Fedele alla linea

Ovvero: la fissità tipica dell'ottuso.
mercoledì, 30 aprile 2008

CIAO ALBERT - Nell'unico Tg visto oggi non ne hanno parlato, nei quotidiani on-line non ce n'è traccia. Eppure è morto Albert Hoffman, il chimico svizzero che scoprì l'Lsd. Ho letto molte delle sue cose, e quel che più mi rimarrà impresso sarà il suo approccio scientifico alla materia psichedelica. Hoffman sperimentò su di sé l'effetto dell'Lsd, descrisse i suoi effetti come "un incredibile senso di irrequietezze associato a uno strano stordimento", disse di "aver sperimentato un flusso ininterrotto di immagini fantastiche, forme meravigliose con giochi caleidoscopici di colori straordinariamente intensi". Fu la scoperta di un mondo interiore fino allora sconosciuto a noi occidentali, l'apertura di quelle porte della percezione che costò la vita a tanti giovani. Hoffman, nel corso della sua esistenza, non ha mai visto di buon occhio l'uso delle sostanze lisergiche come droghe e ne ha sempre condannato l'abuso, come dovrebbe fare ogni persona dotata di buon senso. Se n'è andato alla veneranda età di 102 anni, a testimonianza che certe sostanze, se prese con la dovuta cautela e con una testa sgombra da cattivi pensieri, possono essere d'aiuto invece che distruggere.

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lunedì, 11 febbraio 2008

MADRE MARIA – Amanda Knox, la ragazza implicata nel delitto di Perugia, quello della studentessa inglese, starebbe cantando da giorni, e in modo ossessivo, “Let it be”. Così riportano le cronache dal carcere dove la ragazza nord-americana si trova imprigionata. Le cronache dicono anche che alla base di questa scelta ci sarebbe il testo della canzone scritta e interpretata dai Beatles, notoriamente di carattere mistico. Infatti la “Mother Mary” descritta da Lennon e Mc Cartney nient’altro sarebbe che una suora che dispensa “parole di saggezza”. Già, saggezza con il filtro, si suppone.

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martedì, 02 ottobre 2007

COLPA DI UNA SIGARETTA

Francesco Flachi è un calciatore con il vizio della cocaina. Per questa ragione la giustizia sportiva lo ha condannato a uno stop di due anni, respingendo anche il ricorso presentato nei giorni scorsi. Il suo ex allenatore, Walter Alfredo Novellino, ha preso le sue difese, spiegando che "non si può stroncare la vita di uno sportivo per una sigaretta". Come dargli torto? E poi io sono per la droga libera. Ora però devo andare, voglio farmi una bella iniezione di marijuana.

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lunedì, 30 luglio 2007

SCENEGGIATE

Droga tagliata male? Pericolo in vista per i cocainomani? Tranquilli, a risolvere il problema ci hanno pensato i giornalisti della Rai. Ieri, sul Tg2 e poi anche sul Tg1, è andato in onda un servizio assolutamente meraviglioso. Interno-discoteca, con vari giovani a ballare e bere intrugli alcolici vari, a un certo punto le telecamere inquadrano, dopo aver provato la scena come minimo dieci volte, il d.j. che, con l'aiuto del microfono, spiega alla massa: "Lasciate stare la droga, pensate e divertirvi". E poi, di fronte al giornalista di turno, aggiunge: "Facciamo sempre questi appelli, e i ragazzi ci danno retta". Come sceneggiata era veramente perfetta, proprio niente da dire. E mi immagino cosa può essere successo non appena la troupe Rai ha preso la via dell'uscita...

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venerdì, 20 luglio 2007

HA VINTO L'ETICA

Immagino che la decisione della televisione pubblica tedesca di oscurare il Tour de France sia stata sofferta oltre che ben ponderata. Penso alle pressioni degli sponsor, ai conti da far quadrare, alle proteste degli appassionati delle due ruote. Eppure hanno detto basta a questa parata di tossici, alla grande ipocrisia di uno sport pulito solo di facciata. Hanno detto basta soprattutto al potere milionario delle grandi multinazionali, i cui marchi fanno quotidianamente il loro ingresso nelle case degli appassionati, hanno detto basta al mercato, lasciando trionfare, almeno una volta, l'etica. Gente saggia quella che controlla il tubo catodico pubblico tedesco. Non fosse mai che riuscissero a fare breccia tra i loro colleghi occidentali.

