PREFERRAGOSTO - Cosa si può scrivere che sia non dico intelligente ma almeno interessante da leggere alla vigilia di ferragosto? Niente, infatti chiudo qui.
COLPA DI UNA PECORA – Avrei voluto scrivere cose intelligenti, brillanti, simpatiche, originali. Mi sentivo persino in forma, non vedevo l’ora di buttare giù il post migliore della storia di questo modesto blog. E invece no, oggi voglio ascoltare Un giorno da pecora, non c’è blog che tenga. Mi spiace, sarà per la prossima volta…
FIDARSI O NO? – Ho votato una volta il Pci, verso la metà degli anni ’80, non ricordo più per quale consultazione elettorale. Mai espressa la mia preferenza, invece, per Pds, Ds e Pd, proprio non ce la faccio, figurarsi andare alle primarie. Ma se c’è Beppe Grillo, allora cambio idea. Lo so, Grillo non è proprio il massimo, non mi piace tutto quello che dice, ha il difetto di fare di tutta l’erba un fascio, ha sempre rifiutato i contradditori e poi, ultimamente, ha preso anche qualche cantonata. Però il solo pensiero di vedere ai vertici del secondo partito italiano un comico mi esalta. Anche perché significherebbe liberarsi di una classe politica che ha affondato la sinistra e che perde elezioni su elezioni, cosa che non impedisce ai propri rappresentanti di rimanere ancorati alla loro poltrona. Ben vengano, quindi, Beppe Grillo e le sue spinte di rinnovamento, se si presenterà davvero alle primarie io andrò a votarlo, come, temo, faranno in molti nello schieramento di destra. Aspetto, quest’ultimo, che mi preoccupa non poco, ma credo che il gioco valga la candela.
AVVISO AI NAVIGANTI - Questo blog rimarrà inattivo per circa tre settimana, causa Caterraduno di Senigallia e successive vacanze in Spagna. A presto.
NIENTE DA DIRE - Da cui il nome.
NADA DE NADA - Oggi niente post. Ciao.
IL MIO BLOG - E se lo chiudessi?
MI FERMO PER UN PO' - Causa perdurante mancanza di occhiali, questo blog starà fermo per non so quanto, il tempo della visita oculustica e dell'arrivo delle nuove lenti comunque. E mica posso diventare cieco per Splinder!
FINCHÉ L’AMORE C’È... - Il mio nome Debora è in cerca di un uomo che capisce il significato di amore come la fiducia e la fede in ogni altro, Piuttosto che uno che vede l'amore come solo un modo di divertimento, ma un uomo maturo con bella VISSION di ciò che il mondo è tutto circa, Dopo aver letto il tuo profilo oggi www.splinder.com) ho preso in voi interesse quindi per favore io come voi a rispondere a me con questa casella (Deborafab2008@yahoo.com) Ho cercando di qui la sua risposta al più presto,
GRAZIE
OGGI NO - Oggi niente post. Ho fretta, troppa fretta. Ciao.
MI ARRENDO - Va bene, lo confesso: ho rimandato fino a tardi per farmi venire in mente una idea decente ma, alle 22,14, sono costretto ad ammetterlo: oggi non ho proprio niente da scrivere. Ciao.
PROBLEMI - Problemi in vista per questo blog. Nel senso che sto cercando una nuova casa in una nuova città e so bene che non sarà facile. Quindi, pazienza...
DAL DIARIO DI LINUS (QUELLO SENZA COPERTA)/2
Boh, non so cosa pensare, mi avrà oscurato Radio Deejay? Io ci riprovo.
Sono in un periodo in cui non mi piace la radio che faccio, mi sembra di essere l'allenatore di una squadra che gioca male nonostante abbia undici campioni. So quali sono i problemi e so anche come risolverli, però mi freno sempre sperando che i miei giocatori capiscano da soli ma mi rendo conto che ognuno di noi è egoista e vede solo il proprio orizzonte. Capisco perché a vincere sono i grandi antipatici come Capello e Maurinho, più le macchine sono potenti e più ci vuole decisione a guidarle. Fate finta che non vi ho detto niente.
Interessante sapere che a Linus non piace la radio che sta facendo. Solo che non riesco a capire se una dichiarazione del genere possa rappresentare un motivo in più per non sintonizzarmi su quel contenitore di plastica che risponde al nome di Radio Deejay oppure dovrebbe indurmi a fare il contrario. Nel dubbio, rimango incollato alla Rai e al web, che non si sa mai.
AVVISO AI NAVIGANTI
Causa Caterraduno, questo blog rimarrà chiuso per tutta la settimana. Ci si riciccia lunedì 18. Ciao e a presto.
