DINAMO CATANGA ADDIO - Fantacalcio tragico quest'anno: una sola vittoria e ufficializzazione dell'ultimo posto in classifica ricevuta poco fa via e-mail. La mia Dinamo Catanga ha sbagliato tutto, a cominciare dalla cessione di Del Piero dopo poche giornate, o da quella di Amauri nel momento in cui stava raggiungendo il massimo grado di forma, per non parlare dell'acquisto di Borriello, preso proprio quando ha cominciato a non segnare più. Per la terza volta in tre anni, giuro solennemente di dare l'addio a questo gioco bello ma stressante (che i minatori del Sulcis mi perdonino...). Questa volta è tutto vero, lo giuro di nuovo, sulla testa di Luther Blisset.
AMICIZIE PERICOLOSE – Vorrei tanto sapere perché se un calciatore viene intercettato al telefono con un delinquente va subito sulle prime pagine dei giornali, mentre se scoprono che un rappresentante del popolo fa bisboccia con un mafioso bisogna andare a cercare la notizia nella giungla della rete, in fondo a destra, come il cesso. E se uno ha il coraggio di dirlo a tutti si prende pure una querela. Strano, no?
GAY SENZA PALLE - Secondo Luciano Moggi, i gay devono stare il più possibile lontano dal mondo del calcio. Stupido io a pensare che i guai dell'arte pallonara nostrana derivassero da corruttori etero come lui.
L'ULTRÀ CASARINI
Era un po' di tempo che Luca Casarini, il leader delle Tute Bianche, non sparava una cazzata, o meglio, una cazzata di quelle grosse. Stavolta non ha trovato niente di meglio che invitare gli ultras del calcio a una manifestazione contro "l'impunità delle forze di Polizia" da tenere a GenovA. Gli hanno risposto tutti con sonore pernacchie, dagli stessi tifosi fino a Vittorio Agnoletto. Peccato per Casarini, a vedere le immagini dei giorni scorsi gli prudevano già le mani.
ECCO COME SI SALVA IL CALCIO
Confesso che l'idea che sto per lanciare non è mia, l'ho letta tempo fa sulla rubrica della lettere ospitata da Il Mucchio Selvaggio. E nel momento in cui la leggerete, scoprirete che non è poi così difficile salvare il mondo della pedata. La soluzione è tutta nell'organizzare ogni settimana un'estrazione per decidere dove si giocano le partite di calcio. Esempio: c'è Inter-Napoli, e chi dice che bisogna farla per forza a Milano? Si estrae un campo tra tutti quelli di serie A e si gioca lì. Che ne so, esce fuori Palermo, le due squadre vanno a giocare a Palermo. Ma la cosa più importante è che il luogo di destinazione delle partite non deve essere reso noto, in modo che lo spettatore non sappia in anticipo quale partita va a vedere, costringendolo così ad andare allo stadio per il solo piacere di vedere una partita di calcio. Lo dico a Matarrese e poi vi faccio sapere cosa ne pensa.
COLPA DI UNA SIGARETTA
Francesco Flachi è un calciatore con il vizio della cocaina. Per questa ragione la giustizia sportiva lo ha condannato a uno stop di due anni, respingendo anche il ricorso presentato nei giorni scorsi. Il suo ex allenatore, Walter Alfredo Novellino, ha preso le sue difese, spiegando che "non si può stroncare la vita di uno sportivo per una sigaretta". Come dargli torto? E poi io sono per la droga libera. Ora però devo andare, voglio farmi una bella iniezione di marijuana.
L'ENNESIMA FANTABUGIA
Scartabello nell'archivio e rileggo con terrore il mio post dello scorso 30 maggio (Fantacalcio addio... forse) nel quale narro della fine della mia esperienza fantacalcistica. Rileggo e guardo, senza sorprendermi più di tanto, la mia nuova formazione, accompagnato dai rimorsi per aver preso quel calciatore anziché l'altro. Insomma, ci sono cascato di nuovo, sono ancora nel tunnel. Un'altra bugia, certo, ma ne esco quando voglio.
FANTACALCIO ADDIO... FORSE
Il campionato di fantacalcio è terminato. La mia squadra, la Dinamo Catanga, si è classificata sedicesima (su ventidue partecipanti): un buon risultato se solo ripenso all'ultimo posto della scorsa stagione. Ho totalizzato 2688,5 punti, ho vinto quattro tappe e mezzo, il che mi ha permesso di chiudere con un attivo di 40 Euro. Sono contento del mio fantacampionato, ma quella appena passata può considerarsi la mia ultima esperienza fantacalcistica. Troppo stressante inventarsi una formazione ogni domenica, andare a controllare chi ha segnato, chi ha fatto l'assist, chi è stato espulso. E poi io il calcio lo odio! Anche l'anno scorso dissi che avrei lasciato perdere, ma una sera d'estate, in una gelateria, in compagnia di una mia amica, vidi una Gazzetta dello Sport con la pagina aperta sulla quotazioni dei giocatori. Interpretai l'avvenimento come un inequivocabile segno del destino. Così decisi di continuare a giocare. La prossima volta non andrà in questo modo, lo prometto sui capelli di Aldo Biscardi!
