L'OTTO PER MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA - Devolvere l'otto per mille alla chiesa cattolica è cosa buona e giusta. Perché loro usano quei soldi per opere di bene e di carità. Lo sanno anche in una cittadina vicino alla mia, Monte Rinaldo, dove la curia ha sfrattato da una casa colonica di sua proprietà un signore di 73 anni, la cui famiglia abita lì dal 1935. Lui non vorrebbe andarsene, anche perché non saprebbe dove sbattere la testa, ma non c'è problema, perché ci penseranno i Carabinieri con un bel calcio in culo ad allontanarlo. D'altra parte, i preti devono fare cassa e se c'è un poveraccio che finisce in mezzo alla strada non gliene può fregare di meno. Doniamo tutti l'otto per mille alla chiesa cattolica, quindi, che gli euro ricevuti servono per pagare la pubblicità in televisione. Pubblicità ingannevole.
C’È CHI TI DÀ ENERGIA E CHI
FREE LIECHTENSTEIN! – L’alternativa c’è, ai barbari ministri delle finanze tassatori, che cercano l’applauso dei popoli da essi rapinati con imposte eccessive consegnando loro elenchi di presunti furbi privilegiati, che le evadono. Loro agiscono come il Terrore che tagliava le teste tra gli applausi delle tricoteuses. Ma l’alternativa c’è (…). Insieme ai cosiddetti “paradisi fiscali” che vengono descritti con lo stesso disprezzo che Saint Just riservava alla Coblenza dei nobili emigrati, il Granducato (del Liechtenstein) è considerato dall’UE alla stregua della più terribile minaccia (…). Usare i servizi segreti per violare leggi del Liechtenstein è l’equivalente – in tempi di globalizzazione e cioè di libertà di movimento dei capitali – che scatenare le divisioni del Terzo Reich contro le libertà dei regni del Belgio e dell’Olanda. I paradisi fiscali lavorano anche a favore di noi poveracci che le tasse le paghiamo sino all’ultimo euro.
Oscar Giannino, Libero, 28 febbraio 2008.
MASTELLEIDE - Questo roba, presumibilmente un articolo tratto da chissà quale giornale, me l'ha mandata un amico via e-mail. Non so dove l'abbia presa, potrei fare una ricerca su di un motore di ricerca per scoprire l'arcano ma ho troppo sonno, comunque è interessante e molto istruttivo. La firma è di Mauro Montanari.
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati hanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora - direte voi - un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi. Che farà? Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.
Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.
Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!
Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo nell'aprile del 2006. Da allora - assicura l'editore - non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne(4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella .
CONTRADDIZIONI - Gomorra è stato uno dei libri più venduti, quindi si presume più letti, del 2007, un anno tragico per Napoli, che continua ad affogare tra l'immondizia. Quindi, se è vero che l'opera prima di Roberto Saviano parla delle storture della Campania, compreso l'interesse della malavita per la spazzatura, vuol dire che esiste una contraddizione di fondo, ovvero che c'è la famosa scollatura tra la società civile e, permettetemi la forzatura, gli intellettuali. Mi chiedo però chi rappresenti queste due classi sociali: il governatore Bassolino e la sua inettitudine rappresentano la società civile? Un giovane che scrive delle cose conosciute da tutti tranne che dai propri referenti istituzionali (si fa per dire) è davvero un intellettuale o uno che, molto più semplicemente, osserva il degrado del suo territorio e lancia un allarme? Sullo sfondo rimangono una città e una regione dove lo Stato non c'è e mai si è fatto vedere, tranne che per dare una mano ai suoi vecchi amici, i camorristi, che continuano a fare i loro affari, alla faccia dei best seller e di coloro che dovrebbero almeno sfogliarli.
QUELL'UOMO È UN GENIO
Prima lo pizzicano in una intercettazione telefonica intento a raccomandare una ballerina all'ex responabile di Rai Fiction Agostino Saccà, cinque minuti dopo eccolo attaccare viale Mazzini, dove "non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato". Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816): un uomo, un genio.
