SANTO NUCLEARE - E va bene, torniamo all'energia nucleare, è d'accordo anche la chiesa cattolica. Nei giorni scorsi, anche il cardinale Martino si è espresso in suo favore, quindi siamo a posto. Resta da capire cosa c'entrino i vertici vaticani con le scelte energetiche del nostro Paese. Non sarà mica che Cristo si è fermato a Chernobyl anziché a Eboli?
IL MINISTRO E
ABBASSO BARBIE - Lungi da me prendere le difese di un regime totalitario e confessionale come quello iraniano. Ma se Ahmadinejad o qualche ayatollah a caso dice di non volere più sul proprio suolo i giocattoli occidentali a me non scappa da ridere, anzi. Perché la colonizzazione ormai non si fa con i bombardieri o i carri armati ma attraverso l'ideologia e l'economia. Pensiamoci bene: Barbie ha davvero qualcosa a che fare con la società iraniana o con quella orientale in genere? Va bene, mettere i bastoni tra le ruote dei liberi scambi commerciali significa isolarsi dal resto del mondo, però in questo caso ci sono due pesi e due misure: da una parte c'è un'economia fortissima, quella occidentale, che gioca su di un piano privilegiato, forte com'è di una struttura di marketing fortissima, capace di venderci anche la cacca, se solo lo decidesse (cosa che tra l'altro accade realmente: i panini della Mc Donald's non sono forse merda allo stato puro?), dall'altra una serie di abitudini e di tradizioni messe in seria discussione da un modello di vita che si sta rivelando vincente anche se a un prezzo altissimo. Quello dell'inquinamento, della scomparsa dei diritti e della dignità dell'uomo e, soprattutto, quello dell'omologazione. Ben venga chi resiste allo strapotere del dollaro e alla piattezza culturale, anche se arriva da un luogo dove, poco ma sicuro, non è bello vivere.
DAGLI AL POVERELLO - Ad Assisi è vietato mendicare nell'area attorno ai luoghi sacri, praticamente dappertutto. Molto meglio vedersi attorno signore vestite con pellicce insanguinate o turisti con addosso indumenti assemblati da qualche schiavo del sud del mondo. Chissà cosa ne potrebbe pensare il poverello per eccellenza, san Francesco (d'Assisi).
IL VALORE DEI SOLDI - Non ho voglia di interpretare la parte di quello scandalizzato dai guadagni della gente dello spettacolo. Non ora almeno. Però quanto diavolo deve guadagnare un artista di serie B (trattandosi di Pupo potremmo retrocedere fino alla C, se non nell'interregionale...) per permettersi di saldare un vecchio debito con tanto di interessi staccando un assegno di 100.000 euro? Io, di soldi, così tanti non ne vedrò nemmeno se mi danno tre vite.
MERITO SUO – “L’Expo a Milano? Merito mio: ho chiamato personalmente tutti i capi di stato per convincerli”. Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) dixit. Rimane da capire come mai, nel 2004, quando era presidente del consiglio, l’Expo andò a finire a Saragozza invece che a Trieste. Forse ha trovato sempre occupato, oppure aveva una tariffa non conveniente per le telefonate all’estero.
FREE LIECHTENSTEIN! – L’alternativa c’è, ai barbari ministri delle finanze tassatori, che cercano l’applauso dei popoli da essi rapinati con imposte eccessive consegnando loro elenchi di presunti furbi privilegiati, che le evadono. Loro agiscono come il Terrore che tagliava le teste tra gli applausi delle tricoteuses. Ma l’alternativa c’è (…). Insieme ai cosiddetti “paradisi fiscali” che vengono descritti con lo stesso disprezzo che Saint Just riservava alla Coblenza dei nobili emigrati, il Granducato (del Liechtenstein) è considerato dall’UE alla stregua della più terribile minaccia (…). Usare i servizi segreti per violare leggi del Liechtenstein è l’equivalente – in tempi di globalizzazione e cioè di libertà di movimento dei capitali – che scatenare le divisioni del Terzo Reich contro le libertà dei regni del Belgio e dell’Olanda. I paradisi fiscali lavorano anche a favore di noi poveracci che le tasse le paghiamo sino all’ultimo euro.
