Fedele alla linea

Ovvero: la fissità tipica dell'ottuso.
martedì, 27 maggio 2008

SANTO NUCLEARE - E va bene, torniamo all'energia nucleare, è d'accordo anche la chiesa cattolica. Nei giorni scorsi, anche il cardinale Martino si è espresso in suo favore, quindi siamo a posto. Resta da capire cosa c'entrino i vertici vaticani con le scelte energetiche del nostro Paese. Non sarà mica che Cristo si è fermato a Chernobyl anziché a Eboli? 

postato da giuseppecatani alle ore 15:27 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, ambiente, chiesa, economia, scienze, energia, religioni, consumi


martedì, 13 maggio 2008

C’È CHI TI DÀ ENERGIA E CHI LA PORTA VIA – Mentre si fanno commenti sulla cosiddetta aria nuova che spira per il Paese, una mia ragazza di mia conoscenza che gestisce una palestra ha avuto la cattiva idea di cambiare il gestore dell’energia. Le hanno garantito che il passaggio sarebbe stato automatico, quindi indolore. Morale della favole: è senza luce dallo scorso venerdì. E ha detto che rinuncia a metterci l’avvocato perché tanto è tempo perso. Dove sta quest’aria nuova?

   

postato da giuseppecatani alle ore 20:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, energia, italia meravigliosa


giovedì, 10 gennaio 2008

QUELL'1% IN MENO - Io leggo i giornali, ascolto la radio, navigo in rete e vedo anche un po' di tv. E quindi so tutto: so chi sono i sospettati dell'omicidio di Chiara e dell'inglesina, so cosa hanno detto Schifani e Rizzo alle 18,43 di ieri, so cosa ha fatto Paris Hilton nell'ultimo fine settimana, so anche che è uscito l'ultimo, imperdibile film con Will Smith. Ban Ki-Moon, il segretario generale dell'Onu, cioè una delle persone più importanti del mondo, ha affermato che per evitare il surriscaldamento e la conseguente fine del pianeta e della razza umana "occorre ridurre il Pil mondiale dell'1% annuo, per svariati decenni". Lo ha detto tanti giorni fa ma l'ho letto su di un solo giornale, la televisione non ne ha fatto cenno e nemmeno le radio, almeno quelle mainstream. Perché?  

postato da giuseppecatani alle ore 15:52 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, ambiente, economia, televisione, radio, giornalismo, energia, informazione


venerdì, 06 aprile 2007

AVEVA RAGIONE LUI

Il pianeta terra sta per andare al tappeto. Colpa dell'inquinamento, dello spreco di energia. Che produrranno effetti a cascata, con crescenti migrazioni dai paesi e dai continenti affamati verso l'occidente e conseguenti squilibri economici e sociali. Che stiamo rischiando grosso se ne sono accorti tutti: i ricchi, i poveri, quelli di sinistra e quelli di destra, i vecchi capitalisti (gli americani) e quelli nuovi (i cinesi). Vedremo se e quando cambierà il modello di sviluppo umano, basato sulla rapina delle risorse terrestri. Io dei dubbi ne ho, e pure tanti. Anche perché, un paio di secoli dopo, saremo tutti costretti a dare retta al filosofo più vilipeso degli ultimi anni: Karl Marx. Che aveva previsto tutto, spiegando che lo sviluppo del capitalismo possiede la tendenza a produrre nuovi fenomeni di impoverimento e, in particolare un crescente distacco tra ricchi e poveri. Ce la vedete la banda Bush a dire "Aveva ragione quello lì"?

postato da giuseppecatani alle ore 20:54 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, ambiente, economia, energia


lunedì, 19 marzo 2007

MA IL CIELO È SEMPRE PIÙ BLU

Venerdì sera, in attesa dell'autobus che mi riporta a casa dopo il lavoro, ho guardato il cielo e visto qualcosa di strano, quasi di anormale. Nel senso che il firmamento era di un blu di una bellezza inimmaginabile, di un fascino impossibile da descrivere. Mi sono chiesto perché non l'avessi mai notato prima quel cielo che sembrava chiedere attenzione, poi, però, ho capito che non ero colpa della mia distrazione. È bastato volgere di qualche centimetro lo sguardo per accorgersi che in centro storico non funzionava la corrente, e che tutti i lampioni erano spenti. La verità è che siamo noi umani a negarci certi spettacoli, a rinunciare alla bellezza della natura, in nome dello sfruttamento selvaggio, e spesso senza senso, dell'energia. Una volta entrato nel bus, mi sono seduto e ho pensato ad altro.    