NIENTE CALCIO, SIAMO ITALIANI
Hanno negato l'europeo di calcio a noi italiani. E c'è già qualcuno che non si capacita della vittoria della Polonia e dell'Ucraina, come Giancarlo Abete, che ha parlato di scelta "politica sportiva", o come Antonio Matarrese, il più imbufalito di tutti, secondo il quale si è trattato di "una ulteriore sberla al calcio italiano". Già immagino le reazioni in arrivo nelle prossime ore, con tanto di veline recapitate alle redazioni giornalistiche italiane dai politici di centrodestra che attaccheranno Giovanna Melandri e il centrosinistra, che a loro volta risponderanno con altrettante frasi vuote e senza importanza. Di sicuro tutti faranno finta di dimenticare il recente scandalo che ha investito il campionato di calcio italiano e le violenze dei nostri stadi. Perché questi sono i motivi veri per i quali non ci hanno assegnato gli europei.
QUANTO COSTA MAKINWA?
Nessuno è perfetto. Nemmeno io, cosa credete? Infatti gioco a Fantacalcio. Gioco con gli amici, e la mia squadra, la Dinamo Catanga, sta andando abbastanza bene. Tanto da aver già vinto tre tappe, ed essere arrivata seconda nelle ultime due. La cosa più sorprendente di tutta questa faccenda, è che io di pallone non capisco letteralmente una cippa. Non guardo nemmeno la Domenica Sportiva e programmi simili, cosa che evito di fare ormai da una quindicina d'anni. E non chiedetemi di guardare una partita della nazionale italiana: di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo. Quindi non mi spiego come riesca a vincere. Sarà fortuna? Tra l'altro non sono nemmeno amico di Luciano Moggi.
LA MORALITÀ DEL PRESIDENTE
"Bisogna ripartire, è un fatto morale". Lo ha dichiarato il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, naturalmente in riferimento alle varie vicissitudini pallonare seguite al derby tra Catania e Palermo. Io non so cosa sia esattamente la morale. Sul serio: è un concetto che mi mette in crisi, e credo che sia un sentimento comune a noi italiani, abituati alla presenza di una chiesa, quella cattolica, che da svariati secoli condiziona le nostre scelte. So solo, tanto per fare un esempio banale, che certe cose che erano immorali cinquant'anni fa non lo sono più adesso: tipo il sesso, l'omosessualità o la famiglia, che ora non sono più tabù assoluti, tanto che il nostro governo ha appena varato i Dico, e ha potuto farlo senza spargimenti di roghi (anche se Ruini in questi giorni non ha fatto altro che maneggiare fiammiferi...). Quindi quel che era morale un tempo, ora rischia di non esserlo più. E chissà, un giorno potrebbe arrivare qualcuno pronto a dire che nemmeno la morte dovrà essere un tabù, e che potremo mandare avanti lo spettacolo anche di fronte all'assassinio di un poveraccio con una divisa da poliziotto addosso. Matarrese, in un certo senso, ha anticipato i tempi. Anche se spero che mai nessuno possa giudicare moralmente accettabile un abuso edilizio, come quello operato a Bari dal gruppo Matarrese con il famoso mostro di Punta Perotti.
GIRO DI VITE ALLO STADIO
Non voglio apparire come il solito disfattista al quale non va mai bene niente, ma le misure varate dal governo per arginare la violenza negli stadi di calcio non mi piacciono. Sulla carta possono anche apparire efficaci, ma secondo me manca un salto di qualità. Va bene l'arresto in flagranza, le firme in questura per i violenti, la sicurezza affidata agli steward e tutto quello che volete. Secondo me, però, c'è un'assenza di scelte di fondo radicali, che avrebbero lanciato un segnale deciso: e mi riferisco all'introduzione del divieto dell'utilizzo di bandiere, di striscioni, di tamburi e così via. Non solo per evitare che in curva arrivino oggetti pericolosi, ma per far capire che questa storia della fede calcistica è assurda. Il tifo è la cosa più irrazionale che esista in natura: è ora di stabilire una volta per tutte che una partita di calcio è solo questione di sport, in modo che nasca una cultura della sconfitta. E questo lo si fa solo dimenticando campanilismi, colori sociali e altre sciocchezze assortite. Ma mi rendo conto che è come lottare contro i mulini a vento.
Ah, dimenticavo: Antonio Matarrese e il deputato di Rifondazione Comunista Francesco Caruso sono due perfetti idioti.