Oscar Giannino, Libero, 28 febbraio 2008.
I SOLITI BOOM – Il festival di Sanremo non lo vedo da tempo immemorabile, però guardo Blob e, quando mi ricordo, ascolto
PLIS, VISIT AS! – C’era scritto che Pesaro è la patria di Gioacchino Fellini, che c’è una città in Liguria che si chiama San Remo (e non Sanremo), che l’Abruzzo non ha uno sbocco sul mare, che il Monte Rosa si trova in Lombardia. Peccato che l’abbiano chiuso il mitico portale Italia.it, ideona dell’ex (per fortuna) ministro Francesco Rutelli. Ci rimarrà l’odore di 45 milioni di euro buttati nel cesso e un video ormai nella storia del trash: ve lo ricordate l’inglese maccheronico (o cicorionico?) di Cicciobello? “Plis, visit as…”. Un culto per Blob, un incubo per tutti noi.
UNA PROPOSTA INTERESSANTE - Premessa: a me L'Espresso piace, a parte le pagine degli spettacoli, inutili e dannose portatrici sane di marchette e niente più. Però le loro inchieste sono interessanti, e poi c'è Giorgio Bocca che, da solo, vale il prezzo in copertina. Proprio qualche giorno fa,L'Espresso mi ha scritto e mi ha proposto un abbonamento a condizioni pazzesche: 39 euro per un anno anziché 145,60, il che equivale al 73% di sconto e a ricevere il giornale gratis per otto mesi. E, in più, mi regalano pure un atlante. Come si fa a dire no? Non lo so, però ho rifiutato. Perché mi sono messo a pensare ad altre testate che versano continuamente in condizioni di emergenza, con un centesimo di inserzioni pubblicitarie dei giornali patinati, che un aiuto lo meritano a prescindere. Penso al Mucchio Selvaggio, al quale sono abbonato da anni: 50 euro per 11 numeri, praticamente risparmio 5 euro. Ma, almeno, la cosa mi fa felice.
QUELL'1% IN MENO - Io leggo i giornali, ascolto la radio, navigo in rete e vedo anche un po' di tv. E quindi so tutto: so chi sono i sospettati dell'omicidio di Chiara e dell'inglesina, so cosa hanno detto Schifani e Rizzo alle 18,43 di ieri, so cosa ha fatto Paris Hilton nell'ultimo fine settimana, so anche che è uscito l'ultimo, imperdibile film con Will Smith. Ban Ki-Moon, il segretario generale dell'Onu, cioè una delle persone più importanti del mondo, ha affermato che per evitare il surriscaldamento e la conseguente fine del pianeta e della razza umana "occorre ridurre il Pil mondiale dell'1% annuo, per svariati decenni". Lo ha detto tanti giorni fa ma l'ho letto su di un solo giornale, la televisione non ne ha fatto cenno e nemmeno le radio, almeno quelle mainstream. Perché?
IL CIBO DEI POVERI
Ieri, per ragioni che non sto a spiegare, sono stato costretto a sorbettarmi l'edizione di tarda mattinata di Studio Aperto. Pensavo stessero parlando della depressione del 1929, invece no, le notizie riguardavano l'Italia di oggi. Un Paese distrutto dal comunismo, dove milioni, ma che dico, miliardi di persone fanno la fila alla Caritas per una gavetta di minestrone caldo, i suicidi sono all'ordine del giorno e gli affamati, ma solo quelli comunisti, mangiano i bambini. Per descrivere l'Italia di oggi, il Tg di Italia Uno ha fatto ricorso a ogni mezzo, primo tra tutti gli aumenti dei prezzi e la stangata in arrivo con l'anno nuovo. Il tutto incorniciato da un'intervista a una famiglia di Pistoia, la classica famiglia che non arriva alla fine del mese. I due poveracci spiegavano le loro difficoltà di fronte a un televisore al plasma gigantesco (ovviamente con lo stand-by acceso) e mentre lui si lamentava, lei esibiva qualche chilo di fard spalmato a caso sulle guance e un capello mesciato reduce da una seduta dalla parrucchiera.