postato da giuseppecatani alle ore 15:55 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: riflessioni, ambiente, energia, consumi


venerdì, 03 novembre 2006

C'È CHI TI DÀ ENERGIA E CHI LA PORTA VIA

Meglio starmene lontano dal televisore la domenica. Che poi guardo Report e mi incazzo, mi convinco che il mio paese è molto più arretrata di quanto possa pensare, che la nostra classe politica è piena di inetti scaldapoltrone, da destra a sinistra passando per il centro. L'ultima puntata (di Report, appunto) l'ho vista solo ieri, videoregistrata. Hanno fatto vedere come fanno in Germania (in Germania!) a sfruttare l'energia del sole, a costruire case che non hanno bisogno del riscaldamento. E poi il modo in cui noi, in Italia, abbiamo preso per scemo il premio Nobel Carlo Rubbia, che ora sta dando una mano alla Spagna nell'uso intelligente (a costo zero e non inquinante) dell'energia alternativa. E nel bel paese? Tutto sotto controllo: il ministro all'ambiente Pecoraro Scanio continua a non contare una cippa e i nostri petrolieri si arricchiscono sempre di più. Continuiamo così!
postato da giuseppecatani alle ore 15:47 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, ambiente, televisione, energia


venerdì, 05 maggio 2006

ANCORA NUCLEARE

Il neo segretario della Cisl, mi sembra che si chiami Giuseppe Bonanni (non lo faccio apposta a non ricordare i nomi come Emilio Fede, è che non mi va di andare sul motore di ricerca a controllare...) è stato dalle mie parti, a Senigallia, a partecipare a un convegno su non so cosa. E ha detto, udite udite, che l'Italia, per risolvere il deficit energetico, farebbe bene a tirare di nuovo fuori l'opzione nucleare. Anche se, anni fa, c'è stato un referendum molto chiaro in proposito. Io sarei anche d'accordo, a patto che le centrali le costruissero nella sua città (di Bonanni, intendo) e le scorie le sotterrassero nel suo giardino (tanto che vuoi che sia, un centinaio d'anni e il pericolo di radiazioni svanisce). Stupisce che un leader sindacale si metta a parlare di certi argomenti evitando discorsi tipo: risparmio energetico, sfruttamento del sole, del vento, riciclaggio. No, è meglio rischiare la vita invece di cambiare le nostre pericolose abitudini. Secondo la sua opinione, certo, e secondo l'opinione di tantissimi altri, purtroppo. Stupiti che in campagna elettorale non si sia mai parlato d'ambiente? Io no, proprio per niente.

postato da giuseppecatani alle ore 21:01 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, economia, energia


mercoledì, 22 marzo 2006

ACQUA

Ci ricordiamo di giornate assurde, come quella di San Valentino. Addirittura gli appassionati di calcio anti-interisti  festeggiano il 5 maggio, giorno della debacle neroazzurra a Roma di qualche anno fa. Oggi è la giornata dell'acqua, eppure non è che i media si siano sforzati tanto per ricordarcelo. Forse perché noi, qui nel grasso occidente, non sentiamo il problema. Ci basta aprire un rubinetto e via, il prezioso liquido scende in quantità industriali, in dosi così massicce che possiamo anche sprecarlo, per lavare l'auto, per esempio. Dimenticando che oltre un miliardo e mezzo di persone non posseggono l'accesso all'acqua potabile, in due miliardi e mezzo non ne hanno abbastanza per soddisfare le proprie esigenze igieniche. Più o meno, un abitante del pianeta su due si trova in grossa difficoltà da questo punto di vista, tanto che la mancanza d'acqua costa la vita a cinque milioni di persone l'anno, tra cui 5000 bambini. Esistono diversi modi per limitarne l'uso e a
lcuni comportamenti per evitare sprechi  sono alla portata di tutti nella vita quotidiana. Fondamentale tenerli a mente e farli imparare alle nuove generazioni. Cose come realizzare impianti idrici a due tubi per uso civile, l'uno per convogliare l'acqua potabile di qualità migliore, l'altro per alimentare il resto del fabbisogno domestico; usare gli sciacquoni a leva invece che a pulsante; fare la doccia invece del bagno, sapendo che una doccia di due minuti richiede 25 litri d'acqua contro i 90 di un bagno; lavare frutta e verdura in bacinella invece che sotto acqua corrente; azionare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico; chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti o ci si rade. Basta davvero poco per razionalizzare il consumo di un bene che con il passare degli anni si farà sempre più raro. Qualche scienziato dice che la prossima guerra sarà per l'acqua e non per il petrolio: difficile dargli torto.


