai, senza pensarci su e così frequentai assiduamente l’ambasciatore, che era anche poeta, scrittore e innamorato delle arti, della musica soprattutto. Solo l’arte la letteratura, mi diceva, possono aver quel ruolo decisivo che armi, guerra e ragion di stato non riescono ad avere. Non ci fu molto tempo per approfondire, perché una mattina l’ambasciatore, mentre tornava a casa, dopo aver fatto un’umile spesa (due sfilatini e un litro di latte), fu assassinato dagli sbirri dei servizi segreti israeliani, nell’androne del suo palazzo.
Lo stesso messaggio, in tutt’altro modo, me lo hanno trasmesso due giovani amici, lui italiano e simpatizzante di sinistra e lei israeliana. Con un finanziamento della Comunità Europea hanno girato un video nelle zone di frontiera tra israeliani e palestinesi, arrivando a dimostrare come i popoli, specialmente i giovani, possano venire sottratti al regime terroristico dei loro stati, al rumore delle armi ed all’odio ottuso per il vicino, possano scoprire il dialogo ed il confronto, gettando alle ortiche le ideologie del terrore e della violenza.

Sempre a proposito della Fiera torinese mi spiace che a contrapporsi all’intellettuale islamico e a quelli vicini alle sue posizioni, ci siano delle figure istituzionali e mediatiche che poco hanno a che fare con la cultura. Parlo dei due “capoccia” Picchioni e Ferrero, che aldilà di quanto hanno scritto (il secondo), sono colpevoli di aver ridotto la fiera ad un immondo suk, un contenitore dove si deve pagare per entrare e per trovare editori a pagamento (centinaia), venditori di magliette, borse, vini, santini e giochini. Mancano solo bruscolinari, tappetari e venditori di borse taroccate; ma magari quest’anno ci saranno anche loro, per arrotondare il gruzzolo degli organizzatori. E poi c’è quel Grande Stevens, capoccia della Compagnia San Paolo, che sa tanto di traffici, come quelli della Compagnia delle Opere di Comunione e Liberazione, con la differenza dietro al Grande Stevens c’è quel po’ po’ di banca ladrona e antipopolare, almeno nei confronti dei risparmiatori, che è la S. Paolo.

Però per boicottare Ramadan, mi turerò il naso.

(Marcello Baraghini, www.stampalternativa.it)

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lunedì, 04 febbraio 2008

COMPAGNI CHE SBAGLIANO, ANZI, CHE NON LEGGONO – Una parte della cosiddetta “Cosa Rossa” ha proposto il boicottaggio della Fiera del libro di Torino, la cui prossima edizione sarà dedicata alla letteratura israeliana. I motivi: la politica di repressione del governo di Tel Aviv nei confronti del popolo palestinese. Che Israele non sia tenero con i palestinesi non c’è dubbio, solo che proporre un boicottaggio del genere mi ricorda il falò dei libri con il quale di sollazzavano i nazisti o l’Indice di papalina memoria. Che senso ha prendersela con la cultura? Non lo capisco, non lo accetto. Come non accetto il fatto che una sinistra moderna debba ancora avere a che fare con questo massimalismo senza senso. Bene ha fatto Rifondazione a smarcarsi da certa gente, ma la strada mi sembra ancora lunga.

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mercoledì, 02 gennaio 2008

CONTRADDIZIONI - Gomorra è stato uno dei libri più venduti, quindi si presume più letti, del 2007, un anno tragico per Napoli, che continua ad affogare tra l'immondizia. Quindi, se è vero che l'opera prima di Roberto Saviano parla delle storture della Campania, compreso l'interesse della malavita per la spazzatura, vuol dire che esiste una contraddizione di fondo, ovvero che c'è la famosa scollatura tra la società civile e, permettetemi la forzatura, gli intellettuali. Mi chiedo però chi rappresenti queste due classi sociali: il governatore Bassolino e la sua inettitudine rappresentano la società civile? Un giovane che scrive delle cose conosciute da tutti tranne che dai propri referenti istituzionali (si fa per dire) è davvero un intellettuale o uno che, molto più semplicemente, osserva il degrado del suo territorio e lancia un allarme? Sullo sfondo rimangono una città e una regione dove lo Stato non c'è e mai si è fatto vedere, tranne che per dare una mano ai suoi vecchi amici, i camorristi, che continuano a fare i loro affari, alla faccia dei best seller e di coloro che dovrebbero almeno sfogliarli.

