CIAO ALBERT - Nell'unico Tg visto oggi non ne hanno parlato, nei quotidiani on-line non ce n'è traccia. Eppure è morto Albert Hoffman, il chimico svizzero che scoprì l'Lsd. Ho letto molte delle sue cose, e quel che più mi rimarrà impresso sarà il suo approccio scientifico alla materia psichedelica. Hoffman sperimentò su di sé l'effetto dell'Lsd, descrisse i suoi effetti come "un incredibile senso di irrequietezze associato a uno strano stordimento", disse di "aver sperimentato un flusso ininterrotto di immagini fantastiche, forme meravigliose con giochi caleidoscopici di colori straordinariamente intensi". Fu la scoperta di un mondo interiore fino allora sconosciuto a noi occidentali, l'apertura di quelle porte della percezione che costò la vita a tanti giovani. Hoffman, nel corso della sua esistenza, non ha mai visto di buon occhio l'uso delle sostanze lisergiche come droghe e ne ha sempre condannato l'abuso, come dovrebbe fare ogni persona dotata di buon senso. Se n'è andato alla veneranda età di 102 anni, a testimonianza che certe sostanze, se prese con la dovuta cautela e con una testa sgombra da cattivi pensieri, possono essere d'aiuto invece che distruggere.
MADRE MARIA – Amanda Knox, la ragazza implicata nel delitto di Perugia, quello della studentessa inglese, starebbe cantando da giorni, e in modo ossessivo, “Let it be”. Così riportano le cronache dal carcere dove la ragazza nord-americana si trova imprigionata. Le cronache dicono anche che alla base di questa scelta ci sarebbe il testo della canzone scritta e interpretata dai Beatles, notoriamente di carattere mistico. Infatti la “Mother Mary” descritta da Lennon e Mc Cartney nient’altro sarebbe che una suora che dispensa “parole di saggezza”. Già, saggezza con il filtro, si suppone.
COLPA DI UNA SIGARETTA
Francesco Flachi è un calciatore con il vizio della cocaina. Per questa ragione la giustizia sportiva lo ha condannato a uno stop di due anni, respingendo anche il ricorso presentato nei giorni scorsi. Il suo ex allenatore, Walter Alfredo Novellino, ha preso le sue difese, spiegando che "non si può stroncare la vita di uno sportivo per una sigaretta". Come dargli torto? E poi io sono per la droga libera. Ora però devo andare, voglio farmi una bella iniezione di marijuana.
SCENEGGIATE
Droga tagliata male? Pericolo in vista per i cocainomani? Tranquilli, a risolvere il problema ci hanno pensato i giornalisti della Rai. Ieri, sul Tg2 e poi anche sul Tg1, è andato in onda un servizio assolutamente meraviglioso. Interno-discoteca, con vari giovani a ballare e bere intrugli alcolici vari, a un certo punto le telecamere inquadrano, dopo aver provato la scena come minimo dieci volte, il d.j. che, con l'aiuto del microfono, spiega alla massa: "Lasciate stare la droga, pensate e divertirvi". E poi, di fronte al giornalista di turno, aggiunge: "Facciamo sempre questi appelli, e i ragazzi ci danno retta". Come sceneggiata era veramente perfetta, proprio niente da dire. E mi immagino cosa può essere successo non appena la troupe Rai ha preso la via dell'uscita...
HA VINTO L'ETICA
Immagino che la decisione della televisione pubblica tedesca di oscurare il Tour de France sia stata sofferta oltre che ben ponderata. Penso alle pressioni degli sponsor, ai conti da far quadrare, alle proteste degli appassionati delle due ruote. Eppure hanno detto basta a questa parata di tossici, alla grande ipocrisia di uno sport pulito solo di facciata. Hanno detto basta soprattutto al potere milionario delle grandi multinazionali, i cui marchi fanno quotidianamente il loro ingresso nelle case degli appassionati, hanno detto basta al mercato, lasciando trionfare, almeno una volta, l'etica. Gente saggia quella che controlla il tubo catodico pubblico tedesco. Non fosse mai che riuscissero a fare breccia tra i loro colleghi occidentali.
