Fedele alla linea

Ovvero: la fissità tipica dell'ottuso.
giovedì, 03 luglio 2008

NON SO NULLA - Da qualche giorno non guardo la tv, non ascolto radio e non leggo i giornali (sembra quasi una vecchia canzone dei Cccp...). L'unico punto di contatto com il mondo sono questi minuti al computer che mi concede una mia coinquilina. Eppure, sapete cosa vi dico? Sto bene lo stesso! 

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martedì, 17 giugno 2008

PAOLINI LIBERO! La Cassazione ha condannato Gabriele Paolini a tre mesi di carcere per “interruzione e turbativa di pubblico servizio”. Ma se il pubblico servizio riguarda tutti noi, altrimenti non si chiamerebbe pubblico, mi chiedo perché nessuno tutela tutti quelli come me, che non aspettano altro che le incursioni del mitico Paolini dietro al giornalista di turno pronto a sfornare le sue bugie. Perché dovrei perdermi questo spettacolo e sorbirmi le dichiarazioni inutili di un Fabrizio Cicchitto (tessera P2 n. 2232) o di Ciccio di Nonna Papera Veltroni? Resisti Gabriele, siamo con te!

Cassazione: condannato Paolini "Un reato le incursioni in tv" 

 

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mercoledì, 04 giugno 2008

MAI DISTURBARE IL GUIDATORE- Poco fa, facendo un po' di sano zapping in televisione, sono capitato sul Tg di una piccola emittente di Ascoli Piceno, dove ho visto imbastire una filippica contro una strada pericolosissima, difficile da percorrere e da attraversare, colpita spesso da incidenti gravi e mano gravi, ogni tanto conditi da qualche vittima. Il giornalista-polemista, in collegamento proprio dal sito incriminato, se l'è presa un po' con tutti: dalle varie amministrazioni coinvolte nella problematica per passare all'Anas e arrivare ai politici di ogni ordine e grado. Nel frattempo, alle sue spalle, le auto sfrecciavano come missili, alla faccia dei limiti di velocità. Con loro, però, non se l'è presa. 

 

 

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mercoledì, 21 maggio 2008

SORU COMPRA - Renato Soru, il governatore della regione Sardegna, ha comprato L'Unità. E il conflitto d'interessi che fine ha fatto?

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lunedì, 19 maggio 2008

EMOZIONI – Ho fatto il mio esordio in serie A a 40 anni, ai play-off scudetto a 42. È stato bellissimo occuparsi per un paio di quotidiani e qualche agenzia al volo della Premiata Montegranaro e del massimo campionato di basket maschile. Non ho mai creduto allo sport come fonte di emozione, pensavo alla sublimazione di qualche luogo comune tipico del mondo dello sport. Eppure, questa volta l’esperienza è stata davvero di quelle che non si dimenticano: impossibile non sentire un’aria nuova nei quarti che hanno visto sfidarsi Montegranaro e Milano, davvero difficile non sentirsi coinvolti fino al midollo nell’assistere a uno spettacolo di così alto livello. Che poi ci sia stato qualcuno che ha vinto e un altro che ha perso, benissimo così, è lo sport. A me e a tutti quelli che hanno seguito questi play-off e questa stagione rimangono un ricordo indelebile e il desiderio che tutto questo possa continuare.

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giovedì, 15 maggio 2008

AMICIZIE PERICOLOSE Vorrei tanto sapere perché se un calciatore viene intercettato al telefono con un delinquente va subito sulle prime pagine dei giornali, mentre se scoprono che un rappresentante del popolo fa bisboccia con un mafioso bisogna andare a cercare la notizia nella giungla della rete, in fondo a destra, come il cesso. E se uno ha il coraggio di dirlo a tutti si prende pure una querela. Strano, no?

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lunedì, 12 maggio 2008

TRAVAGLIO VS. SCHIFANI – Ma è vero o no che il neo presidente del Senato Schifani ha delle amicizie poco raccomandabili e soci d’affari mafiosi? Non c’è alternativa: o sì, o no. Tutto il resto è fuffa.