UN SMS
Il blog funziona così, almeno per me: ti alzi la mattina e cominci a pensare cosa scriverai nel post, fai il giro dei principali siti di informazione, ascolti la radio, poi selezioni, decidi e infine, al primo momento libero, vai di tastiera. Sembra facile, in realtà è una faticaccia immane, soprattutto per un masochista come il sottoscritto che, dal settembre 2005, si è deciso a scrivere un post al giorno, sabato, domenica e festivi esclusi. Oggi avrei potuto scrivere di tutto, c'era solo l'imbarazzo della scelta. Poi il cellulare ti avvisa che è arrivato un sms: lo leggi e decidi che è perfetto, e che merita di finire qui dentro, al di là dei contesti che evoca. Eccolo: "Ultimamente poste efficientissime e treni sempre in orario: se non fosse per le esternazioni di Bagnasco mi sembrerebbe quasi di vivere in un paese civile!". Grazie Antonella!
CINQUE LIBRI CINQUE
Sta girando in rete, specie tra i blog, una sorta di referendum sui cinque libri della vita: quelli che te l'hanno cambiata, quelli che ti hanno dato una mano o, più semplicemente, quelli che ti sono piaciuti in modo particolare. Prima che qualcuno mi mandi l'invito, ecco il mio podio.
Alta fedeltà, di Nick Hornby: musica e donne, cosa può volere di più un uomo immaturo? Un capolavoro del '900, almeno secondo l'opinione di un immaturo a cui piacciono le donne.
American psycho, di Bret Easton Ellis: un romanzo sugli yuppie, sugli anni '80 (o '90?), sui vizi dell'America del nord, tra palate di cocaina e soldi, finte amicizie e morti veri. Si rimane incollati fino all'ultima pagina, merito di una scrittura veloce, limpida e tagliente.
L'arte della gioia, di Goliardia Sapienza: una sorta di "meglio gioventù" con al centro una donna che cerca, e trova, la sua felicità. Dialoghi di una bellezza unica, personaggi venati di umanità per un capolavoro ucciso da critici e giornalisti marchettari. Potrei aggiungere che il libro mi ricorda una persona, ma non lo faccio.
Papalagi, di Tuiavii di Tiavea: un capo indigeno delle isole Samoa compie un viaggio in Europa all'inizio dello scorso secolo e ne fa un resoconto scritto. Un trattato etnologico sulle assurdità (e pericolosità) dell'uomo bianco. Se venisse adottato in tutte le scuole di ordine e grado, avremmo una società diversa e migliore.
I vagabondi del Dharma, di Jack Kerouac: il romanzo dell'iniziazione, la mia. Viaggi in treno, in autostop, alla ricerca della felicità, fino a una scelta mistica. Lo lessi a 18 anni, non so che effetto mi farebbe oggi.
FASTIDIO
La cosa più imbarazzante della politica italiana è il modo in cui i nostri rappresentanti sfuggono alle domande, agli argomenti, ai fatti. Della serie: uno chiede una cosa del tipo "Mi scusi, ma come mai il debito pubblico è aumentato?", e l'altro risponde: "Anche in Nuova Zelanda è la stessa cosa". Un vecchio vizio, quello di aggirare, nascondersi, cambiare discorso che rappresenta un male endemico per la nostra società. E il peccato più grosso è che si tratta di difetti che non insistono nel solo contesto delle nostre istituzioni. Piccolo esempio, quello che è accaduto di recente qui, sul mio blog. Avete letto i commenti di Manhunter? Visto cosa è successo? Nel mio post dello scorso 11 aprile (Bettino nel Pantheon), ho commentato in maniera sarcastica il tentativo di Piero Fassino di paragonare Bettino Craxi a un martire del fascismo come Giacomo Matteotti (che per altro stava per scoprire qualche tangente del governo Mussolini) o al partigiano Sandro Pertini. Un modo come un altro, discutibile, ci mancherebbe, per chiedersi e chiedere se fosse giusto inserire un latitante tra le 'divinità' del nuovo Partito Democratico. Secondo me no. Mentre Manhunter, invece di formulare un giudizio, risponde dicendo che esiste una piazza dedicata al criminale Carlo Giuliani. A parte il fatto che piazze dedicate a Carlo Giuliani non esistono (a proposito, Donburo, non credo che esistano nemmeno piazze dedicate a Mussolini...), e se esistessero sarei il primo a indignarmi, si può sapere cosa cazzo c'entra?
Secondo esempio. Nel post del primo marzo (Comunicazione) spiego di preferire la freschezza delle idee di grandi vecchi della politica come Pietro Ingrao e Lidia Menapace al look di uomini (e donne) che non devono chiedere mai, tipico del forzaitaliota medio. Questo per dire che non mi lascio abbindolare dai sorrisi e dall'apparenza, piuttosto guardo agli ideali e ai programmi. E che, inoltre, non potrei mai votare per chi è stato iscritto a un'associazione di delinquenti stragisti come la P2. Manhunter controbatte santificando la P2 e tirando fuori l'affare Telekom Serbia, che, oltre a non entrarci una mazza con il discorso, sembra essersi risolto in una bolla di sapone, e senza nemmeno l'aiuto di leggi ad personam.