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lunedì, 16 luglio 2007

NON LO VOGLIONO

Ho visto atleti di ogni sport mettere su chili e chili di muscoli in tempi che un essere normale non si potrebbe permettere se non con più di un aiutino di qualche pusher. Ho visto uomini e donne correre come ossessi, lanciare pesi come se si trattassero di piume, stare in piedi per novanta minuti alla caccia forsennata di un pallone, pedalare su di una salita in mezzo alle montagne a cinquanta km orari. E non li ho visti solo io: li hanno visti anche chi avrebbe dovuto fermarli in tempo, prima che si suicidassero. Gli stessi che ora non vogliono che un ragazzo senza le gambe gareggi insieme a chi le gambe invece le ha. A non volerlo sono soprattutto gli sponsor, che hanno costruito le loro truffaldine campagne pubblicitarie sulla indispensabilità dei loro prodotti. Ci pensate una grande azienda di scarpe sportive  come ci rimarrebbe se Pistorius cominciasse a mettere in fila un avversario dopo l'altro? Farebbero una figura di merda. Per questo non lo vogliono tra i piedi, non per altro. Fatelo fuori quest'australiano, non penalizziamo l'industria sportiva, per carità. A meno che non mettano le mani addossi anche sulle protesi. O diamine: e se lo avessero già fatto?

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giovedì, 15 marzo 2007

DOSI MINIME

Il TAR del Lazio ha sospeso il decreto Turco c
he innalzava da 500 milligrammi a un grammo la quantità massima di di cannabis oltre la quale scattano le sanzioni penali. Premesso che sono a favore della liberalizzazione di tutte le droghe, mi sono sempre chiesto a cosa servano decreti come quelli della ministra Turco. Voglio dire: o la cannabis, visto che si parla di cannabis, è illegale, e quindi se ne hai tre chili o un centesimo di milligrammo vai dentro, oppure è legale e basta, e ce la fumiamo tutti senza problemi. Mi sembra logico, no?
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lunedì, 15 gennaio 2007

VIA MUCCIOLI

Sul fatto che qualcuno voglia intitolare una o più vie a Bettino Craxi, ho già detto la mia su di un post, quello dello scorso 5 gennaio (Via Craxi). Ora scopro che, a Rimini, vorrebbero dedicarne una anche a Vincenzo Muccioli. Non credo che il cinghialone e il vecchio guru di San Patrignano possano essere accostabili: troppo diversi tra di loro (autoritarismo a parte), troppo lontane le attività alle quali hanno dedicato la vita. Però, se il sindaco di Rimini dovesse chiedermi un parere (chissà, potrebbe sempre accadere...), allora gli consiglierei di lasciar perdere. Non tanto per il personaggio, che ha diviso l'opinione pubblica per i metodi di lavoro adottati in vita, o per un passato speso a fare il santone con tanto di stimmate sulle mani. Aggiungo pure che, tra le mille contraddizioni della sua esistenza, del bene lo avrà anche fatto, e non poco (e qui mi aspetto l battuta: "già, soprattutto alle sue tasche"...), anche se, personalmente rimango ancorato a una convinzione: che i tossici non hanno bisogno di una comunità di recupero, ma solo di un ospedale, esattamente come un comunissimo malato di fegato. Divagazioni a parte: penso sia ora di smettere di regalare vie e piazze al ricordo di volgari esseri umani. Perché non dedicare la nostra toponosmatica alla pace, all'ambiente, alla natura, agli alberi, alle piante, ai pianeti, alle stelle? Nessuno mai si lamenterebbe se qualche amministratore pubblico intitolasse la piazza della propria città al sole. O almeno credo.