Nessuno può negare che il nostro Paese stia attraversando un periodo difficile, però qualcuno mi spieghi perché, secondo un'indagine del Sole 24 Ore, la spesa per i prodotti tecnologici, quest'anno, sia aumentata in modo spropositato. Fulminante l'editoriale di Gian Paolo Ormezzano nell'edizione diTuttosport di questa mattina, quando parla dell'anomalia italiana, di "poveri che presto dovranno mangiare i loro cellulari, playstation, I-pod, e del plasma che ormai è soltanto quello per le trasfusioni di televisione".
SONDAGGI E SONDAGGISTI
Non ho mai creduto nel valore dei sondaggi, e non certo perché un giorno è nato Gianni Pilo, le motivazioni sono altre e molto più profonde. E comunque, al di là di tutto, stamattina, sfogliando le pagine di un noto settimanale, ho scoperto che il 20% dei regali che si fanno a Natale sono sbagliati, non adatti o graditi a chi li riceve. La settimana scorsa, su di un quotidiano, ho letto anche che le donne consumano molto più cioccolato al peperoncino degli uomini. Ma io mi domando: come cavolo fanno a sentenziare certe cose i sondaggisti? Non si accorgono che non è difficile accorgersi che le loro percentuali puzzano di falso a un chilometro di distanza? Però, se i giornali certe puttanate i giornali le pubblicano, una ragione ci sarà...
IL CILE È VICINO
Ha ragione Paolo Bonaiuti, quello con la faccia da Nino Taranto che finisce sempre in mezzo ai pastoni dei Tg a dire che il suo capo, Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816), è bravo, bello e intelligente. Come dargli torto quando, come ha fatto stamattina, ha paragonato l'Italia al Cile di Pinochet? In effetti, il dittatore cileno fece cadere il governo di Salvator Allende a forza di scioperi foraggiati dal governo nord-americano, che poi portarono il Paese all'inevitabile collasso finale. A diversi anni e chilometri di distanza, ecco i camionisti, mostri creati da una politica che da sempre privilegia i trasporti su strada, foraggiati da un capo che, guarda caso, è anche deputato di Forza Italia. Già, Roma rischia di diventare come Santiago, in effetti, il discorso di Bonaiuti non fa una grinza.
ITALIANI LENTI
"Amo gli italiani perché siete un popolo non stressato e perché non correte troppo". Beato il Dalai Lama e il modo in cui osserva le cose del nostro Paese. Vada a dire una cosa del genere a Luca Cordero di Montezemolo o ai seguaci dell'innalzamento del Pil a tutti i costi, poi sentirà la risposta.
IL TRIONFO DEL MADE IN ITALY
Ringrazio di nuovo Report, questa volta per aver dimostrato la vacuità del mondo della moda. Spero che nessuno più si riempia la bocca con la favola del made in Italy, in buona parte costruito sfruttando il lavoro in nero dei cinesi e delle varie mafie, come ha dimostrato l'inchiesta di Sara Giannini in onda ieri sera. E spero anche che l'ordine dei giornalisti prenda dei provvedimenti nei confronti di quei seri professionisti dell'informazione che passano il loro tempo a fare pompini ai grandi marchi in cambio di qualche chilo di pubblicità, e non solo di quelli. Rosanna Cancellieri, in un paese serio, starebbe già a zappare le patate in qualche campo coltivabile. Ma ho l'impressione che anche oggi sarà al suo posto, al Tg3, a decantare le gesta del grande stilista di turno in cambio di un paio di scarpe o di qualche capo di abbigliamento gentilmente offerto dalla ditta.