postato da giuseppecatani alle ore 15:54 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, economia, energia, consumi, informazione


giovedì, 16 febbraio 2006

CONSUMARE DI MENO È POSSIBILE

 

Due anni fa la firma del trattato di Kyoto. Oggi, come lo scorso anno, il programma di Radiodue Rai Caterpillar, al grido di Mi illumino di meno, ha festeggiato la giornata del risparmio energetico. Come già spiegato nel post del 23 gennaio, i conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello hanno chiesto ai loro ascoltatori di fare un atto concreto per risparmiare energia. Così si è partiti dallo spegnere gli stand-by degli elettrodomestici casalinghi fino all'oscuramento di vari monumenti di rilevanza nazionale, come l'Arena di Verona o la Madonnina di Milano. Ed è stato un grande successo: a partire dalle 18, orario di inizio del programma, i consumi di energia in Italia si sono ridotti dell'oltre il 5%, in pratica è come se avessimo spento l'intera regione Marche, come se avessimo rinunciato a due centrali elettriche. Un risultato davvero clamoroso, la dimostrazione che, cambiando le nostre abitudini, si può salvaguardare l'ambiente. Alla faccia di chi rivuole il nucleare. Nessuno, in questa campagna elettorale, parla di risparmi: tutti concentrati a scovare nuovi modi di aumentare il Pil. Non dobbiamo sorprenderci se in Italia non decollano le energie alternative. Abbiamo una classe politica vecchia, ancorata a schemi che stanno per essere sorpassati. Solo che non se ne sono ancora accorti. Intanto impariamo a spegnere gli stand-by, a non accendere la luce quando non necessario, a rinunciare a un grado del riscaldamento e indossare una maglia in più, a fare fotocopie fronte-retro. Sono tra le poche cose che possiamo fare e non sono nemmeno difficili da realizzare.

 

 

postato da giuseppecatani alle ore 21:13 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: politica, riflessioni, radio, energia, consumi


lunedì, 23 gennaio 2006

MI ILLUMINO DI MENO

Il nostro paese consuma molta più energia rispetto a una ventina di anni fa. Non ho dati precisi in proposito, ma basti pensare a come siano cambiate le abitudini di noi italiani in questo ultimo periodo: il possesso di telefoni cellulari, di personal computer, l'aumento delle auto in circolazione, così come quello delle case di civile abitazione e di uffici vari, con i rispettivi termosifoni funzionanti d'inverno e di condizionatori nella stagione estiva. Così la nostra produzione di energia comincia a diventare insufficiente, con importazioni dall'estero e tutti i problemi connessi. Non solo per ciò che riguarda la bilancia dei pagamenti: l'aspetto più grave della faccenda è l'inquinamento atmosferico e tutto ciò che ne consegue. Qualcuno vorrebbe resuscitare il nucleare, nonostante Chernobyl e un referendum che lo ha messo fuori gioco qualche anno fa. Guai a parlare di energie alternative, è come nominare il diavolo, evidentemente ci sono troppi interessi che ne impediscono lo sviluppo.
E allora? Allora bisogna consumare di meno, partendo dalle nostra abitudini sbagliate: l'uso eccessivo dell'automobile, quello sbagliato di cellulari e altri elettrodomestici, il non spegnere lo stand by di televisioni e computer... Di correzioni nella nostra vita beata di consumisti ce ne sarebbero da apportare. Per questo il programma di Radio Raidue Caterpillar (il link è nell'apposita colonna qui a fianco) lancia il secondo appuntamento con Mi illumino di meno, una giornata (quella del prossimo 16 febbraio, data dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto) che chiama a raccolta tutti gli ascoltatori affinché si adoperino a risparmiare la maggiore quantità possibile di energia nel corso delle 24 ore. Come è già successo il 16 febbraio del 2005, si potrà partecipare come semplici cittadini, come scuole, come comuni, province, regioni, aziende, negozi, uffici, squadre sportive, radio, industrie, tv, condomini, edicole, monumenti, opifici, musei, cinema e altro. Quello che chiede Caterpillar è di trovare un modo affinché il 16 febbraio si riesca a convincere più gente possibile a risparmiare energia. Le trovate più geniali, gli eventi più spettacolari, i gruppi di risparmio più numerosi e incisivi saranno poi raccontati in diretta su Caterpillar fino al 16 febbraio. Con la speranza che il risparmio di un giorno diventi il risparmio di tutta una vita. 

 

 

postato da giuseppecatani alle ore 23:34 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: radio, energia, consumi


Chi sono

Blogger: giuseppecatani
Nome: Giuseppe Catani
Un tuffatore. Che rinasce ogni volta dall'acqua all'aria. Il mio contatto messenger è catanga@freemail.it.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte