Fedele alla linea

Ovvero: la fissità tipica dell'ottuso.
martedì, 06 maggio 2008

VEDI ALLA VOCE GRATIS – C'è in giro da un po' di tempo una pubblicità della Tiscali che promette la connessione gratuita a internet, con tanto di una camionata di mega. Però, per averla, bisogna sborsare fuori una cifra che, se non ricordo male, è pari a 14 euro e qualcosa al mese, più o meno 150 euro l'anno. Sul vocabolario, su quello che ho a casa almeno, c'è scritto che gratis significa un'altra cosa. Ma forse chi l'ha scritto si è sbagliato.

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martedì, 08 aprile 2008

AMERICANI BOIA - Ero convinto che per cercare un antiamericano doc dovessi accontentarmi della Sinistra Arcobaleno, oppure ripiegare su Sinistra Critica o sul Partito Comunista dei Lavoratori. Povero illuso: i veri nemici dello zio Sam sono tra le fila della Lega Nord. Ho visto un loro manifesto con una foto di un nativo americano accompagnata dal seguente slogan: "Sono arrivati gli immigrati, ora lui vive in una riserva". Contro le basi americane fino alla vittoria finale, ma con il compagno Bossi!  

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lunedì, 07 aprile 2008

CIAO SONO IO… - Ieri, all’ora di pranzo, mi ha chiamato Pierferdinando Casini. “Buongiorno, sono l’onorevole Casini, mi scuso per il disturbo…”, recitava la sua voce registrata. E a quel punto ho buttato giù. L’Udc non sa che ho fatto richiesta alla Telecom di non ricevere telefonate pubblicitarie e simili, come da legge sulla privacy, o più probabilmente lo sa e se ne strafrega. Quel che è certo è che le cose si finisce per capirle dai piccoli particolari.   

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giovedì, 07 febbraio 2008

PLIS, VISIT AS! – C’era scritto che Pesaro è la patria di Gioacchino Fellini, che c’è una città in Liguria che si chiama San Remo (e non Sanremo), che l’Abruzzo non ha uno sbocco sul mare, che il Monte Rosa si trova in Lombardia. Peccato che l’abbiano chiuso il mitico portale Italia.it, ideona dell’ex (per fortuna) ministro Francesco Rutelli. Ci rimarrà l’odore di 45 milioni di euro buttati nel cesso e un video ormai nella storia del trash: ve lo ricordate l’inglese maccheronico (o cicorionico?) di Cicciobello? “Plis, visit as…”. Un culto per Blob, un incubo per tutti noi.

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giovedì, 20 dicembre 2007

QUELL'UOMO È UN GENIO

Prima lo pizzicano in una intercettazione telefonica intento a raccomandare una ballerina all'ex responabile di Rai Fiction Agostino Saccà, cinque minuti dopo eccolo attaccare viale Mazzini, dove "non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato". Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816): un uomo, un genio.

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giovedì, 13 dicembre 2007

SFRUTTAMENTO MINORILE

Una consigliera regionale (parlo delle Marche) del Partito Democratico, ha denunciato la Uil per l'uso di un manifesto raffigurante un bambino con tanto di dito medio alzato, rivolto metaforicamente verso le decisioni della giunta regionale in campo sanitario. Le ragioni della denuncia? Sfruttamento di minore. Non ho visto l'immagine sotto accusa, ma immagino sia stata presa da qualche catalogo pubblicitario di non so chi, oppure dal mare magnum di internet. E, probabilmente, si sarà trattato di un fotomontaggio. Ma non so, tutto può essere, anche che la suddetta consigliera abbia ragione. Però vorrei trovare uno, e me ne basta uno soltanto, che chiami la Rai o Mediaset per lamentarsi di tutti quei programmi, specie di quelli in onda in questo periodo natalizio, che usano i minori per farli parlare, esprimere opinioni, raccontare le cose più disparate al solo scopo di indurli in qualche errore logico-lessicale e far ridere gli adulti. Vedo tutto questo come una cosa umiliante per i bambini-schiavi della televisione, una botta non indifferente per la loro autostima e il loro futuro ingresso nel mondo degli adulti. Ma , purtroppo, i piccoli fanno audience, più o meno come qualche pezzo di coscia di una ballerina di terza fila da esibire nel prime-time.