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venerdì, 31 agosto 2007

CAMERE SEPARATE

Che cosa sta facendo questo vecchio, decrepito continente al Terzo Mondo? Questo popolo di pirati e beoni rissosi alle sue ex colonie, ai suoi ex sudditi, a chi ha piegato con la frusta e la violenza dopo averlo depredato e sfruttato? Con quale ipocrisia l'europeo impone regole e comportamenti come se i valori fossero ancora dell'Occidente quando invece tutto dimostra il contrario? Qual è la ragione per cui da ogni angolo del mondo i più disgraziati, i più poveri, i reietti della storia, le valanghe di straccioni, le orde di pezzenti e di mendicanti invadono le città dovendo addirittura scimmiottare, per integrarsi, di essere educati, perbenisti, ipocriti come tutta intera la middle class europea? Come non provare una immensa, profonda, proprio interiore vergogna nel vedere gli occhi del ragazzo indiano con la sua giubbetta Mc Donald steso sul letto nel tentativo di recuperare qualche ora di sonno tra un turno e l'altro? Il risultato (...) è che ci stiamo contendendo le città palmo a palmo con i poveri. E lui può già vedere la vecchia e malata Europa, con tutta la sua grandeur e la sua cultura e la sua boria, il suo tè alle cinque e le sue cerimonie accademiche, abolita, occupata, conquistata dalle masse dei più miseri, dei più affamati, dei più sfruttati. Sarà la loro guerra. I poveri si vendicheranno seminando figli ovunque, riproducendosi a raffica come il crepitio delle mitragliatrici, occupando ogni postazione con i propri cadaveri, usando se stessi come forza di sfondamento. Vinceranno, e di loro, evangelicamente, sarà la terra.

Pier Vittorio Tondelli, Camere separate, 1989. 

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lunedì, 09 luglio 2007

SENZA FARMI MALE

Sabato scorso è stata una giornata tremenda. Mi sono accorto di aver scritto una stronzata davvero enorme sul giornale: in pratica ho confuso due giocatori di basket, fratelli, con lo stesso cognome quindi, ma uno si chiama Daniele e l'altro Andrea. E io ho confuso l'uno con l'altro. In pochi secondi mi sono sputtanato quel che po' di credibilità costruita in vent'anni di onorata carriera. Mi sentivo davvero giù, tanto che volevo licenziarmi. Poi, come tutti i depressi, patologici o temporanei che siano, ho deciso di dimenticare i guai andando a fare shopping. Avevo adocchiato un paio di pantaloni nei giorni scorsi, ma nel rivederli non mi sono piaciuti più. Così ho ripiegato in libreria, alla ricerca del libro di Vincino dedicato a Il Male, il periodico satirico di fine anni '70. Ho avuto sempre un amore incondizionato per la satira, de Il Male posseggo ancora qualche numero, tra i quali il famoso falso su Ugo Tognazzi capo delle BR. Quindi chiedo alla commessa di poterlo visionare, ma non lo trova. Non sapeva nemmeno di cosa si trattasse, ma non potevo certo pretendere chissà cosa da una ventenne, sia pure in possesso di un paio di tette importanti... Ma non divaghiamo... Cerca che ti ricerca, la ragazzotta pettoruta continua a non trovare nulla, così chiede aiuto alla collega, la quale le comunica che i "libri strani" sono nello scaffale tal dei tali. Cominciamo bene... i libri strani... Va beh, ma non c'è nemmeno lì. Suggerisco il settore comics, nisba. Allora le insinuo il sospetto che potrebbe essere finito nella narrativa, ma è l'ennesimo buco nell'acqua. Va a finire che sta tra i fumetti. Gli dò un'occhiata e, nonostante il prezzo (22,90 euro), me lo accatto. Lo porto a casa, lo sfoglio, comincio a leggerlo: la depressione se ne va. Daniele, Andrea, il basket... ma che andassero a farsi fottere: ho tra le mani un libro prezioso e poi, forse, Il Male tornerà. Parola di Vincino. E poi quelle tette...