FUORI DAL RETTANGOLO DI GIOCO
Mi chiedo se siano peggio le scritte apparse su qualche muro e in alcuni siti web, quelle che hanno esaltato la morte del poliziotto a Catania, oppure certe dichiarazioni sentite in giro. Mi riferisco in particolare a quel che è uscito fuori dalla bocca di Ciro Ferrara, ex calciatore, che a Radiouno, sabato pomeriggio, ha ricordato che gli incidenti del derby siciliano sono accaduti fuori dal rettangolo di gioco. Come a dire: ce ne laviamo le mani, il mondo del calcio è innocente. Bene, ricordiamoci di Ferrara e di chi infanga il nome dello sport in questo modo, ricordiamoci dei giocatori milionari e dei dirigenti a caccia di affari quando se ne escono con frasi tipo "Abbiamo vinto grazie al calore degli spalti", oppure "Il pubblico è il nostro dodicesimo giocatore in campo". Sono loro i veri colpevoli di questa guerriglia continua, sono loro che hanno sulla coscienza la morte di Filippo Raciti. Ricordiamocene, prima di pagare il prossimo biglietto per andare allo stadio o pagare l'abbonamento a Sky.
BERIA A CHI?
Io seguo il calcio di riflesso, non me ne frega un granché e non sono un grande esperto di palloni e pallonari. Ma ogni tanto mi piace mettere il naso su questo mondo dorato e, a quanto sembra, del tutto fuori dalle regole. E, in passato, anche uno sprovveduto della materia come il sottoscritto si era accorto di un'anomalia: quest'estate il vice presidente del Milan, Adriano Galliani, voleva portare il campione brasilinano Ronaldo come regalo alla sua squadra. Niente di strano, se non fosse che Galliani era stato squalificato dopo Calciopoli. Espressi il mio stupore al riguardo in un post dello scorso 25 agosto (Operazioni di mercato), ora è scoppiata la polemica. Solo perché una persona molto più importante di me, il capo ufficio indagini Saverio Borrelli, ha fatto notare l'anomalia, dicendo, tra l'altro, che "il senso della legalità non è molto diffuso". Galliani ha risposto paragonando l'ex giudice di Mani Pulite a Beria, il temibile capo del KGB sotto il regime di Stalin. Già, ma se chi cerca di far rispettare la legge è Beria, chi le elude chi è? Pietro Gambadilegno forse?
INCUBI TELEVISIVI
Ieri serata televisiva con zapping annesso. Una serata di atroci scoperte: su Retesette, o come diavolo si chiama, Biscardi, su èTV Moggi. Insieme a loro l'intero lebbrosario del fu Processo del lunedì, equamente distribuito da una parte e dall'altra. Non è cambiato niente.
INUTILI POLEMICHE
Luciano Moggi va su Raidue a dimostrare al mondo di essere pulito come un agnellino. E il suo monologo scatena il putiferio. A dire il vero, non capisco il perché: la televisione è il regno del trash, di torbidi personaggi senza arte né parte, della mediocrità elevata a sistema. Pensate a programmi come i reality, ai Telegiornali, ai cucuzza e a tutto il cucuzzaro. Nessuno dice che bisognerebbe farne un pacco e buttarlo nel cesso, no: la televisione è quella, tenetevela e guardatela quanto volete. Però non mi si venga a dire che Moggi deve essere esiliato dal piccolo schermo: è il suo posto naturale, lasciatelo dov'è, è in ottima compagnia.
OPERAZIONI DI MERCATO (CALCISTICO)
Il Milan vuole prendere Ronaldo. E ci sarebbe da aggiungere un bel "chi se ne frega". In mezzo a questa operazione di calcio estivo c'è però una cosa interessante. E stonata. A cercare di riportare a Milano il fenomeno è Adriano Galliani. Già, proprio lui. La domanda nasce spontanea: ma come, non era stato squalificato? È come se Provenzano continuasse a consegnare i pizzini ai suoi picciotti, no?
IL NUOVO PRESIDENTE
Antonio Matarrese è di nuovo il presidente della Lega Calcio. Non possiedo gli elementi per esprimere un giudizio su questa "novità": non ho mai seguito con particolare passione le vicende sportive e burocratiche dell'arte pallonara, quindi non so che dire. Ricordo solo due cose su Matarrese, due cose importanti. Ai mondiali del 1990, quelli disputati in Italia, un giornalista gli chiese per quale motivo la finale per il terzo posto si sarebbe disputata a Bari, e lui rispose: "Oh bella, perché sono di Bari". E poi vi dice niente l'ecomostro di Bari? Quel palazzone che giaceva bello placido sulla spiaggia... Sapete chi l'aveva costruito? La Matarrese costruzioni! Insomma, come minimo il nuovo presidente della Lega Calcio sarà una persona limpida. Limpida e onesta.