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venerdì, 24 marzo 2006

NEL FANGO DEL DIO PALLONE

Se n'è andato anche Giuseppe Longoni. Era un calciatore, giocava con la Fiorentina negli anni '70, nella stessa squadra in cui militavano Bruno Beatrice, Nello Saltutti, Ugo Ferrante. Tutti scomparsi prematuramente, probabilmente a causa del doping. Che, forse, ha miracolosamente risparmiato un altro viola, Giancarlo Antognoni, che nel mezzo della carriera fu colpito da un infarto nel corso di una partita di campionato. Si parla di Sla, di morbo di Gherigh, di farmaci proibiti. Chissà se mai riusciremo a sapere la verità. Nel mondo del calcio si respira un'omertà mafiosa difficile da spezzare. Lo si è visto nel corso del processo per frode sportiva intentato nei confronti della Juve, uno spettacolo di mutismo vergognoso, una serie di "non so" e "non ricordo" che hanno ricordato i maxiprocessi di Palermo. Intanto Fabio Capello ha confessato di aver fatto uso di Micoren, mentre sul versante della Formula 1 Moss, campione degli anni '50, se n'è uscito fuori dicendo che lui e Fangio si facevano di benzedrina ed exedrina. Non c'è nulla di strano, in fondo. Lo sport, quello professionistico, ha le sue regole: quella principale è vincere. Non ci troverei nulla di scandaloso se qualcuno proponesse il doping libero, tanto... Basta mettere le cose in chiaro sin dall'inizio: io ti faccio prendere questa pasticca così per te è più facile arrivare in seria A o in nazionale, però devo avvertirti che potresti morire a 40-50 anni. Una specie di avvertenza, chiara per tutti. E chi ci sta se ne vada a correre come un cavallo in un campo di calcio o in un circuito stradale senza problemi, ricordandosi, però, che la sua vita è appesa a un filo.
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martedì, 31 gennaio 2006

CANNE

Ci sono tante cose che mi sfuggono. Specie quando gli argomenti sono la politica e i politici, le loro dichiarazioni, i loro interventi. Gianfranco Fini, per esempio: uomo di destra, post fascista, nemico delle droghe, quello che vorrebbe arrestare chiunque fosse preso con una canna in mano. Ieri Fini se n'è uscito dicendo di essersi fatto uno spinello in Giamaica, con conseguenze pesantissime, come sentirsi intontito per due giorni. Tralascio la bufala dell'intontimento e mi chiedo: perché? I politici, specie quelli di alto rango come il vice-presidente del consiglio, non lasciano mai nulla al caso, quindi per quale motivo avrebbe fatto un outing del genere? Per attirare gli elettori di destra che di giorno se la prendono con gli spacciatori e la notte, di nascosto, fumano beati? Forse, anche perché di persone così ce ne sono in abbondanza. Una decina d'anni fa curavo una pubblicazione edita dall'amministrazione comunale (di centrosinistra) della mia città, destinata ad un pubblico di giovani. Un numero, io e la mia redazione, lo dedicammo proprio alle droghe leggere. Fu una cosa molta soft, con pagine aperte sia ai proibizionisti sia agli anti. Uscì fuori un putiferio. La destra ci attaccò violentemente, chiese il ritiro del giornale e minacciò denunce. Non accadde nulla di tutto ciò, forse perché proprio quelle persone che chiesero la nostra testa erano (sono) dei discreti (se non grandi) consumatori di sostanze derivate dalla canapa indiana. Cosa a conoscenza di tutta la città, ma loro dovevano recitare una parte, e anche noi, visto che eravamo costretti a far finta di non sapere niente dei loro vizietti privati.
Forse la sparata di Fini serve proprio a sdoganare i voti di questa gente, che ora farà finta di scandalizzarsi, poi se ne andrà in giro dicendo ai più giovani, quelli sul tipo viva Vasco Rossi, che il leader del loro partito non è quell'orco che potrebbe sembrare. Stando ben attenti a farlo sottovoce, per non scandalizzare donna Assunta e la ducia Alessandra.  

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Un tuffatore. Che rinasce ogni volta dall'acqua all'aria. Il mio contatto messenger è catanga@freemail.it.


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