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mercoledì, 09 maggio 2007

CINQUE LIBRI CINQUE

Sta girando in rete, specie tra i blog, una sorta di referendum sui cinque libri della vita: quelli che te l'hanno cambiata, quelli che ti hanno dato una mano o, più semplicemente, quelli che ti sono piaciuti in modo particolare. Prima che qualcuno mi mandi l'invito, ecco il mio podio.
Alta fedeltà, di Nick Hornby: musica e donne, cosa può volere di più un uomo immaturo? Un capolavoro del '900, almeno secondo l'opinione di un immaturo a cui piacciono le donne.
American psycho, di Bret Easton Ellis: un romanzo sugli yuppie, sugli anni '80 (o '90?), sui vizi dell'America del nord, tra palate di cocaina e soldi, finte amicizie e morti veri. Si rimane incollati fino all'ultima pagina, merito di una scrittura veloce, limpida e tagliente.  

L'arte della gioia, di Goliardia Sapienza: una sorta di "meglio gioventù" con al centro una donna che cerca, e trova, la sua felicità. Dialoghi di una bellezza unica, personaggi venati di umanità per un capolavoro ucciso da critici e giornalisti marchettari. Potrei aggiungere che il libro mi ricorda una persona, ma non lo faccio.
Papalagi, di Tuiavii di Tiavea: un capo indigeno delle isole Samoa compie un viaggio in Europa all'inizio dello scorso secolo e ne fa un resoconto scritto. Un trattato etnologico sulle assurdità (e pericolosità) dell'uomo bianco. Se venisse adottato in tutte le scuole di ordine e grado, avremmo una società diversa e migliore.
I vagabondi del Dharma, di Jack Kerouac: il romanzo dell'iniziazione, la mia. Viaggi in treno, in autostop, alla ricerca della felicità, fino a una scelta mistica. Lo lessi a 18 anni, non so che effetto mi farebbe oggi.

 

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lunedì, 30 aprile 2007

UN DUBBIO

La lista di quelli che nell'infanzia hanno subito molestie sessuali si allunga sempre di più. E guarda caso si tratta sempre di artisti, scrittori, show-man o presunti tali. Chi è stato palpato, chi stuprato, da un prete, da un vecchio con l'impermeabile d'ordinanza... ce n'è di tutto un po'. Poi se è vero o no, poco importa, tanto chi se ne accorge. L'importante è non perdere la visibilità, una fortezza da difendere a tutti i costi. L'ultimo arrivato è Gabriele Paolini, il disturbatore televisivo, l'amico di Emilio Fede, quello con capelli lunghi e occhiali che si mette dietro ai giornalisti a sparare cazzate. Anche Paolini ha confessato di essere stato violentato, nel suo caso dal preside del suo liceo. A questo punto sorge un dubbio: non è che per caso sta scrivendo un libro pure lui? 

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giovedì, 12 aprile 2007

PREPOTENZE DI CARTA

Il Corriere della sera ha lanciato una nuova iniziativa editoriale. Si tratta di Corti di carta, serie di racconti brevi e inediti di autori italiani sulla cresta dell'onda come Giorgio Faletti, Susanna Tamaro, Federico Moccia e tanti altri. Stamattina ho comprato il primo numero (poi prenderò il libretto di Dario Fo e mi fermerò lì), Il contrario della morte, di Roberto Saviano, del quale, proprio in questi giorni, sto leggendo Gomorra, il suo primo romanzo, un vero e proprio pugno nello stomaco per tutte le istituzioni, un libro che il ministro dell'interno dovrebbe  studiare a memoria prima di andare nei salotti televisivi a spiegare come si batte la camorra. Ma non divaghiamo. Dicevamo dell'iniziativa del Corrierone, di come l'ufficio marketing di via Solferino l'abbia, giustamente, strombazzata a destra e manca, trovando peraltro un nome carino e originale per lanciarla. Peccato che Il Melograno, una piccola casa editrice di Milano, abbia da tempo una collana che si chiama proprio così, Corti di carta. Naturalmente la Rcs farà finta di niente, ma chissà cosa sarebbe accaduto se si fosse verificata una situazione opposta: immaginate in quanti secondi avrebbero chiuso quelli de Il Melograno...