NON LO VOGLIONO
Ho visto atleti di ogni sport mettere su chili e chili di muscoli in tempi che un essere normale non si potrebbe permettere se non con più di un aiutino di qualche pusher. Ho visto uomini e donne correre come ossessi, lanciare pesi come se si trattassero di piume, stare in piedi per novanta minuti alla caccia forsennata di un pallone, pedalare su di una salita in mezzo alle montagne a cinquanta km orari. E non li ho visti solo io: li hanno visti anche chi avrebbe dovuto fermarli in tempo, prima che si suicidassero. Gli stessi che ora non vogliono che un ragazzo senza le gambe gareggi insieme a chi le gambe invece le ha. A non volerlo sono soprattutto gli sponsor, che hanno costruito le loro truffaldine campagne pubblicitarie sulla indispensabilità dei loro prodotti. Ci pensate una grande azienda di scarpe sportive come ci rimarrebbe se Pistorius cominciasse a mettere in fila un avversario dopo l'altro? Farebbero una figura di merda. Per questo non lo vogliono tra i piedi, non per altro. Fatelo fuori quest'australiano, non penalizziamo l'industria sportiva, per carità. A meno che non mettano le mani addossi anche sulle protesi. O diamine: e se lo avessero già fatto?
VIA MUCCIOLI
Sul fatto che qualcuno voglia intitolare una o più vie a Bettino Craxi, ho già detto la mia su di un post, quello dello scorso 5 gennaio (Via Craxi). Ora scopro che, a Rimini, vorrebbero dedicarne una anche a Vincenzo Muccioli. Non credo che il cinghialone e il vecchio guru di San Patrignano possano essere accostabili: troppo diversi tra di loro (autoritarismo a parte), troppo lontane le attività alle quali hanno dedicato la vita. Però, se il sindaco di Rimini dovesse chiedermi un parere (chissà, potrebbe sempre accadere...), allora gli consiglierei di lasciar perdere. Non tanto per il personaggio, che ha diviso l'opinione pubblica per i metodi di lavoro adottati in vita, o per un passato speso a fare il santone con tanto di stimmate sulle mani. Aggiungo pure che, tra le mille contraddizioni della sua esistenza, del bene lo avrà anche fatto, e non poco (e qui mi aspetto l battuta: "già, soprattutto alle sue tasche"...), anche se, personalmente rimango ancorato a una convinzione: che i tossici non hanno bisogno di una comunità di recupero, ma solo di un ospedale, esattamente come un comunissimo malato di fegato. Divagazioni a parte: penso sia ora di smettere di regalare vie e piazze al ricordo di volgari esseri umani. Perché non dedicare la nostra toponosmatica alla pace, all'ambiente, alla natura, agli alberi, alle piante, ai pianeti, alle stelle? Nessuno mai si lamenterebbe se qualche amministratore pubblico intitolasse la piazza della propria città al sole. O almeno credo.
CANNE
Ci sono tante cose che mi sfuggono. Specie quando gli argomenti sono la politica e i politici, le loro dichiarazioni, i loro interventi. Gianfranco Fini, per esempio: uomo di destra, post fascista, nemico delle droghe, quello che vorrebbe arrestare chiunque fosse preso con una canna in mano. Ieri Fini se n'è uscito dicendo di essersi fatto uno spinello in Giamaica, con conseguenze pesantissime, come sentirsi intontito per due giorni. Tralascio la bufala dell'intontimento e mi chiedo: perché? I politici, specie quelli di alto rango come il vice-presidente del consiglio, non lasciano mai nulla al caso, quindi per quale motivo avrebbe fatto un outing del genere? Per attirare gli elettori di destra che di giorno se la prendono con gli spacciatori e la notte, di nascosto, fumano beati? Forse, anche perché di persone così ce ne sono in abbondanza. Una decina d'anni fa curavo una pubblicazione edita dall'amministrazione comunale (di centrosinistra) della mia città, destinata ad un pubblico di giovani. Un numero, io e la mia redazione, lo dedicammo proprio alle droghe leggere. Fu una cosa molta soft, con pagine aperte sia ai proibizionisti sia agli anti. Uscì fuori un putiferio. La destra ci attaccò violentemente, chiese il ritiro del giornale e minacciò denunce. Non accadde nulla di tutto ciò, forse perché proprio quelle persone che chiesero la nostra testa erano (sono) dei discreti (se non grandi) consumatori di sostanze derivate dalla canapa indiana. Cosa a conoscenza di tutta la città, ma loro dovevano recitare una parte, e anche noi, visto che eravamo costretti a far finta di non sapere niente dei loro vizietti privati.
Forse la sparata di Fini serve proprio a sdoganare i voti di questa gente, che ora farà finta di scandalizzarsi, poi se ne andrà in giro dicendo ai più giovani, quelli sul tipo viva Vasco Rossi, che il leader del loro partito non è quell'orco che potrebbe sembrare. Stando ben attenti a farlo sottovoce, per non scandalizzare donna Assunta e la ducia Alessandra.