La mancanza di argomenti e l'uso degli slogan sono le cose più fastidiose che possano esserci in una società democratica. Caro Manhunter, ma non hai proprio nient'altro da fare che lasciare commenti inutili sparsi per la rete?
NOTIZIE DA CUBA
Qualche giorno fa, zompettando qua e là tra la rete, mi sono imbattuto in un blog, quello dei Comunisti Italiani di una cittadina emiliana, non ricordo quale. Mi ha colpito un post su Cuba, di solidarietà con Fidel Castro e il suo regime, con tanto di foto del leader maximo in compagnia di Ernesto Che Guevara. Ho scritto un commento, specificando di essere di sinistra, nel quale ho avanzato dei dubbi sul governo cubano. Esempio: a L'Avana c'è la condanna a morte, non esiste la democrazia né tantomeno il pluripartitismo, e la libertà, da quelle parti, continua a rappresentare un concetto alquanto oscuro. E infine mi sono chiesto fino a che punto possa contare, riguardo questi fatti oggettivi, il pur ingiusto embargo del governo statunitense. Bene, non ho idea quanto tempo abbia resistito, ma il commento adesso non c'è più. Non so a voi, ma a me certe cose fanno male.
UNA FICTION SU MORO
Canale 5 sta preparando una fiction su Aldo Moro. Per realizzare una cosa ben fatta, gli autori hanno fatto ricorso ad alcune conversazioni avute con il senatore a vita Francesco Cossiga e a testi di ex brigatisti, come Anna Laura Braghetti. La figlia maggiore dello statista assassinato, Maria Fida, si è ribellata a modo suo, spedendo una lettera al blog di Beppe Grillo, nella quale ha chiesto silenzio, "un silenzio assoluto e compassionevole", nei confronti della tragedia della quale fu vittima suo padre. Aggiungendo parole non proprio benevole su Cossiga e Braghetti. Non ha per niente torto la signora Moro, anzi, qualcuno dovrebbe spiegarle perché certa gentaglia se ne possa liberamente esprimere opinioni su determinati argomenti. Per esempio Braghetti, la carceriera di Moro: anni fa, a Capodarco di Fermo, partecipò a una specie di seminario riservato ai giornalisti operanti nel sociale. Fu accolta come una star, con tanto di applausi: sembrò una cosa normale pressoché a tutti, tranne a Massimo Del Papa, che dalle colonne del Mucchio Selvaggio sparò a zero sull'argomento. E fu preso come il solito rompicoglioni. Eppure Braghetti, assieme al coro dei brigatisti assassini in nome del proletariato, è stata una dei colpevoli del blocco della democrazia italiana, vogliamo parlarne? E non dimentichiamo Cossiga, del modo in cui gestì i 55 giorno del rapimento dello statista democristiano. Una cosa sbaglia Maria Fida Moro: nel chiedere il silenzio. Più semplicemente, sarebbe il caso di pretendere la verità, e consigliare agli sceneggiatori della fiction di farsi dare dritte a qualche piduista, ne uscirebbero delle belle.
I CATTOLICI E IL MATRIMONIO
Rubo questo post dal blog di Loopy De Loop (il link lo trovate a fianco), che a sua volta l'aveva preso da un vecchio numero di Diario. Si tratta di uno scritto di Lidia Menapace, partigiana, voce storica del femminismo italiano, senatrice di Rifondazione Comunista. Buona lettura.
I RAZZISTI DI TEHRAN E DINTORNI
Non capisco proprio questo accanimento dei confronti del presidente iraniano Ahmadinejad. O meglio, lo capisco, perché attaccare un povero fesso che si mette a revisionare la storia e il nazismo non merita nessuna pietà. Eppure non vedo lo stesso accanimento quando certe cose succedono a casa nostra: avete mai fatto un giro in rete, nei blog che si richiamano alle idee di destra? Fatelo allora, e vedrete che il revisionismo è una cosa normale da quelle parti. E mica parlo di Forza Nuova, no, parlo di Azione Giovani, del democraticissimo movimento giovanile che si rifà all'altrettanto democraticissima Alleanza Nazionale. Quello dello strappo di Fiuggi, quello che Mussolini è acqua passata. Ci fosse un dirigente di partito che dica a questi ragazzi che sbagliano, che gli ebrei nei campi di concentramento nazisti sono morti davvero, in tanti e non di freddo. Sono cambiati? Mi sa di no.