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lunedì, 12 marzo 2007

QUANDO I LIBRI SI COMPRANO E NON SI LEGGONO

In Gran Bretagna è uscita una classifica speciale, quella dei libri che si comprano ma non si leggono. Una cosa poco scientifica, per carità, ma interessante. Perché ai primi posti si classificano politici ed ex politici (l'ex ministro inglese David Blunkett, Margaret Thatcher e Bill Clinton) e un calciatore (o ex calciatore?), David Beckham. Chissà che bello poter fare una cosa del genere anche qui da noi, in Italia. Scommetto che a dominare la classifica degli autori da tappezzeria ci sarebbero, in ordine sparso, Osvaldo Bevilacqua, Walter Veltroni, Susanna Tamaro, Giulio Andreotti, Barbara Palombelli. Ma a il dominatore assoluto sarebbe senza dubbio Bruno Vespa, scrittore (e giornalista) saponetta, un vero e proprio eroe per tutte le stagioni. Scommettiamo?

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martedì, 24 ottobre 2006

SOLIDARIETA' A DANIELA SANTANCHE'

Chi minaccia non ha diritto al rispetto. L'imam di Segrate, Abu Shwaima, è un intollerante, lasciamolo friggere nella suo brodaglia di rozzezza e ignoranza. Massima solidarietà, dunque, a Daniela Santanchè, deputata di A.n.: mi auguro possa continuare a esprimere le sue idee senza che nessuno possa impedirglielo. Aiutiamola, al di là delle nostre condizioni politiche, esprimendole la nostra vicinanza morale. Lei, comunque, si è difesa da par suo, ricordando a tutti che sulle condizioni delle donne islamiche ha scritto pure un libro. Lo ha ripetuto più di una volta nel corso di alcune interviste televisive, in radio e perfino sui siti on-line. Non ne avrà mica approfittato per farsi un po' di pubblicità? Ma no, cosa mi viene in mente? E comunque sia, dato che ci siamo, aiutiamola anche a vendere la sua fatica letteraria: si chiama La donna negata ed è edito da Marsilio. E costa appena 10 Euro. E cosa volete che siano 10 Euro? Aiutiamola la Santanchè, fino in fondo, ne ha bisogno: Shwaima potrebbe pretendere la percentuale.
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mercoledì, 18 ottobre 2006

UN PO' DI COERENZA/2

L'ufficio stampa di Tommaso Labranca continua a perseguitarmi con le sue e-mail. Stavolta, sempre a proposito dell'uscita de Il Piccolo Esibizionista, il nuovo libro dell'ex trashologo, scrive quanto segue:
Con Il Piccolo Isolazionista Tommaso  Labranca ci racconta in maniera solo apparentemente asettica il suo viaggio personale tra la gente e la sottocultura che lo hanno accompagnato nelle sue peregrinazioni notturne lungo i non luoghi dell'hinterland milanese. Un viaggio che taglia in maniera assolutamente trasversale gli ultimi tre decenni di un paese che ci viene mostrato attraverso un'ottica inedita, quella del Piccolo Isolazionista.
Ero sicuro che nelle sue peregrinazioni notturne Labranca fosse stato accompagnato dalla sua fedele compagna: la sottocultura. 

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martedì, 10 ottobre 2006

UN PO' DI COERENZA

Mi arriva, via posta elettronica, un comunicato stampa che annuncia l'uscita del nuovo libro di Tommaso Labranca. Ecco quel che dice:
Tommaso Labranca, Il Piccolo Isolazionista. Tommaso Labranca racconta il suo viaggio personale tra la musica che l'ha accompagnato nelle sue peregrinazioni notturne lungo i non luoghi dell'hinterland milanese. Un libro che parla (anche) di musica con una lucidità e una forza di analisi nuove, quelle del Piccolo Isolazionista, appunto. "[...] Sono dichiaratamente il figlio, felice e consapevole, della prima generazione di intellettuali segnati dalla Musica Inutile."
Finalmente un po' di coerenza: un autore e un libro inutili che parlano di musica inutile.

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giovedì, 28 settembre 2006

E IL PIANO QUINQUENNALE? E LA STABILITÀ?