UNA RACCOMANDATA A SKY
Poco fa mi chiama al telefono fisso uno schiavo di un call center, allo scopo di vendermi un abbonamento a Sky. Non gli ho dato il minimo di spago, ho preso in mano la situazione e, dopo avergli spiegato che di Sky non me ne può fregare di meno e fornito la mia comprensione e solidarietà per la vita lavorativa di merda che conduce, ho fatto presente che, in base a una mia dichiarazione fornita alla Telecom, non gradisco essere disturbato da comunicazioni pubblicitarie. Lui mi risponde che, per evitare incidenti del genere, dovrei scrivere una raccomandata a Sky. Cioè, in pratica, spedire una lettera, nemmeno con posta ordinaria ma con una raccomandata, a tutti coloro che vogliono vendermi chissà cosa via telefono con la preghiera di non rompere le palle. Faccio presente allo schiavo l'assurdità della richiesta, ma a Sky gli hanno detto che deve rispondere così. Quindi dovrò ancora sorbettarmi per chissà quanto tempo le offerte del signor Murdoch. Dov'è che viviamo? Ah,sì, in Italia.
VOMITO
Ho visto su Blob uno spezzone di un programma di Canale 5, del quale non conosco il titolo e, a dire il vero, non voglio nemmeno saperlo. C'era una foto, a grandezza naturale, stesa per terra, raffigurante una donna piuttosto scosciata; a un certo punto è arrivato un uomo che le si è buttato sopra (alla fotografia) e ha cominciato a fingere un amplesso (avrei potuto scrivere mimare anziché fingere, però c'erano di mezzo i mugugni... dell'uomo, non della fotografia). E tutti ridevano: rideva Maria De Filippi, ridevano gli ospiti (tra i quali mi sembra di aver riconosciuto Sabrina Ferilli, ma non ci giurerei), rideva il pubblico in studio e probabilmente anche quello a casa. Per favore, non ditemi che l'unico al quale veniva da vomitare ero io...
MA A COSA SERVE L'AUTOVELOX?
Stamattina, al Gr, ho sentito che è stata annullata una multa a un automobilista, originariamente comminata per eccessiva velocità, perché lungo la strada di percorrenza mancava la segnalazione dell'autovelox. Va bene, si tratterà di un sofisma giuridico, non lo metto in dubbio, ma c'era uno che andava troppo veloce o no? E soprattutto: a cosa diavolo serve l'autovelox se devono segnalarlo per legge? È come se uno mettesse davanti casa un cartello all'attenzione dei ladri segnalando se dentro c'è qualcuno oppure no.
IL TEMPO DELLE MELE
E così il deputato Cosimo Mele se ne andava a puttane. Buon per lui che può permettersele d'alto bordo e portarle in un albergo di via Veneto. Lungi da me condannarlo, ognuno è libero di spendere il proprio stipendio da parlamentare (quello stipendio che paghiamo tutti noi) come crede. Però avrei da farle una piccola preghiera, caro il mio deputato Mele: non vada più in giro a dire agli elettori che lei e il suo partito, l'Udc, siete a favore dell'ordine costituito e della famiglia. Ora che si è rivelato per quello che è, venga con noi della sinistra, che, notoriamente, siamo per la dissoluzione delle famiglia e schierati dalla parte dei froci, dei drogati e delle puttane, come dite sempre voi di centrodestra con la vostra proverbiale compostezza. E ora che è uscito dall'Udc, provi a costituire un nuovo gruppo parlamentare che ponga al centro del programma la bigamia obbligatoria e la droga libera. Non vediamo l'ora di darle il benvenuto, onorevole Mele.
VIVA LA BENEFICENZA
A cosa serve la beneficenza? A cosa servono le cosiddette partite del cuore? Per ricavare soldi e distribuirli a che ne ha bisogno, ovvio. Ma non ci sarebbero metodi più veloci e pratici? Tipo mandare una lettera a uno ricco e dirgli di sborsare del contante, oppure fare una pesca o una raccolta porta a porta. Venerdì scorso, dalle mie parti, per la precisione a Porto San Giorgio, c'è stato l'All Star Game di basket con la nazionale artisti, il cui ricavato è stato devoluto a un gruppo scout. La suddetta nazionale era zeppa gonfia di perfetti sconosciuti, qualche attore in decadenza, l'ennesimo superstite di chissà quale Grande Fratello televisivo e le immancabili gnocche di contorno. Pensate, c'era anche il grande artista Riccardo Schicchi, che per l'occasione si è portato dietro due altre grandi artiste, Justine e Cherie, note intellettuali già segnalate all'Accademia di Stoccolma e a qualche questura. Il grande artista Schicchi ha anche trovato il tempo di esternare la seguente dichiarazione ai giornalisti di turno: "Ogni volta che ci chiamano per una giusta, causa noi siamo sempre presenti". Dimmelo la prossima volta che sarai presente tu e le tue colleghe artiste, che io me ne vado il più lontano possibile.