TASSE: RISPOSTA A UN COMMENTO ANONIMO
Quando devo rispondere a un commento, preferisco farlo in privato. Il fatto è che non mi piace che il mio blog si trascini in una serie infinita di botte e risposte: il rischio è lo spiazzamento, di non capirci più niente. Quindi avrei volentieri risposto in forma privata anche all'utente anonimo che ha commentato il mio post Pezzenti dello scorso 29 settembre. Ma non lo posso fare, perché, da buon anonimo, l'amico non ha lasciato traccia del suo indirizzo, figuriamoci del suo nome. Il che non è proprio simpatico, ma questo è un altro discorso che rischia di farci perdere il filo. Torniamo a noi, dunque, e al commento in questione, che, giustamente, ha messo in luce quanto segue: quando, nella finanziaria del governo Prodi, si parla di tassare redditi superiori ai 70.000 Euro (che nel frattempo sono passati a 75.000) si parla di una cifra lorda. E l'anonimo amico mi ha fatto notare che se si passa alla cifra netta, si scende a 3.200 Euro al mese dai circa 5.500 ai quali facevo riferimento nel mio post. Diamo per scontato che il conto sia esatto, concentriamoci su questi poco più di 3.000 Euro mensili ma soprattutto sulla considerazione dell'amico anonimo, secondo il quale non si tratta di una cifra da nababbo. In effetti non lo è (anche se bisognerebbe mettersi d'accordo sul significato di nababbo, per me, per esempio, sarebbe uno stipendio da ipernababbo), ma non mi sembra nemmeno da pezzenti. Figuratevi che io, per metterli insieme, ho bisogno di più di tre mesi di lavoro. E non sono un'eccezione, forse non rappresenterò la maggioranza assoluta, ma nemmeno una fascia insignificante della popolazione italiana, anzi. Poi non vedo quale sia lo scandalo se chi guadagna più di me debba contribuire con maggiore vigore al sistema tributario, mi sembra addirittura banale affermare una cosa del genere. La verità, però, è più sottile. Io non so quanto guadagni l'amico anonimo, ma mi pare che in questo periodo ci sia uno strano andazzo, cioè che noi pezzenti stiamo prendendo le difese dei ricchi. Ho sentito dire da tanti, l'ho letto anche in molti blog, che le tasse imposte dai comunisti ci mangeranno vivi. Poi, se provi a chiedere a qualcuno di questi quanto guadagna, scopri che sono tutti (abbondantemente) sotto i 75.000 Euro (lordi). E se dici che a noi pezzenti non ci toccheranno, sembra che siano dispiaciuti lo stesso. Un andazzo davvero singolare, che nasconde, almeno secondo il mio modesto pensiero, una verità: le tasse non vuole pagarle nessuno non perché siano ingiuste, ma perché sono viste come un'imposizione di uno Stato troppo invadente. Evadere è diventato non solo una furberia, ma una forma di rivalsa, quasi l'affermazione di una giustizia non divina ma esclusivamente di natura economica ed egoistica, che non tiene conto di nient'altro che non sia il proprio tornaconto personale. Alla faccia della nostra Costituzione, che parla di progressività del sistema tributario (art. 53).
Un'ultima cosa, caro amico anonimo: ogni tuffatore che si rispetti rinasce ogni volta dall'acqua all'aria. E io sono un tuffatore a tutto tondo...
UN BLOG SENZA COMMENTI
Io ho un blog. Come diversi milioni di persone nel mondo occidentale. Niente di che, per carità, al massimo una trentina di accessi al giorno, venti in media, e poi l'ho messo su per ragioni di natura terapeutica, così ho anche risparmiato le parcelle dello psichiatra. Poi ci sono i blog professionali, in genere quelli curati da giornalisti, esperti della comunicazione, gente con le palle insomma. Come Ernesto Assante. Lo conoscete? È uno che scrive di musica sul gruppo Espresso La Repubblica, giornali noti per l'autorevolezza delle loro marchette nelle pagine degli spettacoli. Pagine del cazzo, di uno squallore unico, senza mordente, senza mai una critica, dove non esistono mai dischi brutti, son tutti capolavori. Il blog di Assante riflette lo stile della casa madre: tempo fa, in due differenti post, è riuscito a dare del genio sia a Ornette Coleman sia a Piero Pelù. I commenti che gli arrivano sono spesso acidi, come è naturale che sia: in rete si parla con molta chiarezza, chissà come si comporterebbero i lettori de La Repubblica o de L'Espresso di fronte all'ennesima marchetta se potessero esprimere i propri giudizi senza filtri. Bene, da un po' di tempo il blog di Assante ha chiuso lo spazio dei commenti. Qualcuno sa spiegarmi perché?
COGLIONI