Giovanni Lindo Ferretti è stato il leader dei CCCP Fedeli alla linea. Gruppo punk filosovietico: una masnada di comunisti nati e cresciuti nel mezzo della pianura padana, terra rossa non solo di Sangiovese. E dopo i CCCP i Csi, e poi ancora i P.G.R. e la carriera (molto discutibile peraltro) solista. Un cammino non privo di scelte difficili, di rotture con i vecchi amici. Ultimamente anche con la propria ideologia: Giolindo, qualche giorno fa, ha confessato la sua conversione al centrodestra. Un tempo voleva rifugiarsi sotto il Patto di Varsavia, un piano quinquennale, la stabilità e dedicava le sue canzoni ai partigiani. Ora si ritrova al fianco di piduisti, ex democristiani, ex ladroni socialisti, seccessionisti, razzisti, filonazisti e postfascisti. Insomma, in una buona compagnia. Ognuno fa quel che vuole, ognuno è padrone delle sue giravolte e dei suoi ripensamenti, ma da uno come Ferretti al limite mi sarei aspettato un semplice allontanamento (del tutto condivisibile) da quell'accozzaglia ormai senza ideali che risponde al nome di vecchio Pci. Magari fatto in silenzio, senza troppo rumore. Così no, mi sembra strano. Mi torna in mente un libro che lessi qualche anno fa, Costretti a sanguinare, di Marco Philopat, nel quale l'autore avanzò più di un dubbio sulla onestà intellettuale dei CCCP. Ora che è uscito dalla distribuzione carbonara della Shake ed è disponibile su Einaudi, non sarebbe male buttarci un occhio. Aiuta a capire.

 

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mercoledì, 24 maggio 2006

IL CODICE BOICOTTATO   

Il codice Da Vinci: non ho letto il libro, non ho visto il film. Forse un giorno proverò a sfogliarlo, ma non andrò mai al cinema a vedere di cosa si tratta. Di certo se ne fa un gran parlare: attorno all'opera di Dan Brown (e di conseguenza attorno alla pellicola) la gran cassa mediatica batte fortissimo, merito dei grandi colossi editoriali che si ritrova alle spalle. Anche in rete si discute animatamente del codice, e molti blog di ispirazione cattolica hanno lanciato l'idea di boicottarlo, ed è facile capire il perché. Il boicottaggio è un'azione seria, civile e rispettabilissima, per di più non violenta. Nel caso specifico, non impedisce a chicchesia di vedere il film facendo i picchetti, ma propone semplicemente di disertare i cinema. Anche io faccio boicottaggio alla Nestlè e alla Nike, non compro i loro prodotti a causa delle loro discutibili strategie economiche. Di queste cose parlo spesso con chi conosco in modo da spiegargli le mie ragioni, ma se non lo convinco non gli taglio le mani e non gli metto il muso. Eppure, ai blog cattolici che hanno espresso il boicottaggio, sono arrivate tantissimi commenti al vetriolo, della serie "siete i soliti intolleranti... non capite un cazzo... non rispettate la libertà altrui". Io che sono un laico convinto della separazione netta tra stato e chiesa, anzi, chiese, non mi vergogno a dire che questa volta sto con i cattolici e con la loro scelta di combattere un film con l'arma della nonviolenza. E mi schiero contro chi questa cosa non l'ha capita o vuole fare finta di non capirla. Per me vale sempre il vecchio detto di Voltaire: "Non sono d'accordo con te ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee".
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giovedì, 06 aprile 2006