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mercoledì, 30 aprile 2008

CIAO ALBERT - Nell'unico Tg visto oggi non ne hanno parlato, nei quotidiani on-line non ce n'è traccia. Eppure è morto Albert Hoffman, il chimico svizzero che scoprì l'Lsd. Ho letto molte delle sue cose, e quel che più mi rimarrà impresso sarà il suo approccio scientifico alla materia psichedelica. Hoffman sperimentò su di sé l'effetto dell'Lsd, descrisse i suoi effetti come "un incredibile senso di irrequietezze associato a uno strano stordimento", disse di "aver sperimentato un flusso ininterrotto di immagini fantastiche, forme meravigliose con giochi caleidoscopici di colori straordinariamente intensi". Fu la scoperta di un mondo interiore fino allora sconosciuto a noi occidentali, l'apertura di quelle porte della percezione che costò la vita a tanti giovani. Hoffman, nel corso della sua esistenza, non ha mai visto di buon occhio l'uso delle sostanze lisergiche come droghe e ne ha sempre condannato l'abuso, come dovrebbe fare ogni persona dotata di buon senso. Se n'è andato alla veneranda età di 102 anni, a testimonianza che certe sostanze, se prese con la dovuta cautela e con una testa sgombra da cattivi pensieri, possono essere d'aiuto invece che distruggere.

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lunedì, 31 marzo 2008

L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE – Venerdì sera sono stato a Porto San Giorgio, a un incontro organizzato dalla Sinistra Arcobaleno al quale ha partecipato anche Piero Sansonetti. Tutto molto interessante, al di là del clima elettorale che, francamente, mi disgusta sempre, anche quando mi trovo tra amici, o meglio, tra compagni. Oltre al direttore di Liberazione c’erano dei candidati consiglieri comunali e deputati, uno di questi, non ricordo quale, ha avuto l’occasione per criticare le frasi sulla mafia pronunciate da Walter Veltroni, bollandole come stupide e banali. Non è che avesse torto marcio, perché uno che dice di non volere i voti della malavita dice una cosa ovvia, però si trattava di un messaggio. Ed è questo che la sinistra (quella vera, non l’altra, quella annacquata dal “si può fare”) non riesce a capire: per vincerle le elezioni, bisogna comunicare, anche attraverso slogan e frasi che possono apparire idioti. Messaggi, appunto, dallo scarso valore pratico ma efficaci per propagandare in poche parole i propri valori di fondo. Veltroni sarà anche banale ma conosce il modo di comunicare, noi, invece, sappiamo solo come si fa a prenderlo in quel posto.

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martedì, 25 marzo 2008

ORA E SEMPRE, VIVA L’ASFALTO – Dalle mie parti è morto un ragazzo di 19 anni: un sorpasso azzardato, un frontale, la vita che saluta e se ne va via. Il giorno dopo, sui giornali, politici e amministratori locali, di destra e di sinistra, hanno emesso la sentenza: per evitare incidenti simili, quella strada deve essere allargata. Nessuna parola sulla dinamica dell’accaduto, men che meno sullo spericolato sorpasso del ragazzo. Lo show deve continuare, guai a dire che bisogna andare piano e rispettare il codice stradale, troppo pericoloso. Meglio continuare a far girare l’economia appaltando lavori ai professionisti dell’asfalto. Con buona pace di chi continuerà a rischiare la propria incolumità su scatolette di ferro veloci quanto la morte.

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mercoledì, 19 marzo 2008

FREE LIECHTENSTEIN! L’alternativa c’è, ai barbari ministri delle finanze tassatori, che cercano l’applauso dei popoli da essi rapinati con imposte eccessive consegnando loro elenchi di presunti furbi privilegiati, che le evadono. Loro agiscono come il Terrore che tagliava le teste tra gli applausi delle tricoteuses. Ma l’alternativa c’è (…). Insieme ai cosiddetti “paradisi fiscali” che vengono descritti con lo stesso disprezzo che Saint Just riservava alla Coblenza dei nobili emigrati, il Granducato (del Liechtenstein) è considerato dall’UE alla stregua della più terribile minaccia (…). Usare i servizi segreti per violare leggi del Liechtenstein è l’equivalente – in tempi di globalizzazione e cioè di libertà di movimento dei capitali – che scatenare le divisioni del Terzo Reich contro le libertà dei regni del Belgio e dell’Olanda. I paradisi fiscali lavorano anche a favore di noi poveracci che le tasse le paghiamo sino all’ultimo euro.

Oscar Giannino, Libero, 28 febbraio 2008.   