LASCIAMOLI CANTARE
Stamattina, facendo zapping in radio, ho scoperto che, dalle mie parti, aprirà un locale chiamato Lasciateci cantare. Mi auguro che ai gestori vada tutto bene, soprattutto dal punto di vista degli affari. Dico sul serio, su certe cose non si scherza. Solo che un nome così, a me mette i brividi. Mi sembra il trionfo del kitch, del pecoreccio, è la Germania Ovest che batte l'Olanda, è Ceccarini che scambiano per un comico, è Schifani che rappresenta il popolo, è Jovanotti che canta, è Bruno Vespa che fa televisione. Poi faranno un gelato buono, cucineranno bene, ma in un locale con un nome simile non mi avvicinerei nemmeno sotto minaccia. Questione di sopravvivenza.
UN SMS
Il blog funziona così, almeno per me: ti alzi la mattina e cominci a pensare cosa scriverai nel post, fai il giro dei principali siti di informazione, ascolti la radio, poi selezioni, decidi e infine, al primo momento libero, vai di tastiera. Sembra facile, in realtà è una faticaccia immane, soprattutto per un masochista come il sottoscritto che, dal settembre 2005, si è deciso a scrivere un post al giorno, sabato, domenica e festivi esclusi. Oggi avrei potuto scrivere di tutto, c'era solo l'imbarazzo della scelta. Poi il cellulare ti avvisa che è arrivato un sms: lo leggi e decidi che è perfetto, e che merita di finire qui dentro, al di là dei contesti che evoca. Eccolo: "Ultimamente poste efficientissime e treni sempre in orario: se non fosse per le esternazioni di Bagnasco mi sembrerebbe quasi di vivere in un paese civile!". Grazie Antonella!
COSE DELL'ALTRO MONDO
In Gran Bretagna, Tony Blair se ne va e chiede scusa a tutti per gli errori commessi. E chissà, forse stava pensando anche alla guerra in Iraq. In Francia, invece, il neo presidente di centrodestra Nicolas Sarkozy inserisce nella squadra di governo sette ministre (su quindici) e un socialista, scegliendo così una persona per le sue capacità e non per la tessera di partito che ha in tasca. Cose del genere succederanno mai in Italia? Io credo proprio di no. Certo, tutto può essere, ma stavolta mi sa che non mi sbaglio.
FUORI DAL RETTANGOLO DI GIOCO
Mi chiedo se siano peggio le scritte apparse su qualche muro e in alcuni siti web, quelle che hanno esaltato la morte del poliziotto a Catania, oppure certe dichiarazioni sentite in giro. Mi riferisco in particolare a quel che è uscito fuori dalla bocca di Ciro Ferrara, ex calciatore, che a Radiouno, sabato pomeriggio, ha ricordato che gli incidenti del derby siciliano sono accaduti fuori dal rettangolo di gioco. Come a dire: ce ne laviamo le mani, il mondo del calcio è innocente. Bene, ricordiamoci di Ferrara e di chi infanga il nome dello sport in questo modo, ricordiamoci dei giocatori milionari e dei dirigenti a caccia di affari quando se ne escono con frasi tipo "Abbiamo vinto grazie al calore degli spalti", oppure "Il pubblico è il nostro dodicesimo giocatore in campo". Sono loro i veri colpevoli di questa guerriglia continua, sono loro che hanno sulla coscienza la morte di Filippo Raciti. Ricordiamocene, prima di pagare il prossimo biglietto per andare allo stadio o pagare l'abbonamento a Sky.