IL LIBRO DEI SOGNI

Ho ricevuto posta da Silvio. Mi ha mandato un libro. Beh... più o meno. Si chiama La vera storia italiana e narra dei cinque anni del governo Berlusconi. Non l'ho letto, ho visto solo le figure. O meglio, le foto. Quelle del premier ritraggono un uomo spesso sorridente, dallo sguardo ottimista, alle volte serio ma mai serioso, sempre impeccabile nel suo doppio petto, in compagnia dei più potenti uomini del mondo, papa compreso. Assieme a lui i suoi ministri, altrettanto splendenti, pur in un ruolo di comprimari, vassalli di un imperatore bonario che ha concesso loro, poveri inferiori, la possibilità di stare così in alto. Poi ci sono altre foto, quelle dei comunisti. Prodi, D'Alema, Rutelli, Violante... Ci sono anche loro tra le pagine del libro. Tutti ripresi in pose pessime, come in quelle immagini che vengono subito scartate, che non troveranno mai posto tra nell'album dei ricordi. Chi ha gli occhi chiusi, chi è preso in una smorfia di fastidio, chi, come Prodi ha sul volto un paio di occhiali di vent'anni fa e una vaga somiglianza con uno scimpanzè. Un po' come usa fare il Tg4, di cui questo libro è figlio legittimo. Si screditano gli avversari non solo chiamandoli coglioni, ma portandoli in giro anche attraverso la cultura dell'immagine. Che per il centrodestra continua a essere tutto, al contrario dei contenuti.

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venerdì, 03 marzo 2006

STRARICCO SI RIBELLA

Alessandro Baricco, Straricco, secondo l'azzeccato nick-name tirato fuori da Marcello Baraghini, questa volta si ribella. Ha letto un paio di articoli di Pietro Citati su Repubblica e di Giulio Ferroni sull'Unità che lo portavano un po' per culo e lui si è arrabbiato. Spiegando dottamente che prima di criticare i libri bisogna leggerli, poi difendendosi con una scusa non certo originale: "E se trovate così stucchevole un libro che centinaia di migliaia di italiani si affrettano a leggere - ha spiegato lo scrittore torinese -, e decine di paesi nel mondo si prendono la briga di tradurre, forse è il caso di darsi da fare per spiegare a tutta questa massa di fessi che si stanno sbagliando". A parte il fatto che come cavolo fai a dire che Citati e Ferroni il tuo libro non l'hanno letto, ma perché tirare fuori l'assioma secondo il quale la roba che vende è buona e quella che non vende fa schifo? Inutile perdere tempo a dimostrare la stupidità di una considerazione del genere. Anzi, a dirla tutta, è proprio il presente post a risultare inutile. Perché questa querelle è finta. Baricco se la prende con due critici letterari quotati, due di quelli che basta una parola e il libro vende che è una bellezza, anche se è illeggibile. E non se l'è mai presa con Gordiano Lupi, che ha scritto non una frase, non un articolo, ma due libri che Baricco lo hanno fatto nero. Si chiamano "Quasi quasi faccio anch'io un corso di scrittura" e "Nemici miei", entrambi editi da Stampa alternativa. Lo avete mai sentito lanciare strali contro Lupi? No, perché non gli conviene fare pubblicità a quei libri, ne uscirebbe a pezzi. Così fa solo un po' di rumore: scommetto che in questo momento i tre saranno al telefono a farsi quattro risate alla faccia di chi compra i libri di Straricco.

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mercoledì, 08 febbraio 2006

J.T.LEROY

Anni fa scoppiò il fenomeno J.T. Leroy. Poco più che ventenne, dalla sessualità incerta, prostituto, tossico nonché figlio di una prostituta tossica, ma soprattutto grande scrittore. Il suo romanzo d'esordio, "Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa", era stato salutato come l'opera prima di un genio assoluto, la rivelazione di un romanziere dal talento smisurato. Qualche maligno aveva sospettato un bluff, che dietro al giovane, peraltro non proprio a suo agio negli incontri pubblici, ci fosse un ghost writer. Ma d'altra parte chi lo aveva conosciuto di persona ne parlava in termini entusiastici, come Asia Argento: "Leroy - aveva dichiarato l'attrice qualche anno fa - è una persona gentile e tenera, molto simpatico, di grandissima intelligenza e sensibilità".
Bene, J.T. Leroy non esiste. E non è mai esistito. Lo ha scoperto un'inchiesta del New York times. L'autore dei suoi libri è una scrittrice quarantenne, Laura Albert, la comparsa dello scrittore è una ragazza, Savannah Knoop, sorellastra dell' ex compagno della Albert. Una truffa in piena regola, un'operazione di marketing perfetta, finale a parte. Chissà se tutto questo configuri un reato. Il mercato dell'editoria è pieno di trucchetti del genere, ma c'è da dire che questa volta hanno toccato il fondo. Intanto mi sono informato: Aldo Nove esiste davvero. Purtroppo.    

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