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martedì, 11 marzo 2008

GIORNALISTA CONTRO CANTANTE – Su Blob ho visto una scena curiosa, presa dall’ultimo festival di Sanremo. Era una litigata tra il giornalista Mario Luzzato Fegiz, famoso per aver recensito su di un giornale un concerto che non si era mai tenuto (Diana Ross a Firenze), e Toto Cutugno, noto, invece, per la bruttezza delle sue canzoni. Uno contestava all’altro di non saper cantare, l’altro rispondeva rinfacciandogli di avergli chiesto un’infinità di volte di portarlo in Russia con lui. E Fegiz, sconsolato, ha fatto notare a tutti che Cutugno aveva sempre rifiutato. Mi sa che i due si sono scontrati proprio per questo: tu non mi porti in tournee, io ti attacco. È la fotografia del giornalismo italiano: se mi fai un favore contraccambio, altrimenti nisba. Alla faccia della deontologia.  

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mercoledì, 05 marzo 2008

UN PO’ DI NOSTALGIA – Ieri dovevo scrivere un pezzo e avevo bisogno di un sito internet, che però era fuori uso. Sono stato così costretto a consultare dei vecchi giornali cartacei, sfogliarli, cercare quel che mi interessava tra mille notizie, guardare per bene, mettermi ad annusare le notizie come fossi un segugio. Mi sono sentito improvvisamente catapultato ad alcuni anni fa, quando la rete non esisteva e bisognava ingegnarsi, il che significava prendere appunti in continuazione, costruire un proprio archivio in modo minuzioso e preciso, riempire le agende di note e notarelle. Sembra passato un secolo, invece è solo l’altro ieri. Forse ho esagerato con il titolo del post, nel senso che non si può avere una nostalgia eccessiva di quei taglia e incolla fatti realmente con forbici e materiale adesivo, però almeno c’era il gusto di mettersi a cercare, di tenere in allenamento la giovane marmotta che è in noi. Ora è tutto più facile, per fortuna. E nel caso internet dovesse spirare all’improvviso, almeno saprei come non uscire pazzo.

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martedì, 04 marzo 2008

TIBET, TIBET, RAISE YOUR FLAG! – Non so cosa pensiate di Bjork, la cantante islandese. Io credo sia brava, anche se gli ultimi suoi lavori li trovo un po’ troppo pretenziosi, che è un modo gentile per dire che sono pallosetti alquanto. Però mi sta simpatica. In un’epoca in cui chi tocca le contraddizioni della Cina muore, nella quale addirittura, come è successo in Gran Bretagna, si arriva a invitare gli atleti che andranno alle Olimpiadi di Pechino a non occuparsi di altro che non sia lo sport e a evitare il Dalai Lama neanche si trattasse di un lebbroso, una che urla al pubblico di Shangai “Tibet, Tibet, raise your flag!” merita il massimo rispetto. Di solito le rockstar parlano solo dopo l’approvazione del loro ufficio stampa, lei ha avuto le palle di dire quello che pensava, giocandosi così il mercato cinese e circa un miliardo di consumatori. Chapeau!  

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martedì, 19 febbraio 2008

MAI PIÙ SENZA – I bicchierini luminosi, l’orsetto da microonde in pula di grano, la pistola cambia canali tv, la carta igienica sudoku, il contapassi parlante, la pompetta per arrosti, il macina pepe elettrico con luce… Sono solo alcune delle novità del catalogo della D-mail. Mi arriva ogni tanto per posta, per altro non so per quale motivo, visto che non l’ho mai richiesto. So solo che le sue pagine sono piene di prodotti inutili e dannosi per il nostro pianeta. Ho letto un paio di giorni fa su di un giornale che in mezzo all’oceano Pacifico ci sono un paio di isolotti, quello più grande è vasto quanto il Texas, composti da rifiuti, in maggior parte plastici. È una notizia bomba, e a quanto pare vera, ma non ne parla quasi nessuno, figuratevi se aziende come la D-mail possano vedere di buon grado la diffusione di questo tipo di informazione: meglio consumare e non pensare ad altro.    

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mercoledì, 13 febbraio 2008

VIVERE A LUNGO? NO, GRAZIE! – Stamattina, su Radio 24, ho potuto ascoltare uno spezzone di Porta a Porta in onda ieri sera. Bruno Vespa ha incontrato il candidato premier Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) che, al di là delle sue ricette per curare l’Italia, ha spiegato uno dei suoi obiettivi: portare l’uomo a vivere senza troppi problemi fino all’età di 120 anni. Io spero che un’ipotesi del genere non si verifichi mai e mi chiedo perché un essere umano debba vivere così a lungo. Sarebbe peggio di una condanna e forse, ma dipende dai metodi che verranno proposti, una vera e propria manipolazione della natura. Io sono convinto che  per vivere bene e a lungo basterebbe lavorare poco, leggere spesso, tenere allenato il cervello, ridere, camminare, guardare il meno possibile la televisione, fare l’amore come ricci, darsi agli altri, evitare pericoli come l’alcol e il tabacco. Non credo siano queste le idee del centrodestra. Un motivo in più per non votarli nemmeno questa volta.    