LA CLASS ACTION SECONDO MONTEZ
Per Luca Cordero di Montezemolo, la class action introdotta dal governo Prodi (e favorita da un peone di Forza Italia...) sarebbe una iattura. Perché contro il mercato, perché favorirebbe la fuga delle aziende dal nostro Paese. Quindi denunciare qualcuno che ha agito contro la legge e si è schierato contro i consumatori (leggasi Parmalat e bond argentini) equivarrebbe a schierarsi contro il mercato. Il presidente di Confindustria dovrebbe poi spiegarci il motivo per il quale negli Usa, ovvero la massima espressione del capitalismo assieme alla Cina, c'è la class action e lì le aziende non scappano via. Io glielo avrei chiesto, i giornalisti che stanno attaccati alle sue sottane, invece, non l'hanno fatto.
Mi chiedo perché alcuni rappresentanti del centrosinistra abbiano partecipato alla convention di sabato in difesa della legge 30 quando il programma dell'Unione, che costoro hanno sottoscritto, parla di un superamento della precarietà del lavoro. Mi chiedo anche come si fa a organizzare una convention sulla legge 30 senza invitare i precari. Per capirlo, ecco come ha risposto il prof. Ichino, del quale, peraltro, ho apprezzato molto le posizioni sul pubblico impiego, ad alcune domande di un giornalista di Liberazione, Davide Varì, relative alla posizione lavorativa di Anna, hostess precaria di 53 anni.
- Ichino, cosa deve fare una signora di 53 anni che lavora a chiamata per stabilizzarsi?
- Beh, potrebbe cambiare lavoro!
- A 53 anni?
- I centri per l'impiego sono pieni di opportunità. Ci sono le bacheche dei job-center piene di offerte inevase.
- Lei sa che se la signora Anna salta la giornata non vede i soldi?
- Forse bisognerebbe trovare le risorse per un salario minimo quando è ferma, quando non lavora.
- Dunque, la legge 30 qualche problemino ce l'ha. E allora perché lei è qui a difenderla?
- No, che c'entra, questa è una visione sbagliata del mercato del lavoro. Anche i musicisti d'orchestra lavorano a chiamata eppure vivono dignitosamente.
Forse perché li pagano di più di una hostess, ma Ichino non risponde e se ne va. Sarebbe stato interessante sapere anche quanto ha preso per il suo intervento al convegno, ma è impossibile saperlo. Poi c'è Giuliano Cazzola, presidente del comitato promotore della convention, al quale Varì fa presente la situazione diAnna: "Se la signora non ha un lavoro a tempo indeterminato - spiega Cazzola - non è mica colpa della legge Biagi".
- Allora questa legge, forse, non è sufficiente a tutelare i lavoratori...
- Beh, forse bisognerebbe pensare ad alcune indennità quando una persona si ritrova senza lavoro.
La convention si è conclusa con i saluti del leader dell'opposizione Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816), mentre una marea di precari invadeva piazza San Giovanni a Roma.
IL PAPA COMUNISTA
"Il capitalismo non è l'unico modello valido di organizzazione economica. La vita è una scelta tra egoismo e altruismo, tra logica del profitto e logica della solidarietà". Chi l'ha detto? Il Subcomandante Marcos? Fausto Bertinotti? Fidel Castro? No, Benedetto XVI, il papa comunista. Almeno c'è qualcuno che ha il coraggio di dire che il capitalismo è fallito, che la massimalizzazione del profitto non è l'unica strada percorribile dall'uomo. Sarebbe un discorso perfetto se non fosse che il Vaticano nasconde i soldi dei propri profitti nelle sue banche, e non solo nelle sue, soldi che poi vengono usati, in gran parte, per acquistare beni immobiliari. "Il regno di Dio non è negli edifici di pietra e cemento", recita il Vangelo. Ma queste sono solo parole.