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martedì, 28 agosto 2007

LA CASTA IN PROVINCIA DI FERMO

Domenica pomeriggio, nella mia città, Porto Sant'Elpidio, c'è stato un incontro tra la candidata alla segreteria del nascente Partito Democratico Rosi Bindi e il giornalista Gian Antonio Stella, l'autore del best seller La casta, il libro scritto con Sergio Rizzo. Purtroppo, per motivi che non sto qui a spiegare, non ho potuto essere presente all'avvenimento ma ho parlato con amici che ci sono stati e letto i giornali. E tanto mi è bastato. Bindi ne è uscita parecchio malconcia, con bordate di fischi al seguito, e questo era prevedibile; meno prevedibili, invece, le proteste che si sono levate dal pubblico non appena i due protagonisti dell'incontro hanno nominato la costituenda provincia di Fermo: "Ma come - ha esclamato Bindi - ma non la volevate?". No, non la volevamo. La volevano i partiti, tutti, da Rifondazione ad An, i politici, anche quelli presenti al dibattito, che in quel momento avrebbero voluto eclissarsi, ma non la gente, non la stragrande maggioranza almeno. Ed è stata l'ennesima dimostrazione di come i partiti non rappresentino che loro stessi, di come siano diventati un centro di potere illimitato che non ascolta più la base. Ci hanno messo in testa che la provincia sarebbe stata essenziale per tutti noi, hanno imbastito una campagna di comunicazione tipo quella usata dagli anglo-americani per giustificare la guerra in Iraq (occidentali buoni, iracheni cattivi; fermani buoni, ascolani cattivi) ma non ci sono riusciti. Perché il sistema che rappresentano ormai si è incancrenito e, forse, sta per essere spazzato via dall'antipolitica, che non è una parolaccia come vorrebbero farci credere ma l'unica speranza per cambiare e liberarci dal marcio che ci invade. A patto di non consegnare le nostre speranza al prossimo salvatore della patria.

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mercoledì, 22 agosto 2007

PAGARE LE TASSE/2

Il governo annuncia di voler alzare la tassazione delle rendite finanziarie e di abbassare quelle sui depositi bancari. E già si è capito quale disastro sarà la campagna di comunicazione del centrosinistra. Nel senso che non riusciranno mai a far capire che è ingiusto che un normale lavoratore paghi il 30% su quel che guadagna e uno che investe il 12,50%. Figuriamoci se saranno in grado di far passare l'importanza della decisione (questa sì davvero popolare e importante) di portare la tassazione dei nostri depositi dal 27% al 20%. Il centrodestra farà un casino del diavolo e i primi a schierarsi con loro saranno i poveracci, che le rendite finanziare non sanno nemmeno cosa siano ma il deposito in banca molto probabilmente ce l'hanno e come. Per quel che riguarda il post di ieri, sono d'accordissimo con l'utente anonimo, specie quando si riferisce alle province. Io credo che la provincia sia l'ente pubblico più inutile che ci sia, assieme alla gran parte della comunità montane e ai vari enti parassitari sparsi per lo stivale. E poi, perché non mettere in discussione il bicameralismo? Discorsi inutili, visto che da Bertinotti a Fini sono d'accordo nel mantenere i propri bacini di voti, rappresentati proprio dalle amministrazioni pubbliche e dai loro addentellati. Solo una cosa, utente anonimo: lo so che non l'hai detto ma, al di là di tutte le incazzature che ci prendiamo ogni giorno, è sempre meglio non mettere in discussione l'importanza del pagamento delle tasse. Certi discorsi possono essere utili ai leader di partito per il mantenimento della loro leadership e della loro immagine, ma sono dannosi per la coesione della nostra società. E permettemi di chiudere con una battuta (non mia): lavorare duro non ha mai ucciso nessuno, ma perché rischiare?  

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venerdì, 17 agosto 2007

VALENTINO A LONDRA

La televisione è il mezzo di comunicazione di massa più controllato dai padroni. È a loro completa disposizione, dalla formazione dei palinsesti fino all'informazione. A dimostrarlo, ancora una volta, il caso Valentino Rossi: il Tg1 e il Tg5 gli hanno offerto uno spazio di circa due minuti, il tempo necessario per difendersi dalle accuse di evasione di tasse cadutegli addosso negli ultimi giorni. Si è trattato di un monologo senza contraddittorio registrato su videocassetta da un regista di fiducia, la stessa tecnica che usò Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) quando "scese in campo", guarda caso proprio sulla scia degli insegnamenti piduisti. Penoso tutto il contorno: il poverino, si fa per dire, è stato costretto a recarsi a Londra per girare la scena, nella casa dove sarà stato sì e no quattro volte (forse non si ricordava neppure dove si trovava), probabilmente arredata in fretta e furia per l'occasione, tanto l'importante è che la gente di fronte al video ci caschi. Ma la cosa più assurda dell'operazione è stata la dichiarazione dell'avvocato del centauro apparsa stamattina sui giornali: "Cosa c'è di male se non c'è stato un contraddittorio? Con chi volete si sia dovuto confrontare? Con un giornalista forse?". Sì, con un giornalista, esatto. E non con un portamicrofono come d'abitudine nella televisione italiana. Intanto Rossi ha anticipato che, da ora in avanti, parlerà solo di motociclismo. Paura, eh?