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giovedì, 31 gennaio 2008

UN GIORNALISTA DA DIMENTICARE - Si chiama Giuseppe Maniaci, ha 55 anni, svolge la professione di giornalista e dirige una piccola televisione di Partinico, piccolo centro ad alta densità mafiosa in provincia di Palermo. Qualche giorno fa i soliti noti lo hanno picchiato, diretta conseguenza delle sue inchieste su cosa nostra, ma lui ha voluto comunque andare al lavoro, nonostante le ossa rotte gli urlassero di non farlo. Andate su You Tube e guardatelo quant'è goffo, poco televisivo, non si capisce cosa ci faccia di fronte a una telecamera accesa un volto così, che non bucherebbe lo schermo nemmeno con un cannone. Guardateli, invece, i mezzobusti delle emittenti serie in tutto il loro splendore, quelli entrati nel mondo del giornalismo grazie a qualche protezione politica, quelli che per compiacere i propri padroni confezionano notizie in ginocchio e leggono le veline con voce stentorea, stando ben attenti a non sbagliare nemmeno le virgole. Sono gli stessi che si divideranno gli ambiti premi giornalistici dei quali è piena l'Italia, che intascheranno un Telegatto e poi si applaudiranno da soli, fieri di avere un padrone che li difende. Giuseppe Maniaci sarà dimenticato in fretta, magari dopo una o più comparsate in qualche show televisivo, come un qualsiasi fenomeno da baraccone che si rispetti, poi su di lui scenderà l'oblio. E la casta dei giornalisti riprenderà a vivere normalmente.   

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mercoledì, 30 gennaio 2008

MASTELLEIDE - Questo roba, presumibilmente un articolo tratto da chissà quale giornale, me l'ha mandata un amico via e-mail. Non so dove l'abbia presa, potrei  fare una ricerca su di un motore di ricerca per scoprire l'arcano ma ho troppo sonno, comunque è interessante e molto istruttivo. La firma è di Mauro Montanari.

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati hanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora - direte voi - un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi. Che farà? Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.
Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.
Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del  Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!
Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo nell'aprile del 2006. Da allora - assicura l'editore - non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne(4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella
 .

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lunedì, 28 gennaio 2008

UN PO' DI POPOLARITÀ - Quel che mi è successo venerdì scorso ha davvero dell'incredibile. Stavo camminando lungo una via della mia città quando sento uno che mi chiama per poi vederlo avvicinarsi, uno mai visto in vita mia: "Giuseppe - dice con un fare infervorato - è dal 1965 che leggo (cita una delle  testate con le quali collaboro) e sono davvero felice che lei (già, mi dava del lei...) sia una delle sue firme. La seguo sempre, complimenti, avrei piacere di stingerle la mano" e via così, neanche fossi Bruce Springsteen o, per rimanere in tema, Bruno Vespa (ehm...). Io ero imbarazzatissimo, non sapevo cosa rispondere, mi sembrava una scena da film, al limite uno scherzo. Invece no, quel signore era sincero e devo dire che, shock iniziale a parte, la cosa mi ha fatto piacere, anche perché, in tanti anni di disonorata carriera ho ricevuto solo (metaforici) sputi dai miei lettori e/o critici. Adesso aspetto con impazienza che si costituisca un fans club a mio nome, mi sembra il minimo, no?    

 

 

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venerdì, 25 gennaio 2008

L'IMMAGINE DELLA DISFATTA - Gli organi di informazione, in queste ultime ore, si sono dannate per descrivere al meglio quello che è accaduto ieri al Senato. Foto con gente che sputa, interviste, dichiarazioni, opinioni: c'era un po' di tutto oggi in televisione, in radio, sui giornali e in rete. Eppure bastava poco per riassumere una giornata così convulsa, sarebbe stata sufficiente l'immagine proposta poco fa del Tg2: Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) a passeggio sotto braccio con Stefania Craxi. Sono già tornati, anzi, non se ne sono mai anda