ABBASSO BARBIE - Lungi da me prendere le difese di un regime totalitario e confessionale come quello iraniano. Ma se Ahmadinejad o qualche ayatollah a caso dice di non volere più sul proprio suolo i giocattoli occidentali a me non scappa da ridere, anzi. Perché la colonizzazione ormai non si fa con i bombardieri o i carri armati ma attraverso l'ideologia e l'economia. Pensiamoci bene: Barbie ha davvero qualcosa a che fare con la società iraniana o con quella orientale in genere? Va bene, mettere i bastoni tra le ruote dei liberi scambi commerciali significa isolarsi dal resto del mondo, però in questo caso ci sono due pesi e due misure: da una parte c'è un'economia fortissima, quella occidentale, che gioca su di un piano privilegiato, forte com'è di una struttura di marketing fortissima, capace di venderci anche la cacca, se solo lo decidesse (cosa che tra l'altro accade realmente: i panini della Mc Donald's non sono forse merda allo stato puro?), dall'altra una serie di abitudini e di tradizioni messe in seria discussione da un modello di vita che si sta rivelando vincente anche se a un prezzo altissimo. Quello dell'inquinamento, della scomparsa dei diritti e della dignità dell'uomo e, soprattutto, quello dell'omologazione. Ben venga chi resiste allo strapotere del dollaro e alla piattezza culturale, anche se arriva da un luogo dove, poco ma sicuro, non è bello vivere.