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lunedì, 25 giugno 2007

SONO CALABRESI

Ho visto lo spot televisivo della regione Calabria, partorito da un'idea di Olivero Toscani. Dice le seguenti cose: "Terroni? I peggiori? Malavitosi? Inaffidabili? Incivili? Ultimi della classe? Sì, siamo calabresi. Gli ultimi saranno i primi". No, dico, ma siamo proprio sicuri? 

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giovedì, 08 marzo 2007

ALLORA NON SONO PAZZO!

Bella serata quella di ieri. Ero a Porto San Giorgio, al teatro comunale, a un dibattito sul tema "Informazione e potere". Presenti, tra gli altri, Marco Travaglio e Roberto Morrione. Si è parlato per un paio di ore delle distorsioni del sistema del giornalismo italiano, del suo modo di essere succube della politica, soprattutto. La cosa che mi ha sorpreso è che tanti degli argomenti sviscerati sono gli stessi di questo blog, e di tanti altri blog che leggo abitualmente in rete: la disinformazione dei Tg pubblici e privati, il vizio dei politici di sfuggire alle domande, la pressione dei partiti su giornali e televisioni, il divieto di parlare di P2 e mafia, se non in modo edulcorato e distaccato. Mi fa piacere di non essere l'unico a pensarla in un certo modo. Resta da capire quando e come le cose cambieranno. Fare uscire i partiti dalla Rai è stata una delle proposte scaturite nella serata. Una vera e propria impresa. Al momento mi basterebbe una campagna per far spegnere a tutti il tubo catodico.
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mercoledì, 07 marzo 2007

L'8 MARZO, UNA QUESTIONE DI PELO

La sinistra non si sa dove è stata e dove sta andando ma, in compenso, la destra è sempre la destra: grezza, ignorante, becera. Ma soprattutto virile e macha. Chiedere conferma ad Azione Giovani (l'organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale) di Biella, che in questi giorni se n'è uscita con un manifesto a dir poco raffinato, che in una caso come questo è sinonimo di agghiacciante. Sotto il titolo a caratteri cubitali, Eteropride, campeggia l'immagine di una fanciulla nuda, presa di spalle, con due chiappe in bella evidenza e le braccia coperte da un paio di lunghi guanti neri. In basso uno slogan: "Questione di pelo...". Bello, ma soprattutto significativo. Ditemi voi: come si fa a non diventare tutti comunisti?
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venerdì, 02 marzo 2007

PAURA EH?

Nel mio armadio non ci sono capi firmati Dolce & Gabbana. Primo, perché non sono ricco; secondo, perché non amo i vestiti strappati; terzo, perché penso sia idiota spendere un pacco di soldi per acquistare vestiti strappati. Però mi è venuto da ridere nel vedere l'ultima campagna pubblicitaria dei due stilisti siciliani. L'avete vista? Si tratta di un manifesto con un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi e altri uomini osservano impassibili la scena. Mi viene da ridere, dicevo, e per un semplice motivo: Dolce & Gabbana sono notoriamente omosessuali, come mai non hanno chiesto ai loro creativi di tirare fuori un'immagine con due machi che si fottono o un paio di assatanate impegnate in un cunnilingus? Paura eh?  

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giovedì, 01 marzo 2007

COMUNICAZIONE

Prendendo ispirazione dagli ultimi commenti apparsi su questo blog, sono assolutamente d'accordo sul fatto che la sinistra non sappia comunicare. Mi ricordo il dibattito televisivo alla vigilia delle elezioni politiche del 1994: da una parte un Achille Occhetto, tristissimo e vestito come Topo Gigio, dall'altra un Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816) splendente e pronto a fornire il meglio del suo appeal. Sappiamo tutti come andò a finire. Io, però, voto e continuerò a votare le persone per le loro idee e i loro programmi, indipendentemente da come bucano il video. Per questo preferisco la vetustà della senatrice Palermi al fondo tinta dei forzisti, lo scarso fascino di grandi vecchi come Pietro Ingrao o Lidia Menapace alla prestanza giovanile di un Miccichè o di una Carfagna. E se mi dicono che a sinistra uno che sa comunicare c'è, e si chiama Walter Veltroni, allora alzo le braccia e cambio discorso.
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Nome: Giuseppe Catani
Un tuffatore. Che rinasce ogni volta dall'acqua all'aria. Il mio contatto messenger è catanga@freemail.it.


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